Lo Specchio Vuoto

Lo Specchio Vuoto è un gruppo di ricercatori che considera l’introspezione come il cammino verso la realizzazione della natura più profonda di se stessi.

I riferimenti vengono ricercati nella Tradizione spirituale, orientale e occidentale, e nei maestri e autori che ad essa si rifanno: chi voglia realmente incontrare se stesso non può che riscoprirsi portatore di primavera sulle Vie che conducono al Silenzio.

Per contattarci scrivi a: lospecchiovuoto@gmail.com


Lo Specchio Vuoto

Cari amici e care amiche de Lo Specchio Vuoto, domani verrà pubblicato il video introduttivo della playlist Domus De Janas.

Le Domus De Janas, o “case delle fate”, sono antichissime costruzioni della Sardegna, scolpite nella roccia più di cinquemila anni fa e adibite a luoghi di sepoltura o a centri di sacralità.
Si narra che tali caverne fossero abitate da piccole creature mitiche e misteriose e che fungessero da punto d’unione tra il mondo reale e quello soprannaturale.

Prendendo spunto da questa leggenda, tentiamo, in questo spazio narrativo, di suscitare nell’ascoltatore attenzione all’interiorità, alla natura della mente e dei pensieri, ai sentimenti, alle emozioni, al momento presente, alla vita e alla morte. Cerchiamo altresì di creare un legame tra il mito e la realtà, di ridare valore ai segni e ai simboli affinché il mondo reale e quello soprannaturale possano fondersi in un unico abbraccio.

Venerdì prossimo 30 gennaio il primo racconto intitolato "1974: l'atlante", a presto.

5 days ago | [YT] | 35

Lo Specchio Vuoto

C'è un luogo nel profondo di ogni essere umano che non ha né forma né spazio. È un luogo silenzioso, in cui ciò che sfugge all’occhio umano continua a parlare al cuore. È lì che nasce la “conversazione” con l’Amato, ed è lì che il contatto con Dio prende forma: non come concetto, ma come presenza intima e viva.

Chiudendo gli occhi alla mente, ci apriamo al nostro interno, e il Signore inizia ad esprimersi attraverso di noi. Il corpo, la voce, la materia diventano strumento , un varco attraverso cui il Creatore si manifesta. Non per spiegarsi, ma per abitare.

Questa playlist vuole evocare quel territorio invisibile. Un cammino di attesa, di ascolto, di luce che emerge dall’ombra. Ma è anche il disvelamento di un amore rimasto a lungo taciuto, custodito nel profondo dell’anima, che lentamente trova il coraggio di affiorare.

Un invito a riconoscere che l’incontro più vero accade dentro di noi.

"Dialogo con l'Amato", da domani con cadenza mensile, la nuova playlist de "Lo Specchio Vuoto".

#lospecchiovuoto #meditazione #spiritualità #mistica #silenzio #preghiera

1 week ago (edited) | [YT] | 40

Lo Specchio Vuoto

Stasera alle 21,00 verrà pubblicato sotto questo video il collegamento per entrare nel Ss. Rosario per recitare la Corona Angelica di San Michele. A dopo!



https://www.youtube.com/watch?v=Tytt5...

1 week ago | [YT] | 2

Lo Specchio Vuoto

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Lo Specchio Vuoto

2 weeks ago | [YT] | 12

Lo Specchio Vuoto

Origine e significato dei simboli del Natale.
Parte 4 di 4


L'ALBERO

Uno dei simboli più noti del Natale è sicuramente l'albero, in genere un abete. Quest'albero sempreverde sta a rappresentare il rinnovarsi della vita. Nella Roma antica, molto prima dell'avvento del Cristianesimo, durante il periodo del solstizio d'inverno si festeggiavano i Saturnali. In questo periodo ci si scambiava doni e si decoravano gli alberi con l'auspicio che il gesto producesse frutti abbondanti.

