OttolinaTV, la non TV che dà voce al 99%

Siamo un gruppo di giornalisti, videomaker, attivisti e accademici che non si riconosce nella narrativa propagandata dai media mainstream

ci occupiamo di economia, politica, relazioni internazionali e costume dal punto di vista di chi vive del suo lavoro, contro quello dominante imposto da chi sul lavoro altrui ci specula






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In questa seconda parte della nostra intervista con l’eurodeputato Michael von der Schulenburg, ci concentriamo sulle origini del conflitto russo-ucraino e, soprattutto, sul ruolo del diritto internazionale nel disordine globale odierno.

Come sottolinea Michael, lo scopo del diritto internazionale non è semplicemente proclamare principi astratti, come la condanna morale della guerra.

I conflitti sono sempre esistiti. La sua vera innovazione risiede nella creazione di istituzioni, procedure e quadri condivisi che consentano agli Stati di gestire i disaccordi e risolverli pacificamente. Da una prospettiva teorica, ciò richiama la critica di Gramsci sia all’universalismo astratto sia al particolarismo cinico.

Il diritto internazionale è un universale concreto: le sue norme sono storicamente negoziate, mediate attraverso la pratica sociale e verificate nella prassi.

Esse esistono solo finché vengono riconosciute e fatte rispettare all’interno dell’equilibrio di poteri che le sostiene. Quando questa mediazione crolla, si cade in una falsa dicotomia. L’universalismo astratto diventa retorica morale, che nasconde interessi particolari dietro il linguaggio dell’umanità o dei diritti. La forza bruta, dall’altro lato, viene celebrata come unica realtà, negando la stessa possibilità di un universale.

Le contraddizioni apparentemente inconciliabili tra gli “interventi umanitari” di Obama e l’eccezionalismo glorificato di Trump esistono dunque principalmente a livello ideologico, mascherando la continuità materiale dell’imperialismo americano nelle sue diverse forme sovrastrutturali.

Altre tensioni, come quelle tra le potenze globali o tra centro e periferia, riflettono invece conflitti strutturali reali che richiedono una negoziazione e una gestione più profonde.

La lezione pratica è chiara. Come ricorda Michael, “tra parti in guerra, chi invoca la moralità vuole la guerra; chi esplicita i propri interessi vuole un accordo”. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, l’Occidente ha ripetutamente rifiutato il negoziato, ridotto il suo avversario alla caricatura di un “Nuovo Hitler” e sabotato ogni tentativo di soluzione — il tutto mentre ammantava le proprie azioni, prima fra tutte la costante espansione verso Est, di principi morali astratti.

Il messaggio centrale è questo: se vogliamo evitare un’escalation senza fine, dobbiamo negoziare con la Russia, riconoscere i suoi interessi e smettere di fingere che sia un male assoluto con cui non possa mai essere raggiunto alcun accordo. Ricostruire il diritto internazionale come universale concreto storicamente mediato dipende dal ripristino del dialogo, non dalla demonizzazione moralistica né dalla forza bruta.

Ci vediamo qui https://youtu.be/_OKoGb_iqnY?si=-C6G_...

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1 minute ago | [YT] | 0

OttolinaTV

Ma cosa succederebbe se Trump attaccasse davvero la Groenlandia?
 
Scoppierebbe una guerra tra la Danimarca e gli Stati Uniti?
Sarebbe la fine della Nato?
Assisteremmo a un nuovo sbarco in Normandia?
 
Dopo le minacce di Trump, Ieri è arrivato questo annuncio: il Congress man Randy Fine ha annunciato di aver consegnato al congresso il Greenland Annexation and Statehood Ac: 
il progetto di legge per l’annessione della Groenlandia.
 
“Il mio disegno di legge proteggerà la nostra patria, garantirà il nostro futuro economico e garantirà che l’America – non la Cina o la Russia – stabilisca le regole nell’Artico. Questo è l’aspetto della leadership e della forza americana”.
Insomma, questi fanno sul serio.
 
E dall’altro lato?
La reazione europea può essere sintetizzata con una parola: panico.
 
Perché si sa, finchè gli usa violano il diritto internazionale per rapire presidenti di paesi socialisti o fomentare rivolte in paesi antisionisti... "siamo con tutti voi!"
 
