Ormai è di moda commiserarsi e piangersi addosso. Ma mi chiedo. Lei non vive in Burundi.... Ma in Italia dove vi sono mille precauzioni per fare in modo di evitare di avere altri figli... Vuoi x questo o x quello. Mi domando il perché, ogni volta bisogna giustificare un qualcosa che si poteva evitare. Mi perdoni ma avendo già 4 figli... Non le è venuto in mente che forse era meglio prendere provvedimenti etc... No eh! Ed ora assistiamo al solito bla Blaa Blaaaa.... Un bambino ha il diritto di nascere in ogni caso. Non può essere una scelta giustificata con un semplice.... Ma io ho tre figli mio marito etc... Chi ha sbagliato paghi, e paga in prima persona. Chi non deve pagare è quella povera creatura che non ha chiesto di venire al mondo. Ma siete stati voi a fare in modo che fosse concepita . Ed è giusto rispettare sempre il diritto alla vita, in ogni circostanza. Una vita è vita e merita il rispetto. 🙏
4 years ago (edited) | 5
I medici hanno fatto il giuramento di Ippocrate e hanno il sacrosanto diritto di non violarlo uccidendo una vita indifesa. E il bambino ha il sacrosanto diritto di venire al mondo.
4 years ago | 4
Io ho abortito quando avevo 20 anni ora ne ho 59 e penso ancora a quel bimbo mai nato, questo è un problema mio comunque per me è solo la donna e nessun altro che decide cosa fare..... Poi con i rimorsi ci penserà
4 years ago | 4
E una scelta difficile. Io amo proprio la mia compagna perché ha sacrificato tutto per un figlio non voluto dal padre biologico . Ora sta bene con la coscienza apposto e quel figlio ha me come padre. Alla fine ognuna è libera di scegliere tranne i padri e i figli quelli sono obbligati ad accettare gli uni la morte del figlio e gli altri la propria.
4 years ago | 1
La Stampa
Inutile dire che la Paola non si chiama Paola e che non vuole metterci nome e faccia, perché abortire per una donna è una strada spesso obbligata, mai facile: una ferita alla quale, spesso, ripenserà per sempre e per la quale si sentirà in colpa per sempre.
L’associazione 'Non una di meno Alessandria' accusa, supportata dai dati: "Al Santi Antonio e Biagio, solo un medico non è obiettore su 11 dello staff di ginecologia. Mentre nei consultori dell’Asl entrano nuove associazioni antiabortiste. In provincia l’Igv non è un diritto".
Paola ha già tre figli e non ne vuole un quarto, ha 45 anni, una vita di lavoro e anche di disoccupazione con le bollette sempre pagate in ritardo: "Mio marito lavora, ma quattro figli proprio non possiamo. E nessuno capisce, neanche il medico. Io non ho avuto scelta". Quella di Paola è solo una delle storie raccolte da 'Non una di meno' per l’indagine sul diritto all’Interruzione di gravidanza volontaria - coordinata dalla sezione di Torino - e i nuovi sviluppi del bando pubblico emanato da Regione Piemonte per fare entrare nei consultori (e finanziare) le associazioni antiabortiste.
'Non Una di Meno Torino' ha avuto l’accesso anche ai dati dei consultori dell’Asl e sono riportati solo i dati dove si pratica l’interruzione volontaria di gravidanza, sono gli ospedali di: Casale Monferrato, Acqui Terme, Novi Ligure e Tortona. Se all’ospedale di Alessandria c’è un solo medico non obiettore nelle altre strutture il 75% dei medici in ginecologia-ostetricia è obiettore.
"Questi numeri sono intollerabili si traducono in difficoltà, ritardi, disagi che le donne - dicono da 'Non una di meno' - devono affrontare per accedere all’interruzione volontaria di gravidanza. Decidere sul proprio corpo è un diritto umano, ancor prima che un diritto garantito dalla legge e la presenza di medici nelle strutture pubbliche che si rifiutano di garantirlo è un affondo alla dignità». A tutto questo, aggiungono, «già evidentemente scandaloso, si aggiunge il bando emesso dalla Regione per fare entrare nei consultori (e finanziare) le associazioni antiabortiste"
Ne parla Antonella Mariotti su La Stampa
4 years ago | [YT] | 43