Anche i Celti festeggiavano il solstizio d'inverno e consideravano l'abete un albero sacro. In varie tradizioni gli alberi rappresentano l'immortalità, esempi sono il ramo d'oro dei misteri antichi o le palme della tradizione cristiana e in generale tutti gli alberi sempreverdi e quelli che producono gomme o resine.
Fu proprio ai piedi di un albero, per l'esattezza un fico sacro, che il principe Siddhartha Gautama ottenne l'illuminazione divenendo Buddha.
Anche nell'Ermetismo l'emblema dell'albero è ricorrente, in questi casi sta a simboleggiare il Mercurio dei filosofi. E come non citare poi l'Albero della vita, l'Albero del bene e del male dell'Eden, l'Albero della Sefirot della Cabala ebraica.

Lo storico delle religioni Mircea Eliade ha altresì evidenziato come l'immagine dell'albero sia in stretto rapporto con l'antichissimo simbolo dell'Axis Mundi, l'asse cosmico, spesso immaginato come un asse verticale situato al centro dell'universo. Nella mitologia assiro-babilonese, ad esempio, si parla di un albero cosmico radicato in Eridu, la Casa della sapienza. Non è da escludere, dunque l'ipotesi che l'albero di Natale stia a simboleggiare il Cristo inteso come albero cosmico che dà vita all'universo intero. Del resto, fu proprio Gesù a paragonare la sua persona ad un albero, nella fattispecie la vite: “Io sono la vite, voi i tralci” (Giovanni 15,5).


I RE MAGI

Gli ultimi a comparire nella scena del Natale sono i Magi. Sovente l'arte, la letteratura, il folklore si sono esercitati sul tema dei Magi. Le Sacre Scritture ci forniscono poche informazioni in merito. Solo il Vangelo di Matteo (il più antico dei quattro Vangeli, scritto in aramaico intorno al 64 d.C.) cita i Magi, sebbene da questa fonte non si possa apprendere granché sul loro conto, né i nomi, né il numero, né tantomeno il luogo di provenienza che è indicato con un generico “venivano da Oriente”.

Eppure sappiamo molto di più su di loro di quanto le Sacre Scritture non dicano. Le fonti da cui desumiamo alcune di queste importanti informazioni sono in realtà alcuni testi apocrifi, ossia non ritenuti ispirati. I Magi sono considerati dalla tradizione cristiana come “Primitia gentium”, ossia i primi pagani ad aver riconosciuto ed adorato il Signore. Ciò pone la vicenda dei Magi come punto d'incontro tra l'Ebraismo e quelle che molto semplicisticamente chiamiamo “religioni pagane”. I tre Magi inoltre, con i loro tre doni, spesso sono stati identificati come allegoria dei tre Regni o Mondi aristotelici: il mondo fisico, il para-fisico e il metafisico. O anche come le tre caste del mondo tradizionale: quella sacerdotale, quella guerriera e quella dei produttori. In maniera assimilabile, secondo il pensatore tradizionalista René Guénon, i Magi starebbero a rappresentare i tre capi della Agartha, fulcro spirituale del mondo, costituito appunto da tre parti: il Mahanga il Mahatma e il Brahatma. Nello specifico, il Mahanga offre a Cristo l'oro e lo saluta come re, il Mahatma gli offre l'incenso e dunque lo saluta come sacerdote, il Brahatma infine gli offre la mirra, ossia il balsamo di incorruttibilità, l'immagine dell'Amrita, il nettare degli dei, e quindi lo saluta come profeta o maestro spirituale per eccellenza.

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Le informazioni provengono dal video “I simboli del Natale, origine e significato, dal presepe all'albero” di Marco Cosmo, pubblicato nel canale "Il Decimo Toro", all'interno del quale viene letto l'articolo “Origine e significato dei simboli del Natale” di Ernesto Balducci.

Da questi post sono state tratte anche delle videoletture che trovate all'interno del nostro canale.