Ma ora che minaccia di invadere un paese dell’Unione?
 
Nel frattempo, i BRICS+ non se ne stanno a guardare. E in questi giorni hanno lanciato un'esercitazione navale congiunta in Sud Africa. 
 
Ne parliamo nello Spuntino di Oggi, alle 14:30 qui https://youtu.be/YXDBh4-vqA0?si=Xy9Vw...

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1 hour ago | [YT] | 139

OttolinaTV

ottoliner, buongiornissimoh 🥰

8 hours ago | [YT] | 1,009

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Il capitalismo USA scarica la FED per schierarsi con Trump?

se gli scontri tra la superpotenza USA e paesi periferici come Iran e Venezuela non sono stati sufficienti a capire che qualcosa di grosso sta effettivamente succedendo sotto i nostri occhi, sentite questa: la Fed, la banca centrale statunitense, ha ricevuto dal Dipartimento di Giustizia una citazione in giudizio da una giuria popolare, con la minaccia di un’incriminazione penale per il presidente Jerome Powell

siamo alla guerra tra la presidenza della principale superpotenza del pianeta, e quella che è in assoluto la più importante istituzione monetaria e finanziaria del globo

“la minaccia di accuse penali”, ha dichiarato Powell, “è una conseguenza del fatto che la federal reserve fissa i tassi di interesse in base alle nostre valutazioni di quello che è nell’interesse pubblico, piuttosto che in base alle preferenze del presidente”

e quando Powell parla di interesse pubblico, ovviamente si riferisce all’unico pubblico che gli interessa: le oligarchie finanziarie

l’indipendenza della FED è stata per decenni la principale garanzia che gli USA avrebbero fatto sempre e solo l’interesse delle oligarchie finanziarie, a qualunque costo

ma quel mondo, non esiste più

la debacle contro la Russia in Ucraina e nella guerra commerciale contro la Cina, l’hanno finito di polverizzare

Trump lo dice dai tempi della campagna elettorale

ma all’inizio il gotha della finanza che ha conquistato il mondo in questi decenni di globalizzazione neoliberista, era scettica

ora, sembra essersi convinta

nell’ambito delle vecchie regole, il capitalismo finanziario USA ha perso

l’unica speranza ora è riuscire a cambiare radicalmente le regole del gioco

anzi, cancellare l’idea stessa di regole, anche quelle che fino ad oggi hanno sempre avuto la libertà di interpretare come gli faceva comodo

“l’ultimo attacco di Trump alla Fed”, titola William Pesek su Asia Times, “solleva nuove preoccupazioni sulla credibilità finanziaria degli Stati Uniti”

“tutta musica per le orecchie della Cina”

che la Cina riesca, o anche solo voglia, o meno, ad approfittare di questa escalation per porsi come garante di un nuovo ordine globale che tiene insieme tutto il mondo, a parte gli USA, è tutto da vedere

quello che è certo è che questa è la vera partita del secolo

ne abbiamo parlato con il nostro Alessandro Volpi qui https://youtu.be/yBM3fmpr1K4?si=Mh3QT...

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21 hours ago | [YT] | 394

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Dopo il Venezuela, anche in Iran USA e Israele sembrano aver tentato l’ennesimo Cambio di Regime

E di avere nuovamente fallito

Le proteste che sono iniziate lo scorso 28 dicembre sono state cavalcate dall’imperialismo a guida USA per provare a scatenare una sorta di guerra civile

Oggi però le principali strade dell’Iran venivano invase da un popolo che non ha nessuna intenzione di fare la stessa fine della Libia

ne abbiamo parlato con la docente e analista italo-iraniana Hanieh Tarkian e con un vecchio amico di OttolinaTV come Antonello Sacchetti

Ci vediamo qui https://youtu.be/nyppGXhAICM?si=Rv9T_...

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1 day ago | [YT] | 836

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Davanti al declino inesorabile degli Stati Uniti, Donald Trump non trova meglio da fare che darsi alla pirateria e all'anonima sequestri. 

Dopo aver puntato una pistola alla tempia a Delcy Rodriguez, per esigere l'accesso assoluto a tutto il petrolio venezuelano, adesso tocca alla Groenlandia. 

