Se soffri di cervicalgia, mal di schiena o dolori persistenti che non passano da mesi nonostante esami e terapie, sei nel posto giusto.
Sono Alessio Veneziano, terapista e fondatore di NeuroBalance. Aiuto professionisti, manager e persone attive a superare il dolore cronico senza farmaci, fisioterapia o interventi invasivi, grazie alle neuroscienze e alla mind-body therapy.
In questo canale trovi:
✅ Video di educazione sul dolore cronico e neuroscienze
✅ Tecniche pratiche di autoregolazione del sistema nervoso
✅ Meditazioni guidate e autoipnosi
✅ Testimonianze di chi è tornato a vivere libera dal dolore
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NeuroBalance | Alessio Veneziano
La Preoccupazione Come Mancanza di Fiducia
Nella Vita, Nel Creatore, In Dio, In Te.
Dal momento in cui inizi a catastrofizzare il futuro, è come se dichiarassi che il peggio è già scritto.
La Vita non può contraddirti se continui a ripeterti che andrà male.
Le circostanze iniziano a filtrarsi attraverso i tuoi pensieri.
E i tuoi pensieri, a loro volta, modellano la tua esperienza.
Il vero nemico non sei tu.
È il pensiero ripetitivo.
È la preoccupazione che prende il comando.
È quella voce che dice:
“E se succede questo?”
“Allora non ce la farò.”
“Morirò.”
“Non potrò sostenere questo peso.”
Ritorna qui. Ora.
Senti dove il peso si è accumulato:
nello stomaco,
nel petto,
nel cuore,
nelle spalle.
Non combatterlo.
Affidalo.
Affida quel bagaglio a Dio.
Al Creatore.
All’Intelligenza più grande che ti ha dato la vita.
Chiudi gli occhi e, con gratitudine, chiedi che la tua paura venga vista, accolta, trasformata.
Come un’energia che non sei più obbligato a trattenere.
Rimani consapevole delle radici del tuo dolore, ma non identificarti con esso.
Non sei il tuo ego impaurito.
Non sei il pensiero catastrofico.
Ti eri solo identificato con esso.
La verità è più profonda.
Sei fatto della stessa sostanza della luce che ti ha creato.
E la luce non vive nella preoccupazione.
La luce si affida.
La luce irradia.
La luce sostiene.
Il corpo, con il suo sistema nervoso, può entrare in allarme.
Ma l’anima non è in pericolo.
E forse il dolore non chiede controllo.
Chiede fiducia.
Perché non sei stato creato per portare tutto questo bagaglio da solo.
1 day ago (edited) | [YT] | 24
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NeuroBalance | Alessio Veneziano
Nuova uscìta :
https://youtu.be/6ZsxmNr7UAQ?si=OTJ2T...
3 days ago | [YT] | 0
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NeuroBalance | Alessio Veneziano
L’illusione più comune nel dolore cronico
Se soffri di dolori o sintomi cronici, c’è una verità che va detta con chiarezza.
Lavorare direttamente sul sintomo
– il muscolo che fa male
– la postura
– l’esercizio fisioterapico
– il trattamento fisico
– il farmaco
può dare sollievo.
A volte anche immediato.
Ma se il dolore continua a tornare, quella non è una soluzione.
È un supporto temporaneo.
Ed è qui che nasce l’illusione.
Quando un sintomo diventa cronico, non è più il problema.
È l’effetto finale di qualcosa che il sistema nervoso sta ancora cercando di gestire.
Molto spesso parliamo di:
emozioni represse
conflitti non elaborati
stress prolungato
perdite, rabbia o paura “tenute insieme” per anni
Il corpo diventa il contenitore di tutto questo.
Il tuo sintomo non è un errore del sistema.
È una strategia di protezione.
Continuare a lavorare solo sul sintomo
è come spegnere l’allarme senza chiedersi perché sta suonando.
Funziona…
fino a quando l’allarme riparte.
Molti chiedono sotto i miei video :
“Sto facendo tutto quello che posso , cosa devo fare di altro?”
La vera svolta, però, arriva quando smetti di chiederti cosa fare
e inizi a capire cosa NON fare.
NON inseguire il sintomo come se fosse la causa
Se da mesi o anni rincorri il punto che fa male,
stai lavorando sull’effetto, non sull’origine.