3 weeks ago | [YT] | 27

Lo Specchio Vuoto

Origine e significato dei simboli del Natale.
Parte 3 di 4


L'ANGELO

Nel Vangelo di Luca si riporta che fu un angelo ad annunziare ai pastori la nascita del Salvatore. Generalmente si tende ad individuare l'angelo dei pastori nell'Arcangelo Gabriele che aveva già annunciato la nascita di Giovanni Battista e di Gesù. Il suo nome deriva dall'ebraico “Gavri'el” e significa “La forza di Dio” o “Dio è forte” o anche “L'eroe di Dio". Egli è uno dei tre Arcangeli menzionati nella Bibbia, il primo ad apparire nel libro di Daniele.
Per i musulmani è stato il tramite attraverso il quale Dio rivelò il Corano a Maometto.


I PASTORI

I primi ad adorare il Bambino sono i pastori. Essi, avendo ricevuto l'annuncio dell'angelo, si precipitano nella grotta della natività.
I pastori pascolano gli agnelli (gli animali simbolo dell'offerta sacrificale), inoltre Gesù è proprio indicato dalla tradizione come “Agnello di Dio”, il catechismo della Chiesa Cattolica infatti riporta che, dopo aver accettato di dargli il battesimo tra i peccatori, Giovanni Battista ha visto e mostrato in Gesù “l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” (Vangelo di Giovanni). Egli manifesta così che Gesù è il servo sofferente che si lascia condurre in silenzio al macello (questo è scritto in Isaia e in Geremia). Il termine “agnello” è inoltre simile a quello di Agni, il dio vedico del fuoco e del sacrificio. Gesù inoltre, come tutti sanno, è chiamato anche il “Buon Pastore”.

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Le informazioni provengono dal video “I simboli del Natale, origine e significato, dal presepe all'albero” di Marco Cosmo, pubblicato nel canale "Il Decimo Toro", all'interno del quale viene letto l'articolo “Origine e significato dei simboli del Natale” di Ernesto Balducci.
I prossimo e ultimo post sull'argomento uscirà il 6/1/2026.
Da questi post sono state tratte anche delle videoletture che trovate all'interno del nostro canale.

4 weeks ago (edited) | [YT] | 23

Lo Specchio Vuoto

Origine e significato dei simboli del Natale.
Parte 2 di 4


IL LUOGO DI NASCITA

Per quel che concerne la nascita del Cristo, Betlemme, il suo nome in lingua ebraica significa “Casa del pane”. Mai nome fu tanto appropriato alla nascita di colui che disse di sé “Io sono il pane della vita” (Giovanni 6,35). Leggenda vuole che Betlemme, in ebraico “Beit Leḥem ”, fosse proprio “Beit-El” ossia “La casa di Dio”, il luogo in cui il Signore apparve a Giacobbe.


L'ASINO E IL BUE

Nel presepe che San Francesco allestì a Greccio, nella grotta della natività vi sono un asino e un bue, di cui però non si fa menzione nei Vangeli canonici. E' infatti il Vangelo apocrifo dello Pseudo Matteo a dar notizia della presenza del bue e dell'asino nella grotta di Betlemme. Quello dell'asino è un simbolismo ambivalente: l'asino è considerato un animale malefico, figura di morte e di stupidità, ma anche come simbolo di fertilità e di forza. Infatti, se in India un asino è la cavalcatura del re dei morti e nell'antico Egitto un asino era il simbolo di Set, il dio del caos primordiale che si contrapponeva a Osiride, il dio del sole, e se Lucio, protagonista de “L'asino d'oro” di Apuleio è mutato in asino, in quanto schiavo dei piaceri della carne e di una insana curiosità per la magia, per converso alcuni bestiari medievali sottolineano la mansuetudine di questo animale.

Anche Montaigne ebbe a formulare un elogio dell'asino: “C'è forse qualcosa di più sicuro, deciso, sdegnoso, contemplativo, grave e serio come l'asino?” scrisse. Inoltre, durante il medioevo, si svolgeva una singolare festa chiamata Asinaria o “Festa dei folli”. Durante questa festa, in ricordo della fuga della Sacra Famiglia in Egitto, una ragazza con in braccio un bambino veniva portata in processione in groppa a un asino, poi l'asino veniva fatto entrare in chiesa e condotto sull'altare.
Durante la celebrazione, parti liturgiche come l’Introito, il Kyrie, il Gloria e il Credo terminavano con un raglio, e al posto dell’Ite, missa est, il celebrante doveva ragliare tre volte (ter hinhannabit). I fedeli, invece di rispondere con il consueto “Deo gratias,” ragliavano a loro volta tre volte (ter respondebit: “Hinham, hinham, hinham”).