La fine della NATO potrebbe essere non soltanto la conseguenza di un attacco contro la Danimarca, ma probabilmente anche l'obiettivo di Trump, a cui sta stretto non solo il diritto internazionale ma anche gli alleati transatlantici. 

Washington non cerca partner, cerca vassalli. 

Così, mentre Teheran cerca di respingere la destabilizzazione su cui soffia il Mossad e la Casa Bianca, Trump minaccia l'Iran di un nuovo intervento bellico. 

Non è soltanto un tentativo di ripristinare con violenza il primato americano e il ruolo di poliziotto globale, ma anche un tentativo di distruggere i BRICS, colpendo ciò che si considera come l'anello debole della catena. 

Ne parliamo stasera alle 21.00 qui youtube.com/live/h9n--lWQ7nA?si=2QfcK8VrfTeeEhvb con Stefano Orsi e Francesco Dall'Aglio a La Bolla, il format di geopolitica di OttolinaTV condotto da Clara Statello

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1 day ago | [YT] | 857

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Ha detto Elio Petri a proposito di Salò o le 120 giornate di Sodoma: “Torcere il naso, come molti hanno fatto, davanti alla merda di cioccolata di Pasolini senza pensare a quanta merda vera s’è mangiata nella propria vita, (…) mi sembra da schizofrenici.”

Il film di Pasolini fu sequestrato e attaccato con ferocia, come accadde a Todo modo, di Elio Petri, nel 1976, con Gian Maria Volonté nella parte di Aldo Moro.

Quando Petri morì di cancro a 53 anni, nel 1982, il delitto Moro era ancora una ferita aperta e il regista premio Oscar nel 1971 per Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto ne era considerato il mandante morale.

Due anni prima dell’omicidio da parte delle Brigate Rosse infatti, in Todo Modo Petri l’aveva involontariamente profetizzato.

Per non farsi mancare nulla, nel 1972, al controfestival della Mostra del Cinema di Venezia, Petri si era inimicato tutti, compresa la critica di sinistra, la cosiddetta – sedicente – “controcultura”, per aver descritto in modo caricaturale il sindacato legato al PCI, il partito e gli intellettuali di sinistra nel film La classe operaia va in paradiso.

“Con il mio film sono stati polemici tutti, sindacalisti, studenti di sinistra, intellettuali, dirigenti comunisti, maoisti”, disse. “Ciascuno avrebbe voluto un’opera che sostenesse le proprie ragioni: invece questo è un film sulla classe operaia”.

L’astio nei suoi confronti da parte dei gombagnih arrivò al punto che i gombagnih i suoi film li volevano letteralmente bruciare. E lo urlavano con accento tedesco.

E chi non vede il video intero brucia i film a 451 gradi fahrenheit.

👉Guarda il video completo sul nostro canale YouTube qui https://youtu.be/O5MFuKcUt1U?si=JrliZ...

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2 days ago | [YT] | 391

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Sono il più grande pericolo per la razza umana.

Ma almeno le cose non sono mai state così chiare.
 
Nel giro di 15 giorni gli Stati Uniti hanno:
 
aggredito il Venezuela rapendone il presidente,
sequestrato illegalmente delle petroliere in stile pirati,
interrotto le trattative con la Russia per l’Ucraina,
dichiarato di voler aumentare le spese militari da 1000 a 1500 miliardi di dollari l’anno, e infiltrato insieme a Israele agenti dei servizi segreti in Iran per destabilizzare il governo e preparare un nuovo attacco.
 
E indovinate che fine farà la Groenlandia?
 
Ma No!
 
Perchè ci penserà l’Europa a impedirglielo! (ahah)

Ma il problema non è Trump..
 
Questo è quello che gli Stati Uniti sono da 80 anni.
Un impero governato da un manipoli di oligarchi disposti a distruggere paese e ad affamare le popolazioni che non si piegano ai loro voleri.
 
Quanto meno Trump è onesto:
 
lo dice apertamente, e per questo tutti i nostri filo americani di casa sono nel panico.
 
Immaginate la redazione di Repubblica:
 
"ti prego Trump dì qualcosa sui diritti umani e la democrazia!" 
 