Il cervello impara una cosa sola:
“Questo è pericoloso, va controllato.”
E un sistema nervoso in controllo non guarisce.
NON cambiare strada ogni volta che il dolore ritorna
Ogni volta che il sintomo riappare e pensi:
“Devo trovare qualcos’altro che mi aggiusti questa situazione”
stai rinforzando l’idea che c’è qualcosa che non va nel tuo corpo.
Non stai prendendo la responsabilità che SOLO TU puoi risolvere il tuo problema.
Il dolore cronico si nutre di tentativi frenetici di soluzione.
NON continuare a cercare conferme strutturali
Se gli esami sono stati fatti
e non spiegano l’intensità del sintomo (o magari lo spiegano vagamente : esempio vedi ernie, discopatie, artrosi…) ;
continuare a cercare “la prova definitiva”
mantiene il cervello in stato di allerta.
Cit. "Devo aspettare la visita del terzo neurologo prima di agire..."
Questo non è prudenza.
È carburante per il sintomo.
NON ignorare il mondo emotivo (Lì stà la radice dei sintomi cronici e di molte malattie).
Dirai :
“È passato tanto tempo da quell'evento traumatico...”
“Non è poi stato così grave...”
“C'ho già lavorato con la psicologa anni fa...”
Il sistema nervoso non funziona con la tua razionalità.
Se ti trovi ad affrontare sintomi cronici, evidentemente qualcosa di irrisolto emotivamente esiste.
Nota come il tuo EGO cercherà di proteggere ogni "scusa" relativa alla parte emotiva.
Il sintomo cronico funziona con ciò che non è stato sentito, elaborato, integrato.
Le emozioni represse/non elaborate non spariscono.
Cambiano linguaggio.
E spesso parlano attraverso il corpo.
NON trattare il sintomo come un nemico
Combatterlo, controllarlo, monitorarlo continuamente
comunica una cosa sola:
“qui c’è ancora pericolo.”
E il cervello, per proteggerti,
mantiene acceso l’allarme.
Quindi no, la vera domanda non è:
“Cosa devo fare?”
La vera svolta arriva quando:
smetti di combattere il sintomo
smetti di inseguire soluzioni esterne
inizi a riportare sicurezza al sistema nervoso (porta gratitudine e amore nel corpo)
Quando il sistema non è più in allarme,
il sintomo non servirà più.
E può spegnersi davvero.
Se questo messaggio risuona,
sei nel posto giusto.
Dr. Alessio Veneziano
venezianotherapy.com/
2 weeks ago | [YT] | 22
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NeuroBalance | Alessio Veneziano
Come Eliminare la Paura dei Sintomi ? Ne ho parlato in questa Diretta giusto ieri.
youtube.com/live/EZTLqPF-Nzk?feature=share
2 weeks ago | [YT] | 2
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NeuroBalance | Alessio Veneziano
Ci sono momenti in cui smetti di controllare
e inizi solo a fidarti.
Resti presente.
E ti accorgi che non sei mai stato solo.
2 weeks ago | [YT] | 19
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NeuroBalance | Alessio Veneziano
📖 «Non temere; soltanto abbi fede.»
(Luca 8:50)
Gesù non dice che il dolore o la paura non esistano.
Dice di non lasciare che siano loro a guidarti.
La fede inizia proprio lì:
nel momento in cui scegli di non identificarti con la paura,
ma di affidarti a qualcosa di più grande.
Quando la paura si spegne,
si apre lo spazio perché la guarigione possa iniziare.
2 weeks ago | [YT] | 24
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NeuroBalance | Alessio Veneziano
Non perderti l'ultima meditazione del canale https://youtu.be/jX01fVvfe3o
2 weeks ago | [YT] | 1
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NeuroBalance | Alessio Veneziano
Come vi trovate con questo tapping EFT rispetto alle meditazioni guidate per Ansia e Sintomi persistenti?
https://youtu.be/pw7zk7hguXg
2 weeks ago | [YT] | 3
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NeuroBalance | Alessio Veneziano
Il dolore cronico è una pandemia di paura
C’è una frase che mi accompagna da anni.
Una frase semplice, ma devastante per quanto è vera:
“Il dolore cronico è una pandemia di paura.”
