Questo canale è proposto da un fedele cattolico laico, padre di famiglia. Include meditazioni sul Vangelo, meditazioni sulla Chiesa, preghiere di ogni tipo mie personali e di altri che meritano di essere menzionati.
Per motivi di privacy è necessario che non mi presenti con il mio vero nome, grazie per la vostra comprensione.
Altri social:
X: x.com/Converted84
TELEGRAM: t.me/fedesperanzaecarita
HOMO CATHOLICUS
III. Terza profezia
Genesi 22,1-19
22,1 Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!».
22,2 Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».
22,3 Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato.
22,4 Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo.
22,5 Allora Abramo disse ai suoi servi: «Fermatevi qui con l’asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi».
22,6 Abramo prese la legna dell’olocausto e la caricò sul figlio Isacco; prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutt’e due insieme.
22,7 Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello per l’olocausto?».
22,8 Abramo rispose: «Dio stesso provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio!». Proseguirono tutt’e due insieme.
22,9 Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull’altare, sopra la legna.
22,10 Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.
22,11 Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!».
22,12 L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito».
22,13 Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.
22,14 Abramo chiamò quel luogo: «Il Signore vede»; perciò oggi si dice: «Sul monte il Signore provvede».
22,15 L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo una seconda volta
22,16 e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito,
22,17 io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici.
22,18 Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».
22,19 Poi Abramo tornò dai suoi servi; insieme si misero in cammino verso Bersabea e Abramo abitò a Bersabea.
7 hours ago | [YT] | 0
View 0 replies
HOMO CATHOLICUS
A proposito della Seconda profezia, quel passo:
"6,8 Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore".
Non posso non pensare a mio suocero, da dieci anni a letto, che mangia (se possiamo chiamarlo "mangiare") e beve a giorni alterni, quando va bene. E che dorme quasi tutto il tempo con pochi momenti di lucidità
Non parla più, ma è perfettamente cosciente, e quando gli parliamo del Signore e di cose di fede, il suo volto si illumina.
Ecco, un cuore che vive una tale atroce sofferenza (perchè sicuramente, al di là dei problemi neurologici, ha altre sofferenze, anche se non riesce a esprimerle) nella fede e nell'offerta, è un novello Noè che trova grazia agli occhi del Signore, ed è una benedizione per la sua casa, per la nostra famiglia.
E non posso non pensare a mia suocera, che a eccezione della Santa Messa domenicale, a 84 anni è accanto a lui, 24 ore su 24.
Queste sono le anime che salvano il mondo, perché offrono e soffrono unite alla Passione redentiva di Gesù, e completano nella loro carne ciò che manca ai frutti della Redenzione della Passione di NOstro Signore, la quale, si badi bene, è assolutamente sufficiente per salvare tutti gli uomini da Adamo fino all'ultimo uomo sulla terra, se non fosse per un particolare, ahimè decisivo: che l'uomo è libero di dire "no".
Ed ecco che entriamo in campo noi, quando partecipiamo uniti a Gesù alla Sua Passione, mettiamo il sangue sugli stipiti delle nostre porte, e tanti, purtroppo non tutti, invece di dire "no", dicono "sì" e si salvano.
1 day ago | [YT] | 4
View 0 replies
HOMO CATHOLICUS
Seconda profezia
Genesi 5,31-32; 6,1-22; 7,6-24; 8,1-22
5,31 Noè aveva cinquecento anni, quando generò Sem, Cam e Iafet.
6,1 Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e nacquero loro figlie,
6,2 i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero.
6,3 Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e i suoi giorni saranno centoventi anni».
6,4 C’erano sulla terra i giganti a quei tempi — e anche dopo — quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi.
6,5 Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre.
6,6 E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo.
6,7 Il Signore disse: «Cancellerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato e, con l’uomo, anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito di averli fatti».
6,8 Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore.
6,9 Questa è la discendenza di Noè. Noè era uomo giusto e integro fra i suoi contemporanei e camminava con Dio.
6,10 Noè generò tre figli: Sem, Cam e Iafet.
6,11 Ma la terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza.
