Della rosa fronzuta diventerò pellegrino; ch’io l’aggio così perduta. Perduta non voglio che sia, né di questo secolo gita, ma l’uomo che l’ha in balia, di tutte gioie l’ha partita. (Federico ll)
In un mondo che insegna l'odio, che esprime il brutto, che manifesta il buio, c'è bisogno, tanto bisogno, anche del nostro aiuto. Per oggi non cedere alla rabbia, alla tristezza, all'oscurità: oggi sii Amore, Bellezza, Luce, Compassione. Oggi, Ama.
Silenzio. Non disperdete il vostro pensiero in mille rivoli di coscienza che schizzano impazziti sulle vie del mondo. Focalizzatevi su voi stessi, sulle profondità del vostro spirito e sulla vostra anima antica, unita in amore con quella di Gaia: vostra madre. Concentratevi sulla forza necessaria per evolvere assieme a lei e offrite il vostro impegno come sacrificio per onorare la divinità che siete. Silenzio, concentratevi, non disperdetevi, state uniti. Raccoglietevi.
Le Eliadi erano figli di Helios e sorelle di Fetonte. Fetonte, a prova della sua discendenza divina, chiese al padre Helios di guidare il meraviglioso carro, dono di Vulcano, con il quale egli percorreva ogni giorno la volta celeste illuminando la Terra. Avendone perso il controllo, il giovane inesperto provocò disastri in ogni luogo: bruciò il cielo lasciando la Via Lattea come traccia del suo passaggio, fece ardere le foreste e prosciugò fiumi e laghi. Zeus, padre degli dei, decide di fermarlo e per punirlo della sua sconsideratezza, gli scaglia un fulmine uccidendolo. Il suo corpo, privo di vita, finisce lontano, in un’altra parte del mondo, nell’ immenso Erìdano (l’antico nome del fiume Po), che con le sue acque ne deterse “il viso fumante”. La madre Climene vagò a lungo prima di trovarne il corpo e le Eliadi, sue sorelle, né seppellirono le ceneri lasciando in quel luogo una lapide su cui scrissero i versi: "Qui giace Fetonte, auriga del cocchio di suo padre; Non seppe guidarlo e cadde, ma fu impresa gloriosa" (Ovidio, Metamorfosi, II 327-328) E piangendone poi la scomparsa notte e giorno. Colpiti dalla loro disperazione gli Dei le trasformarono in pioppi che, crescendo in gruppo come sorelle, rimangono a guardia del fraterno sepolcro e mutando in ambra le loro lacrime.
"…esse si stavano abbandonando al pianto. Quand’ecco che Faetusa, la sorella più grande, voleva prostrarsi a terra, ma si lamentò che i piedi le si erano irrigiditi; la candida Lampezie cercò di andare verso di lei, ma fu trattenuta da un’improvvisa radice; ed Egle che intendeva stracciarsi con le mani i capelli, strappò delle frasche. Una si lamenta che un ceppo le sta serrando le gambe, l’altra che le braccia diventino lunghi rami. E mentre si meravigliano, una corteccia circonda l’inguine e gradatamente fascia il ventre, poi il petto, poi le spalle, poi le mani, e rimangono scoperte soltanto le bocche che invocano la madre che correre di qua e di là, in tumulto e smarrita, dispensando baci finché ancora è possibile e cercando di strappar fuori i corpi delle figlie dai tronchi e con le mani spezza rami teneri, ma le cortecce si chiudono nelle loro ultime parole di lamento. E al posto di lacrime, stilla ambra che si indurisce al sole e finisce nel fiume lucente"
Così gli antichi greci narravano la nascita del pioppo e il movimento delle sue foglie che sembrano tremare, in preda a tristezza e disperazione, a ogni alito di vento.
Le tenebre possono far paura e la luce può accecare ma quando luce e tenebra si uniscono nello stesso abbraccio, tornando a essere uno, allora la forza diviene dolcezza, la paura si muta in coraggio, la lotta si trasforma in pace e la guerra non ha più motivo di essere. Allora, in quell'attimo unico, splendido ed eterno è Amore.
"Siamo Dei nel corpo della Dea, verità e amore sono i nostri destini. Perciò andate e fate del mondo un luogo meraviglioso e fate risplendere la luce nell'oscurità". (Inno di Hator - Il Risveglio di Osiride - dal Libro dei Morti)
Non importa se hai perso una battaglia, non importa quante volte sei stato sconfitto: se sei ancora vivo alzati e combatti, se invece sei morto alzati e combatti.
Il tuo angelo custode quando, dopo una vita che tenta di parlarti senza essere ascoltato, ti vede a una seduta di canalizzazione del pensiero del tuo angelo custode.
Volgi il pensiero a chi, prima di te, non ha tremato rimanendo saldo persino innanzi alla Morte e pensa che a te non è richiesto nessun sacrificio se non quello di restare eretto innanzi alla vita.
Una sola è l'essenza, di spaziotempo in assenza, tanto immensa ed immanente non si descrive con la mente. Ma in questa dimensione prende forma d'illusione che da una diventan due le scintille e da due le forme divengon mille. Ma il saggio sa ciò che è veramente, oltre le forme,oltre la mente, oltre la danza delle illusioni, oltre le umane sue visioni: che anche se mille son i suoi volti separato appare solo agli stolti e ciò che è totalità alfin ritorna all'unità, che anche tu che stai leggendo sei il TAO che sta vivendo.
tarosophos
In un mondo che insegna l'odio, che esprime il brutto, che manifesta il buio, c'è bisogno, tanto bisogno, anche del nostro aiuto.