Non l’ho capita subito.
All’inizio mi sembrava una provocazione. Poi, col tempo, è diventata una chiave di lettura di tutto ciò che avevo vissuto — e che continuo a osservare ogni giorno nelle persone che seguo.
Io non sono entrato nel mondo del dolore cronico per curiosità o vocazione.
Ci sono entrato perché ci sono caduto dentro.
Avrei fatto volentieri a meno di convivere per anni con dolori cervicali persistenti, con una pubalgia che non passava, con sintomi che cambiavano forma e posizione, con la pelle che parlava per me attraverso dermatiti e psoriasi.
Sintomi che, oggi lo so, non erano casuali.
Da bambino avevo spesso problemi di pelle. Ricordo un episodio alla cresima: ero praticamente ricoperto di dermatite. All’epoca nessuno collegava nulla. Si curava il sintomo, come si fa sempre.
Solo molti anni dopo ho iniziato a guardare quel passato con occhi diversi.
E ho scoperto una cosa scomoda, ma liberatoria:
quella storia è comune a moltissime persone che oggi soffrono di dolore persistente o sintomi cronici.
Non tutti i sintomi fanno male
Eppure fanno paura
C’è un errore enorme che facciamo quando parliamo di dolore.
Pensiamo che debba essere per forza… dolore.
Ma non è così.
Dermatite non è dolore
Psoriasi non è dolore
Ansia non è dolore
Senso di sbandamento non è dolore
Eppure sono tutte espressioni dello stesso sistema.
Un sistema che ha un nome molto chiaro: paura.
La paura non è sempre cosciente.
Anzi, quasi mai.
È una paura interna, profonda, spesso antica.
Una paura che diventa l’ombrello sotto cui si organizzano tantissimi sintomi corporei.
Io non sto parlando di tutto.
Non parlo di tumori, infezioni, patologie acute o degenerative gravi.
Il mio campo è chiaro: dolore cronico e sintomi persistenti senza danno strutturale attivo.
Sintomi spesso invisibili agli esami.
Risonanze “quasi normali”.
Diagnosi vaghe.
Frustrazione enorme.
Il corpo diventa il contenitore di qualcosa che non si vede, ma pesa:
frustrazione, rabbia non espressa, solitudine, tristezza, senso di inadeguatezza.
Molto spesso tutto questo inizia presto.
Nell’infanzia.
In ambienti dove non c’era sicurezza emotiva sufficiente.
Il corpo parla quando la mente non può
Il corpo non usa le parole.
Non può dirti: “Ho paura”.
Non può dirti: “Mi sento in trappola”.
Non può dirti: “Non mi sento al sicuro”.
Allora fa l’unica cosa che può fare:
te lo fa sentire.
E qui nasce il grande paradosso:
per curare il corpo, dobbiamo ascoltarlo, non controllarlo.
La medicina moderna è diventata bravissima a dire al corpo cosa deve fare.
Farmaci.
Protocolli.
Correzioni.
Ma ha quasi dimenticato come ascoltarlo.
E quando non ascoltiamo, falliamo.
Non perché siamo sbagliati.
Ma perché stiamo usando il linguaggio sbagliato.
Non sei rotto
Stai reagendo
Questa è una frase che vorrei incidere nella testa di chi soffre:
Non sei sbagliato.
Non sei danneggiato.
Non sei rotto.
Se il dolore persiste, c’è qualcosa che non è ancora stato ascoltato.
Spesso a un livello molto profondo.
A volte ancora inconscio.
Ma inconscio non vuol dire irraggiungibile.
Il primo passo è sempre lo stesso:
Non è il mio corpo danneggiato.
Come fai a capirlo?
Perché i sintomi:
cambiano nel tempo
variano con il contesto
aumentano o diminuiscono con stress, caldo, freddo, relazioni, lavoro
Una lesione strutturale non fa questo.
Un’ernia non cambia umore.
Una scoliosi non si sposta da sola.
Il sistema nervoso sì.
E quando una persona ha molti sintomi diversi, in zone diverse, in momenti diversi, la probabilità che il problema sia solo “locale” crolla.
Il modello che (quasi) nessuno applica davvero
Le linee guida lo dicono chiaramente:
ogni problema cronico va letto su tre livelli:
Biologico – il corpo
Psicologico – emozioni, stress, significato
Sociale – ambiente, lavoro, relazioni
Il famoso modello biopsicosociale.
