Crismer La Pignola

Benvenuti nel canale ufficiale di Crismer La Pignola!

👨‍💻 Chi sono:
Sono Crismer La Pignola, Software Engineer, Formatore, Speaker e Digital Coach.
La mia missione? Creare un ponte tra generazioni per promuovere un uso consapevole dei media digitali, coinvolgendo genitori, educatori e ragazzi.

🎯 Cosa troverai qui:
✅ Cultura ed educazione digitale: Impara a navigare il mondo dei social media con consapevolezza.
✅ Didattica innovativa: Scopri come sfruttare le tecnologie per insegnare e apprendere in modo interattivo e creativo.
✅ Risorse per genitori ed educatori: Strumenti pratici per guidare i giovani nel distinguere tra vita reale e digitale.

🔵 Perché questo canale?
Il web e i media digitali sono diventati parte integrante della nostra vita. È fondamentale per gli adulti assumere un ruolo guida per comprendere e gestire quella sottile linea che separa il virtuale dal reale.

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Crismer La Pignola

Nel corso di alcuni studi per una ricerca accaddemica ho letto alcuni articoli in cui si afferma che il Problem Based Learning e il Project Based Learning dovrebbero essere proposti in maniera continuativa nei processi formativi, in quanto l’apprendimento, nell’era digitale, non è più basato prevalentemente sull’acquisizione di conoscenze consolidate, ma sulla trasformazione di ciò che si conosce e sulla capacità di affrontare fenomeni emergenti di cui si sa ancora poco.

Questa affermazione, a mio avviso, mette in luce una tensione profonda tra quanto la ricerca educativa sostiene ormai da tempo e ciò che accade nella maggior parte dei contesti scolastici, in particolare nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Se l’apprendimento è sempre più chiamato a misurarsi con la complessità, l’incertezza e il cambiamento, appare evidente che un modello didattico centrato prevalentemente sulla trasmissione e sulla verifica di conoscenze stabili risulta strutturalmente inadeguato.


Da studi scientifici sull'apprendimento si è compreso che “ l’apprendimento non è più basato sulla conoscenza ma sulla trasformazione”. Con questo non si sta negando il valore della conoscenza in sé.

Ma si sta però mettendo in crisi un paradigma storico della scuola, secondo cui apprendere significava:

- accumulare contenuti;
- interiorizzare saperi stabili;
- riprodurre correttamente conoscenze considerate consolidate.


Questo modello aveva senso in un mondo:

- relativamente stabile;
- in cui il sapere evolveva lentamente;
- in cui la scuola poteva realisticamente “preparare per il futuro” trasmettendo un patrimonio di conoscenze durature.


Oggi, nell'era digitale:

- le conoscenze sono abbondanti, accessibili, instabili;
- molte competenze diventano rapidamente obsolete;

In questo scenario, apprendere non significa tanto sapere qualcosa, quanto essere in grado di:


- trasformare ciò che si sa;
- ricombinare le conoscenze;
- affrontare situazioni nuove con strumenti non ancora del tutto definiti.

È in questo senso che Problem Based Learning e Project Based Learning assumono un valore strutturale, non metodologico.


Questi approcci:

- partono da problemi aperti;
- mettono lo studente di fronte a situazioni non completamente note;
- richiedono interpretazione, decisione, assunzione di responsabilità.


Quando si parla di “scoperta di innovazioni adatte a fenomeni emergenti di cui si sa ancora poco”, si sta dicendo una cosa molto radicale a mio avviso:
la scuola dovrebbe preparare anche a ciò che non conosciamo ancora.


Questo è incompatibile con una didattica:

- rigidamente disciplinare;
- centrata sulla spiegazione frontale;
- orientata prevalentemente alla verifica nozionistica.


Una didattica che a mio avviso è ancora radicata nel contesto attuale.

Apprendere oggi significa:

- trasformare informazioni in conoscenza;
- trasformare conoscenze in competenze;
- trasformare competenze in azioni situate.


E qui ci sarebbe molto da dire sugli studi del Prof Rivoltella con gli EAS 'Episodi di Apprendimento Situato'...

Per concludere:

la ricerca educativa parla ormai chiaramente di apprendimento come processo trasformativo, orientato alla gestione della complessità e dei fenomeni emergenti. Tuttavia, osservando la situazione scolastica attuale in generale, sembra (toglierei anche il sembra) che la scuola continui a funzionare prevalentemente secondo un paradigma trasmissivo, centrato sull’acquisizione e sulla verifica di conoscenze consolidate.