6,12 Dio guardò la terra ed ecco essa era corrotta, perché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra.
6,13 Allora Dio disse a Noè: «È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra.
6,14 Fatti un’arca di legno resinoso; dividerai l’arca in scomparti e la spalmerai di bitume dentro e fuori.
6,15 Ecco come devi farla: la lunghezza dell’arca di trecento cubiti, la larghezza di cinquanta cubiti e l’altezza di trenta cubiti.
6,16 Farai nell’arca un tetto e, a un cubito più sopra, la terminerai; da un lato metterai la porta dell’arca. La farai a piani: inferiore, medio e superiore.
6,17 Ecco, io sto per mandare il diluvio, cioè le acque, sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne in cui c’è alito di vita; quanto è sulla terra morirà.
6,18 Ma con te io stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell’arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli.
6,19 Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai nell’arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina.
6,20 Degli uccelli secondo la loro specie, del bestiame secondo la propria specie e di tutti i rettili del suolo secondo la loro specie, due d’ognuno verranno con te, per essere conservati in vita.
6,21 Quanto a te, prenditi ogni sorta di cibo da mangiare e raccoglilo presso di te: sarà di nutrimento per te e per loro».
6,22 Noè eseguì tutto; come Dio gli aveva comandato, così egli fece.
7,6 Noè aveva seicento anni, quando venne il diluvio, cioè le acque, sulla terra.
7,7 Noè entrò nell’arca e con lui i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figli, per sottrarsi alle acque del diluvio.
7,8 Degli animali puri e degli animali impuri, degli uccelli e di tutti gli esseri che strisciano sul suolo
7,9 entrarono a due a due con Noè nell’arca, maschio e femmina, come Dio aveva comandato a Noè.
7,10 Dopo sette giorni, le acque del diluvio furono sopra la terra.
7,11 Nell’anno seicentesimo della vita di Noè, nel secondo mese, il diciassette del mese, proprio in quel giorno, eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono.
7,12 Cadde la pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti.
7,13 In quello stesso giorno entrarono nell’arca Noè con Sem, Cam e Iafet, figli di Noè, la moglie di Noè e le tre mogli dei suoi tre figli con loro:
7,14 essi e tutti gli animali selvatici secondo la loro specie, tutto il bestiame secondo la propria specie, tutti i rettili che strisciano sulla terra secondo la loro specie, tutti gli uccelli secondo la loro specie, tutti i volatili, tutti gli esseri alati.
7,15 Vennero dunque a Noè nell’arca, a due a due, di ogni carne in cui c’era alito di vita.
7,16 Quelli che venivano, maschio e femmina d’ogni carne, entrarono come Dio gli aveva comandato; poi il Signore chiuse la porta dietro di lui.
7,17 Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni; le acque crebbero e sollevarono l’arca, che si innalzò sulla terra.
7,18 Le acque divennero poderose e crebbero molto sopra la terra e l’arca galleggiava sulle acque.
7,19 Le acque si innalzarono sempre più sopra la terra e coprirono tutti i monti più alti che sono sotto tutto il cielo.
7,20 Le acque superarono in altezza di quindici cubiti i monti che avevano ricoperto.
7,21 Perì ogni essere vivente che si muove sulla terra: uccelli, bestiame, animali selvatici e tutti gli esseri che brulicano sulla terra e tutti gli uomini.
7,22 Ogni essere che aveva alito di vita nelle narici, cioè quanto era sulla terra asciutta, morì.
7,23 Furono cancellati tutti gli esseri che erano sulla faccia della terra: dagli uomini al bestiame, ai rettili e agli uccelli del cielo; furono cancellati dalla terra e rimase solo Noè e chi stava con lui nell’arca.
7,24 Le acque restarono alte sopra la terra centocinquanta giorni.
8,1 Dio si ricordò di Noè, di tutte le fiere e di tutto il bestiame che era con lui nell’arca. Dio fece passare un vento sulla terra e le acque si abbassarono.