Per oggi non cedere alla rabbia, alla tristezza, all'oscurità: oggi sii Amore, Bellezza, Luce, Compassione.
Oggi, Ama.
1 week ago | [YT] | 7
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tarosophos
Silenzio.
Non disperdete il vostro pensiero in mille rivoli di coscienza che schizzano impazziti sulle vie del mondo. Focalizzatevi su voi stessi, sulle profondità del vostro spirito e sulla vostra anima antica, unita in amore con quella di Gaia: vostra madre. Concentratevi sulla forza necessaria per evolvere assieme a lei e offrite il vostro impegno come sacrificio per onorare la divinità che siete.
Silenzio, concentratevi, non disperdetevi, state uniti. Raccoglietevi.
1 week ago | [YT] | 11
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tarosophos
Le Eliadi erano figli di Helios e sorelle di Fetonte.
Fetonte, a prova della sua discendenza divina, chiese al padre Helios di guidare il meraviglioso carro, dono di Vulcano, con il quale egli percorreva ogni giorno la volta celeste illuminando la Terra. Avendone perso il controllo, il giovane inesperto provocò disastri in ogni luogo: bruciò il cielo lasciando la Via Lattea come traccia del suo passaggio, fece ardere le foreste e prosciugò fiumi e laghi. Zeus, padre degli dei, decide di fermarlo e per punirlo della sua sconsideratezza, gli scaglia un fulmine uccidendolo. Il suo corpo, privo di vita, finisce lontano, in un’altra parte del mondo, nell’ immenso Erìdano (l’antico nome del fiume Po), che con le sue acque ne deterse “il viso fumante”.
La madre Climene vagò a lungo prima di trovarne il corpo e le Eliadi, sue sorelle, né seppellirono le ceneri lasciando in quel luogo una lapide su cui scrissero i versi:
"Qui giace Fetonte, auriga del cocchio di suo padre; Non seppe guidarlo e cadde, ma fu impresa gloriosa"
(Ovidio, Metamorfosi, II 327-328)
E piangendone poi la scomparsa notte e giorno.
Colpiti dalla loro disperazione gli Dei le trasformarono in pioppi che, crescendo in gruppo come sorelle, rimangono a guardia del fraterno sepolcro e mutando in ambra le loro lacrime.
"…esse si stavano abbandonando al pianto. Quand’ecco che Faetusa, la sorella più grande, voleva prostrarsi a terra, ma si lamentò che i piedi le si erano irrigiditi; la candida Lampezie cercò di andare verso di lei, ma fu trattenuta da un’improvvisa radice; ed Egle che intendeva stracciarsi con le mani i capelli, strappò delle frasche. Una si lamenta che un ceppo le sta serrando le gambe, l’altra che le braccia diventino lunghi rami. E mentre si meravigliano, una corteccia circonda l’inguine e gradatamente fascia il ventre, poi il petto, poi le spalle, poi le mani, e rimangono scoperte soltanto le bocche che invocano la madre che correre di qua e di là, in tumulto e smarrita, dispensando baci finché ancora è possibile e cercando di strappar fuori i corpi delle figlie dai tronchi e con le mani spezza rami teneri, ma le cortecce si chiudono nelle loro ultime parole di lamento. E al posto di lacrime, stilla ambra che si indurisce al sole e finisce nel fiume lucente"
Così gli antichi greci narravano la nascita del pioppo e il movimento delle sue foglie che sembrano tremare, in preda a tristezza e disperazione, a ogni alito di vento.
1 week ago | [YT] | 8
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tarosophos
Le tenebre possono far paura e la luce può accecare ma quando luce e tenebra si uniscono nello stesso abbraccio, tornando a essere uno, allora la forza diviene dolcezza, la paura si muta in coraggio, la lotta si trasforma in pace e la guerra non ha più motivo di essere. Allora, in quell'attimo unico, splendido ed eterno è Amore.
2 weeks ago | [YT] | 13
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tarosophos
"Siamo Dei nel corpo della Dea, verità e amore sono i nostri destini.
Perciò andate e fate del mondo un luogo meraviglioso e fate risplendere la luce nell'oscurità".
(Inno di Hator - Il Risveglio di Osiride - dal Libro dei Morti)
2 weeks ago | [YT] | 15
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tarosophos
Non importa se hai perso una battaglia, non importa quante volte sei stato sconfitto: se sei ancora vivo alzati e combatti, se invece sei morto alzati e combatti.
3 weeks ago | [YT] | 14
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tarosophos
Il tuo angelo custode quando, dopo una vita che tenta di parlarti senza essere ascoltato, ti vede a una seduta di canalizzazione del pensiero del tuo angelo custode.
1 month ago | [YT] | 14
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tarosophos
"Hai un dente solo? Sorridi almeno con quello!"
1 month ago | [YT] | 7
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tarosophos
Volgi il pensiero a chi, prima di te, non ha tremato
rimanendo saldo persino innanzi alla Morte
e pensa che a te non è richiesto nessun sacrificio
se non quello di restare eretto innanzi alla vita.
1 month ago | [YT] | 14
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tarosophos
Una sola è l'essenza,
di spaziotempo in assenza,
tanto immensa ed immanente
non si descrive con la mente.
Ma in questa dimensione
prende forma d'illusione
che da una diventan due le scintille
e da due le forme divengon mille.
Ma il saggio sa ciò che è veramente,
oltre le forme,oltre la mente,
oltre la danza delle illusioni,
oltre le umane sue visioni:
che anche se mille son i suoi volti
separato appare solo agli stolti
e ciò che è totalità
alfin ritorna all'unità,
che anche tu che stai leggendo
sei il TAO che sta vivendo.
1 month ago | [YT] | 7
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