L’obiettivo di saperi proibiti è stato e vuole essere quello di promuovere una riflessione collettiva sulla dimensione storica, sociale e culturale di pratiche e saperi rimossi dai discorsi istituzionali che renda possibile l’esplorazione del confine tra diverse concezioni dell’alterazione di coscienza, con o senza l’uso di droghe. Riflettere sulla dimensione del sapere sopra e attraverso le sostanze psicotrope serve a gettare luce sul carattere intersoggettivo e condiviso di un’esperienza che in tutti i suoi aspetti molte istituzioni trattano come affare privato ed ‘individuale’, accentuando, anziché ridurlo, l’effetto di disinformazione e stigmatizzazione di quelli che vengono definiti, con un termine cinicamente neutro, ‘consumatori’. Porre il problema in questi termini vuole essere un’occasione per un confronto aperto, al di là degli stereotipi dell’evasione e dello ‘sballo’.