8,2 Si chiusero le fonti dell’abisso e le cateratte del cielo e fu trattenuta la pioggia dal cielo;
8,3 le acque andarono via via ritirandosi dalla terra e calarono dopo centocinquanta giorni.
8,4 Nel settimo mese, il diciassette del mese, l’arca si posò sui monti dell’Ararat.
8,5 Le acque andarono via via diminuendo fino al decimo mese. Nel decimo mese, il primo del mese, apparvero le cime dei monti.
8,6 Trascorsi quaranta giorni, Noè aprì la finestra che aveva fatta nell’arca
8,7 e fece uscire il corvo, il quale uscì andando e tornando finché si prosciugarono le acque sulla terra.
8,8 Noè poi fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero ritirate dal suolo.
8,9 Ma la colomba, non trovando dove posare la pianta del piede, tornò a lui nell’arca, perché c’era ancora acqua su tutta la terra. Egli stese la mano, la prese e la fece rientrare presso di sé nell’arca.
8,10 Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall’arca.
8,11 La colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra.
8,12 Aspettò altri sette giorni, poi lasciò andare la colomba; essa non tornò più da lui.
8,13 Nell’anno seicentouno della vita di Noè, il primo mese, il primo giorno del mese, le acque si erano prosciugate sopra la terra. Noè tolse la copertura dell’arca ed ecco la superficie del suolo era asciutta.
8,14 Nel secondo mese, il ventisette del mese, tutta la terra fu asciutta.
8,15 Dio parlò a Noè dicendo:
8,16 «Esci dall’arca tu, tua moglie, i tuoi figli e le mogli dei tuoi figli con te.
8,17 Fa’ uscire con te tutti gli esseri viventi d’ogni specie che hai con te, uccelli, bestiame e tutti i rettili che strisciano sulla terra; siano fecondi sulla terra, si moltiplichino e crescano su di essa».
8,18 Noè uscì con i figli, la moglie e le mogli dei figli.
8,19 Tutti gli animali, tutti i rettili, tutti gli uccelli, tutto ciò che si muove sulla terra, secondo le loro famiglie, uscirono dall’arca.
8,20 Allora Noè costruì un altare al Signore; prese ogni sorta di animali puri e di uccelli puri e offrì olocausti sull’altare.
8,21 Il Signore ne odorò il profumo gradito e disse in cuor suo: «Non maledirò più il suolo a causa dell’uomo, perché l’istinto del cuore umano è incline al male fin dall’adolescenza; né colpirò più ogni essere vivente come ho fatto.
8,22 Finché durerà la terra, seme e messe, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte non cesseranno».
1 day ago | [YT] | 1
View 0 replies
HOMO CATHOLICUS
In un altro post avevo parlato delle dodici profezie (non "letture") della Veglia di Pasqua secondo il rito del 1920, modificato (meglio dire: maciullato) nel 1955. Ecco la prima, ovviamente in italiano. Seguirà una o forse più profezie a ogni post, le altre undici, anche dopo la Pasqua. P.S.: Ho trovato le profezie sul web, non posso garantire che il testo sia in ogni dettaglio identico a quello attuale.
In ogni caso, ecco i versetti di tutte e dodici:
1. Gen 1,1-31; 2,1-2
2. Gen 5; 6; 7; 8
3. Gen 22,1-19
4. Ex 14,24-31; 15,1
5. Is 54,17; 55,1-11
6. Bar 3,9-38
7. Ez 37,1-14
8. Is 4,1-6
9. Ex 12,1-11
10. Giona 3,1-10
11. Dt 31,22-30
12. Dn 3,1-24.
I. Prima profezia
Genesi 1,1-31; 2,1-2
1,1 In principio Dio creò il cielo e la terra.
1,2 La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
1,3 Dio disse: «Sia la luce». E la luce fu.
1,4 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre.
1,5 Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.
1,6 Dio disse: «Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque».
1,7 Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne.
1,8 Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
1,9 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne.
1,10 Dio chiamò l’asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona.
1,11 Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie». E così avvenne.
1,12 La terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona.