Il problema?
Raramente viene applicato davvero.
Un medico guarda il corpo.
Uno psicologo guarda la mente.
Un fisioterapista guarda il movimento.
Mettere tutto insieme è raro.
E quando non lo fai, inizi a girare in tondo.
Paura ≠ debolezza
Paura = allarme
Il sovraccarico emotivo non è un difetto.
È un sistema di protezione.
L’ansia, il panico, il dolore cronico sono allarmi.
A volte troppo sensibili.
A volte mal tarati.
Ma non sono nemici.
Negli attacchi di panico succede una cosa chiarissima:
se rallenti il respiro, rallenti la mente.
Non perché controlli i pensieri.
Ma perché dai sicurezza al corpo.
Il corpo non ha bisogno di spiegazioni razionali.
Ha bisogno di sentire che non sta morendo.
E no: non si muore di attacco di panico.
È il corpo che grida:
“Ho talmente paura che non so più come dirtelo.”
La meditazione non è svuotare la mente
È tornare al corpo
Meditare non significa diventare zen.
Significa essere presenti.
Un respiro alla volta.
Un secondo alla volta.
Inspirazione.
Espirazione.
Una piccola pausa.
In quella pausa c’è sicurezza.
All’inizio senti solo dolore.
Poi noti che il dolore sale e scende.
Che non resta uguale.
Che non ti distrugge.
E quando smetti di farci guerra, qualcosa cambia.
Il dolore come maestro (sì, davvero)
Lo so: sembra assurdo dirlo mentre soffri.
Ma chi attraversa il dolore cronico e ne esce, spesso sviluppa una sensibilità nuova:
riconosce prima i segnali
si protegge meglio
mette confini
smette di autosabotarsi
Molti me lo dicono dopo:
“Ora capisco perché, in un certo senso, sono stato fortunato.”
Non perché il dolore fosse bello.
Ma perché ha costretto a crescere.
La paura non si elimina
Si rassicura
Non devi eliminare il dolore.
Devi insegnare al sistema nervoso che è al sicuro.
Attraverso:
consapevolezza
respiro
movimento graduale
ascolto del corpo
Il dolore ha una memoria.
Ha un’intelligenza.
E quando smetti di combatterlo, inizia a fidarsi.
Se sei qui, non è un caso
Se stai leggendo queste parole, probabilmente ti stai già aprendo.
A una possibilità nuova.
Non sei solo.
Non sei rotto.
E non è troppo tardi.
Il dolore cronico non è una condanna.
È un messaggio.
E quando impari ad ascoltarlo,
la pandemia di paura inizia lentamente a spegnersi.
3 weeks ago | [YT] | 69
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NeuroBalance | Alessio Veneziano
Preoccuparsi rilascia direttamente delle conseguenze sul corpo.
Ogni preoccupazione trattenuta per diverse ore o giorni mantiene il sistema nervoso in costante allerta,
come se qualcosa di pericoloso stesse per accadere… anche quando non sta accadendo nulla lì fuori.
La maggior parte di ciò che ci preoccupa
non è sotto il nostro controllo.
Eppure lo portiamo come un peso continuo,
irrigidendo inconsapevolmente il corpo, accorciando il respiro, mantenendo così il dolore, consumando infine energia vitale.
Quella stessa energia che ci sarebbe servita per creare.
Lasciare andare non vuol dire arrendersi.
Vuol dire smettere di avvelenare il sistema nervoso con ciò che non possiamo gestire da soli.
Affida quel peso a qualcosa di più grande di te
chiamalo Dio, Vita, Universo, Intelligenza superiore...
Questo significa permettere al corpo di uscire dalla modalità di sopravvivenza
e rientrare in uno stato di sicurezza.
Non tutto deve essere risolto da te.
Alcune cose vanno semplicemente consegnate e lasciate andare con fiducia che quel "qualcosa" più grande di te se ne prenderà cura.
Così smettendo di trattenere quelle preoccupazioni (energie negative) il corpo potrà finalmente alleggerirsi
vibrando in modo diverso..
allora la tensione gradualmente potrà lasciarti.
1 m
3 weeks ago | [YT] | 29
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