"o almeno qualcosina sulla difesa dell’occidente!
sennò adesso come vi pariamo il culo!?!?"
 
Ma la verità è questa: 
 
l’antiamericanismo dovrebbe diventare per la nostra generazione quello che l’antifascismo è stato per i nostri nonni e bis nonni.
Conservatori liberali socialisti, tutti uniti per liberare il continente dal tiranno e da tutti quelli che ci collaborano.
 
YANKEE GO HOME!!
 
Di tutto questo e tanto altro abbiamo parlato con uno di più lucidi intellettuali italiani, professore di filosofia morale Andrea Zhok

Ci vediamo alle 19.00 qui https://youtu.be/cF8Nng87A0U?si=-hPeO...

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2 days ago | [YT] | 1,554

OttolinaTV

Nel contesto della crisi in Venezuela, che fine hanno fatto i meccanismi multilaterali che avrebbero dovuto svolgere un ruolo? I BRICS? Nessun vertice di emergenza. L'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai? Nessuna dichiarazione congiunta. L'ASEAN? Ha mantenuto la sua tradizione di non ingerenza negli affari interni.

L'egemonismo statunitense è quindi tornato a dominare incontrastato?

Ciò che sta emergendo non è l’assenza di alternative, ma la transizione incompleta verso un ordine diverso.

Mentre in America Latina la crisi produce paralisi e silenzio, altrove qualcosa si muove. In Asia orientale, uno dei segnali più chiari arriva dalla Corea del Sud, che nelle ultime settimane ha scelto di rafforzare il canale con Pechino attraverso visite diplomatiche di alto livello e un rilancio esplicito del rapporto politico ed economico con la Cina.

Allo stesso tempo, Pechino continua a investire capitale politico nel Sud globale: la visita in Africa del ministro degli esteri cinesi Wang Yi arriva in un contesto in cui il continente africano ha subito tre crisi in pochi gioni

La prima crisi quando il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato il riconoscimento di Israele all’indipendenza del Somaliland, una posizione non riconosciuta dalla comunità internazionale. Quasi contemporaneamente gli Stati Uniti hanno condotto una operazione militare in Nigeria. E negli ultimi giorni sono emerse notizie di un tentato colpo di stato in Burkina Faso contro Ibrahim Traoré.

Insomma, il Sud Globale sembra essere di fronte a un bivio: da un lato, la frammentazione, con Stati isolati costretti a reagire caso per caso, vulnerabili alla pressione economica, finanziaria e giuridica. Dall’altro lato, la possibilità ancora incompleta di un aggregato politico più solido, costruito attorno a interessi condivisi, infrastrutture comuni e a un centro di gravità che rifiuta l’unilateralismo come metodo.

Il caso Venezuela accelera questa scelta.

Di tutto questo se ne parla nell'imperdibile appuntamento del sabato con Mondocina sul canale di Dazibao, il canale della famiglia Ottolina specializzato in questioni cinesi ed asiatico e diretto dal mitico Davide Martinotti

Vi aspettiamo in live alle 13:30: youtube.com/live/vORdg3Jd6C8?feature=share

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3 days ago | [YT] | 593

OttolinaTV

Mi sa tanto che Putin questa faccenda del Venezuela e degli assalti alla flotta fantasma non l’ha presa proprio benissimo

E stanotte se ne sono accorti anche in Ucraina

Anzi, quasi in Polonia

Per la prima volta un Oreshnik è piombato su Leopoli, ad appena una settantina di chilometri dai confini dell’UE

Nel frattempo, una selva di droni lasciava Kyev al buio

Come è rimasto al buio anche l’internet iraniano

Dove i terroristi filo israeliani stanno cercando di trasformare delle proteste pacifiche, e legittime, in una guerra civile, che obblighi Washington a intervenire con le maniere forti

Un po’ come sta facendo in casa sua dove, dopo aver sparato in faccia a una donna disarmata, l’ICE continua a seminare il terrore con due nuovi feriti a cazzo in Oregon


Ne parliamo qui https://youtu.be/CdRHbL_ApK8?si=b9YDZ...

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3 days ago | [YT] | 1,617