1,13 E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
1,14 Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per separare il giorno dalla notte; servano da segni per le feste, per i giorni e per gli anni
1,15 e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne.
1,16 E Dio fece le due luci grandi: la luce maggiore per governare il giorno e la luce minore per governare la notte, e le stelle.
1,17 Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra
1,18 e per governare il giorno e la notte e per separare la luce dalle tenebre. Dio vide che era cosa buona.
1,19 E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
1,20 Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo».
1,21 Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona.
1,22 Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra».
1,23 E fu sera e fu mattina: quinto giorno.
1,24 Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici, secondo la loro specie». E così avvenne.
1,25 Dio fece gli animali selvatici secondo la loro specie, il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona.
1,26 Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
1,27 E Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò:
maschio e femmina li creò.
1,28 Dio li benedisse e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela; dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».
1,29 Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo.
1,30 A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne.
1,31 Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.
2,1 Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere.
2,2 Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto
1 day ago | [YT] | 2
View 0 replies
HOMO CATHOLICUS
Ich weiß nicht, ob deutschsprachige Leser diesen Teil meines Kanals folgen. Auf jeden Fall biete ich Ihnen dieses Kommentar über Judas und sein ewiges Schicksal an. Aus den Evangelien ist klar, dass Judas in der Hölle ist.
lesen Sie und weiterleiten, wenn es Ihnen gefällt!
1 day ago (edited) | [YT] | 0
View 0 replies
HOMO CATHOLICUS
Con questo video spiego il significato del passo biblico dal Libro dell'Esodo della prima lettura del Giovedì Santo - la preparazione all'abbandono dell'Egitto, e il sangue dell'agnello posto sugli stipiti delle porte delle case.
1 day ago | [YT] | 1
View 0 replies
HOMO CATHOLICUS
Perché auguriamo la Pasqua quando Gesù non è ancora risorto dai morti?
4 days ago (edited) | [YT] | 0
View 0 replies
HOMO CATHOLICUS
La più grande grazia del Triduo Pasquale prossimo venturo è quella di partecipare alle liturgie con il Messale pre-1955, quando cioè vi fu il primo intervento di monsignor Bugnini.
La cosa è pressochè impossibile, quindi consoliamoci con il Messalino del 1930 - posso dirvi che le preghiere in esso contenute sono fortissime e profondissime.
Vi raccomando: cercatelo sul web e stampatevelo!
Vi sono dodici profezie (non "letture", parlare di "letture" è un annacquamento) e posso assicurarvi che chi ha il cuore desideroso di Dio non si annoia, anzi il cuore è straordinariamente arricchito di grazia.
Del resto, allora non ci si impegnava a tagliare le letture il più possibile perché la gente trascorresse il meno tempo possibile in chiesa, tipico segno dell'apostasia che stiamo viveno, anche se ovviamente i più non ne sono coscienti.
E leggete le preghiere generali del Venerdì Santo pre-1955, vedrete
che differenza. Quelle attuali sono, in confronto, una fiaba per bambini (nessuno pensi che manchi di rispetto verso la liturgia del Venerdì Santo, la rispetto eccome, ma questo è un dato di fatto, e fate il confronto, se non vi viene da versare fiumi di lacrime per questa banalizzazione, siete perduti).
Personalmente, quando in chiesa ci saranno quelle attuali il Venerdì Santo (non posso fare altrimenti, per il momento) le ignorerò e leggerò quelle pre-1955 o comunque quelle del Messale tradizionale.
Se potete, raccomando di fare lo stesso.
1 week ago (edited) | [YT] | 10
View 1 reply
HOMO CATHOLICUS
A tutti i lettori di lingua italiana desidero offrire questo video. Non è ovviamente un dogma di fede, ma leggendo il Vangelo appare chiarissimo, anzi, lampante, che Giuda è all'inferno.
1 week ago (edited) | [YT] | 1
View 0 replies
HOMO CATHOLICUS
I'd like to offer this video of mine to all my English speaking readers.
It's obviously not a dogma of our faith, however, the Gospel is clear about it: Judas is in hell.
1 week ago | [YT] | 0
View 0 replies
Load more