È noto inoltre il passo biblico dell'asina dell'indovino Balaam, che si fermò rispettosa davanti all'apparizione di un angelo e ancora, un asino fu la cavalcatura del Cristo bambino durante la fuga in Egitto, e quando infine entrò trionfalmente a Gerusalemme.

Quello del bue è invece un simbolismo totalmente positivo. Nell'antica Grecia il sacrificio dei cento buoi (Ecatombe) rappresentò il sacrificio per antonomasia. Lo Pseudo-Dionigi invece, vede il bue che con l'aratro scava la terra e dice che rappresenta la parola dei profeti che scava l'uomo. Sono i solchi che riceveranno la pioggia vivificante della sapienza divina. Il bue è inoltre la tradizionale cavalcatura di Lao-Tsé ed è analogo simbolicamente al toro sacrificale sgozzato da Mitra che con il suo sacrificio genera il mondo vivente.

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Le informazioni provengono dal video “I simboli del Natale, origine e significato, dal presepe all'albero” di Marco Cosmo, pubblicato nel canale "Il Decimo Toro", all'interno del quale viene letto l'articolo “Origine e significato dei simboli del Natale” di Ernesto Balducci.
I prossimi post sull'argomento usciranno nelle date 29/12 e 6/1/2026.
Da questi post sono state tratte anche delle videoletture che trovate all'interno del nostro canale.

1 month ago | [YT] | 31

Lo Specchio Vuoto

Cari amici e care amiche de Lo Specchio Vuoto, a partire da oggi verranno pubblicati degli interessanti approfondimenti su alcuni dei più importanti simboli del Natale.

Le informazioni provengono dal video “I simboli del Natale, origine e significato, dal presepe all'albero” di Marco Cosmo, pubblicato nel canale "Il Decimo Toro", all'interno del quale viene letto l'articolo “Origine e significato dei simboli del Natale” di Ernesto Balducci.
I prossimi post sull'argomento usciranno nelle date 22/12, 29/12 e 6/1/2026.
Buona lettura!

Parte 1 di 4

Il 25 DICEMBRE
CRISTO: LA LUCE CHE DISSOLVE OGNI TENEBRA

La data della nascita di Gesù non è riportata dai Vangeli, perciò fin dai primi secoli i cristiani si preoccuparono di stabilirne il giorno esatto, fissando date diverse, generando così una certa confusione. Per risolvere la vexata quaestio, Papa Giulio I, nel 337 d.C., stabilì la ricorrenza della natività: il giorno 25 dicembre, in quanto, in tale data, i romani già festeggiavano il Dies Natalis Solis Invicti, cioè il giorno di nascita del dio solare Mitra. Il culto mitraico, sorto nell'area del mediterraneo orientale intorno al I-II secolo a.C., ebbe vasta diffusione nel mondo romano e persino alcuni imperatori, tra cui Eliogabalo e secondo alcune fonti lo stesso Costantino, prima di convertirsi al Cristianesimo erano iniziati ai misteri del dio Mitra. La data del 25 dicembre è inoltre in stretto rapporto con il solstizio d'inverno e quindi con l'allungarsi delle giornate, dunque con la rinascita del Dio Sole. A tal proposito, Tertulliano riporta che “molti ritengono che il Dio cristiano sia il Sole perché è un fatto noto che noi preghiamo rivolti verso il sole sorgente e che nel giorno del sole ci diamo alla gioia”. C'è inoltre chi afferma che la festività del Natale sia strettamente connessa alla tradizione della festa ebraica della luce Hannukkah. Del resto Cristo, per la liturgia cattolica, è “Sol Iustitiae” e il Vangelo di Giovanni lo presenta come “la vera luce che illumina ogni uomo”. La nascita di Cristo è dunque strettamente connessa ad una speranza di rinascita e rinnovamento. Ad una vivificazione della luce nel profondo di ogni uomo, che è chiamato a ritrovare la scintilla interiore che illumini la propria coscienza e il suo cammino verso la Verità.