La pandemia ha rappresentato un acceleratore tecnologico (definito giustamente Big Bag), ma non ha prodotto una reale trasformazione del modello didattico.

Mi chiedo quindi quanto e come il sistema scolastico stia realmente recependo queste indicazioni teoriche, e quali siano, secondo voi, gli ostacoli principali a una diffusione autentica di approcci come il Problem Based Learning e il Project Based Learning?


Abbiamo parlato anche di blended learning, argomento che ho trattato nel mio elaborato. Ma quale Istituto oggi sta applicando queste metodologie?


Questa riflessione, volutamente provocatoria, intende coinvolgere tutti in un esercizio di consapevolezza collettiva, invitando a interrogarsi su una responsabilità che va oltre il singolo docente.

Non sono soltanto gli insegnanti a essere chiamati in causa, ma soprattutto le scelte politiche e istituzionali che, nel tempo, hanno contribuito a frammentare i saperi, a indebolire la coerenza dei percorsi formativi e, in molti casi, a lasciare intere generazioni di studenti prive di un orizzonte educativo chiaro, integrato e orientato al senso.


In questo quadro, risuonano con particolare forza le parole del professor Galimberti, che utilizzo come chiusura e monito: «La demotivazione, generata da un modello didattico inadeguato, diventa la base di un disinteresse totale».

Una affermazione che richiama la necessità urgente di ripensare la scuola non solo nei suoi strumenti, ma soprattutto nelle sue finalità culturali, formative ed esistenziali.

Grazie.

1 week ago (edited) | [YT] | 0

Crismer La Pignola

L’Australia ha approvato una legge che vieta l’accesso ai social media ai minori di 16 anni.
Non una proposta. Non una sperimentazione. Una legge.
In questo episodio di Oltre il Digitale analizzo cosa c’è davvero dietro questa decisione:
le evidenze scientifiche, i limiti della ricerca, il ruolo degli algoritmi e il rischio che il divieto diventi una scorciatoia educativa.
Non è una puntata “pro o contro”.
È un’analisi critica di un passaggio storico che riguarda tutti noi: genitori, insegnanti, professionisti, decisori.
Il punto non è solo se vietare sia giusto.
Il punto è cosa succede se vietiamo senza educare.

Tutte le fonti complete, in formato accademico, sono disponibili nel post di approfondimento su Patreon. Trovi al link indicato di seguito l’intero podcast.

🔗www.patreon.com/posts/148014672?utm_campaign=posts…

1 month ago (edited) | [YT] | 0

Crismer La Pignola

🎯 Viviamo in un’epoca straordinaria: abbiamo messo in mano ai nostri figli uno smartphone prima ancora di capire davvero come funziona. La tecnologia corre, Internet evolve, e con essa nascono nuove opportunità… ma anche nuovi rischi.

Cyberbullismo, sexting, revenge porn, adescamento online: parole che fino a pochi anni fa non esistevano nel nostro vocabolario quotidiano, e che oggi rappresentano sfide concrete per genitori, educatori e professionisti.



Il vero ostacolo?

Siamo la prima generazione adulta chiamata a guidare i giovani in un territorio in cui non abbiamo alcuna esperienza pregressa. È come dover insegnare a nuotare mentre stiamo ancora imparando a stare a galla. È normale sentirsi disorientati, spaesati, o addirittura impotenti davanti a comportamenti che a volte sembrano “stupidi”, impulsivi o inspiegabili. Ma il mondo digitale non è un capriccio: è il nuovo spazio di socialità, identità, esplorazione e crescita.



🔥 La domanda allora diventa inevitabile:

Da dove comincio? Come mi muovo? Quali regole servono davvero?


Segui il video a questo link e dimmi cosa ne pensi...Qui sotto nei commenti puoi esporre le tue riflessioni, il tuo pensiero critico.

👉 www.patreon.com/posts/percorso-per-e-144929982?utm…

2 months ago | [YT] | 0

Crismer La Pignola

In questo breve intervento ho provato ad offrire strumenti concreti per agire nel mondo digitale in modo responsabile.
Ho presentato il “decalogo digitale” aiutando così i ragazzi a comprendere come prevenire e affrontare situazioni di bullismo online: dal rispetto delle emozioni al corretto uso dei social, dalla consapevolezza del rischio all’importanza di chiedere aiuto, fino all’uso dell’intelligenza artificiale come supporto per individuare messaggi offensivi o comportamenti a rischio.