LA GROTTA
RINASCERE NEL BUIO NASCOSTO DEL CUORE

Il Vangelo di Luca riferisce, che dopo la nascita, il piccolo Gesù venne deposto in una mangiatoia, ma non specifica la tipologia dell'edificio in cui si trovava, mentre il Vangelo di Matteo narra di una casa. L'apocrifo protovangelo di Giacomo invece, precisa che Gesù nacque in una grotta. La nascita di Gesù in una grotta è attestata anche dall'apologeta cristiano Giustino Martire nel suo “Dialogo con Trifone”, e da Origene di Alessandria, il quale, intorno all'anno 247 d.C., scrive di una grotta nella città di Betlemme ritenuta, dalla popolazione locale, quale luogo di nascita di Gesù e di come questa grotta in precedenza fosse stata un luogo di culto di Tammuz, divinità mesopotamica. Quello della grotta è un archetipo universale. Essendo all'interno della terra, la grotta è simbolo del Centro nascosto del mondo e rappresenta il luogo della nascita e della rinascita. Anche in questo caso è evidente il riferimento al culto mitraico e alla grotta dei misteri di Mitra. La grotta è anche figura del “cuore” e in questa accezione è il centro del microcosmo, ossia dell'uomo. A tal proposito, la letteratura alchemica ci ha consegnato l'acronimo “V.I.T.R.I.O.L.U.M.”, formato dalle prime lettere dell'espressione latina “visita interiora terrae rectificando invenies Occultum Lapidem veram medicinam” che significa: “visita l'interno della terra, e rettificando troverai la pietra nascosta che è la vera medicina”. È un invito a penetrare nella terra, ossia in noi stessi, al fine di conoscere la nostra parte più autentica: il nostro vero Sé. Parimenti, per la tradizione vedica, nella più piccola camera del cuore ha sede l'Atman, il principio cosmico.

1 month ago (edited) | [YT] | 34

Lo Specchio Vuoto

Cari amici e care amiche de Lo Specchio Vuoto,
domani inizierà una nuova playlist di 5 video che verranno pubblicati consecutivamente nei prossimi venerdì.
Il titolo dela playlist è: Radhakrishna, il fondamento della realtà.

Nella tradizione del Sanatana Dharma, Radha e Krishna rappresentano la coppia sacra per eccellenza. Attraverso questa playlist, tracceremo l'itinerario della loro storia d'amore, che non è una semplice relazione romantica, ma si manifesta come una vera e propria realtà metafisica.
Vi auguriamo una buona partecipazione.


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2 months ago | [YT] | 38

Lo Specchio Vuoto

Apriamo i nostri cuori al Mistero.
Inviterai anche me alla tua festa Signore?
Verrò vestito di bianco.

“Dove sei?
Non posso né vederti né toccarti, ma sei sempre con me.
Lo sento con il cuore.
Grazie per aver donato la tua vita, per avermi dato il ricordo di te, caro defunto.
Adesso sono qui, in comunione con te nella commemorazione dei momenti passati insieme. Farò tesoro dei tuoi errori e dei tuoi insegnamenti : farò tesoro di ogni cosa.

Ma cosa dico? La morte non esiste !
È solamente per chi resta qui, a passeggiare da solo nel dolce pensiero di ciò che è stato”.

Ogni defunto che ci è stato caro vive in noi. È la vita ad essere un’illusione!
La Comunione dei Santi è profonda ed è l’unione di tutti i vivi e di tutti i morti nell’immenso Cuore di Cristo, che è qui in mezzo a noi : alla fine di tutto solo l’Amore resta.


Foto : figura angelica statua nella concattedrale di Santissima Maria Assunta e San Catello a Castellammare di Stabia.

2 months ago | [YT] | 44