Con esempi pratici e linguaggio chiaro, ho mostrato che l’AI può essere sia un alleato sia una sfida, se usata senza criterio, e ha incoraggiato i ragazzi a riflettere prima di condividere contenuti, imparando a distinguere tra scherzo e violenza.

🔗👉www.patreon.com/posts/perche-parlare-e-140649709?u…

2 months ago | [YT] | 1

Crismer La Pignola

Sei d'accordo sull'importanza del patto educativo tra scuola e famiglia? Quanto ritieni sia fondamentale la collaborazione dei genitori? Scrivimelo qui sotto.
Insieme al Prof.‪@andreacartotto‬

2 months ago (edited) | [YT] | 0

Crismer La Pignola

🔥Quindicenne torturato dalla baby gang, l’esperta: “Giovani abituati all’odio tra social, tv e videogiochi”.

La ricercatrice di psicologia dello sviluppo di UniTo, Tatiana Begotti: «Importante dire no. Ai ragazzi serve avere dei limiti. Gli adulti filtrino i contenuti aggressivi»


🔗Link all'articolo:
www.lastampa.it/torino/2025/11/05/news/baby_gang_m…

L’articolo sostiene che i videogiochi (insieme a tv e social) siano parte di un insieme che favorisce l’abitudine alla violenza, l’esposizione non mediata, la normalizzazione dell’aggressione, soprattutto in contesti giovanili fragili. Tu cosa ne pensi?

2 months ago (edited) | [YT] | 0

Crismer La Pignola

Si parla sempre più spesso e giustamente di #IA, ma poco forse si conosce di una delle sue evoluzioni più interessanti rappresentata dagli 'agenti'. Sai di cosa si tratta? Li hai giù utilizzati o hai sperimentato nel tuo lavoro?

Condividi la tua esperienza o scrivimi cosa ti interesserebbe sapere in particolare.
Aspetto di leggerti.

3 months ago | [YT] | 1

Crismer La Pignola

Siamo sommersi da informazioni. Non dobbiamo fare nessuno sforzo. Sono le informazioni che vengono da noi. E’ fondamentale allora saperle gestire . Quando parliamo di tecnologie non possiamo ridurre tutto in #ia smartphone e competenze.
Spesso si tralascia un’altra componente, ancora più importante che riguarda lo sviluppo di cultura digitale. Ebbene si, #cultura’.
Senza cultura non può esserci competenza. Pensare che una macchina possa manifestare l’empatia di un essere umano non è plausibile. L’empatia, come altre caratteristiche sono ‘solo’ umane come i neuroni sono solo appartenenti all’essere umano. Le macchine sono ‘vuote’. Non sono pensanti. Non sono intelligenti.

Fammi sapere cosa ne pensi delle riflessioni fatte durante una chiacchierata con il Prof. ‪@andreacartotto‬

3 months ago | [YT] | 1

Crismer La Pignola

Grazie al tuo supporto e interesse, la mia missione di portare la didattica innovativa e l'uso consapevole della tecnologia nelle scuole sta crescendo tantissimo.
I feedback sui corsi e i materiali che ho condiviso finora sono stati incredibili!


Ma da solo ormai non riesco più ad andare avanti. HO BISOGNO DI TE!



Per continuare a offrirti materiali davvero gratuiti e di altissimo livello (come le guide sull'IA e i template per l'uso etico, video e guide, approfondimenti sui pericoli della rete come cyberbullismo) e per espandere il progetto, ho fatto un passo importante: ho aperto il mio canale Patreon.


Attento però! Patreon non è un modo per raccogliere donazione, è una partnership per il futuro dei nostri ragazzi e per coloro che vivono la scuola quotidianamente. Un impegno che prendiamo insieme per sviluppare, crescere e costruire la nostra 'cultura digitale' e quella dei nostri figli.

www.patreon.com/cw/CrismerLaPignola

#patreon #culturadigitale

3 months ago (edited) | [YT] | 0

Crismer La Pignola

Anche l’IA ha i suoi pregiudizi

Un recente studio europeo lo ha mostrato: nemmeno i traduttori automatici sono neutrali.
•The engineer fixed the problem quickly” diventa “L’ingegnere ha risolto il problema rapidamente”.
•The nurse went home diventa “l’infermiera è andata a casa”.

Gli algoritmi imparano dal linguaggio online, e il web è pieno di stereotipi. Non c’è cattiva intenzione, solo imitazione. Ecco perché serve insegnare anche alle macchine una lingua gentile: più equa, più vera, più rispettosa.

www.eurotrad.com/blog/bias-nella-traduzione-automa…

3 months ago | [YT] | 0