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Life Coaching

La distanza degli dei

Questo fine settimana ho vissuto qualcosa che, ogni volta, mi ricorda perché faccio quello che faccio.

Ho incontrato persone conosciute sul web che, nel tempo, hanno smesso di essere “contatti” per diventare volti, mani, abbracci. Amici.

Ci siamo visti ad Acquapendente, abbiamo camminato per Bolsena, riso, condiviso silenzi… e poi una notte sospesa, in maschera, al Teatro Boni.

Il giorno dopo ci siamo salutati, dopo aver visitato il Castello di Torre Alfina, con quella stanchezza bella che arriva solo quando hai vissuto davvero.

Sono stati giorni intensi — e sì, devo ancora recuperare le energie.
Ma ciò che porto a casa è molto più profondo.

Perché questi incontri mi ricordano una cosa essenziale: l’umanità.

Io desidero conoscervi.
E tengo profondamente che voi conosciate me.
Perché la distanza del web, a volte, altera le percezioni.
Quando ascolti qualcuno solo attraverso uno schermo, senza incontrarlo mai, può accadere qualcosa di sottile: si smette di vedere l'uomo e si inizia a vedere il “mito”.

Ed è proprio lì che io sento il bisogno di incontrarvi dal vivo.
Per riportare equilibrio.
Per sciogliere le proiezioni.
Per mostrarvi che, come voi, sono in cammino.
Non sono arrivato.
Sto attraversando.

Ed è nell’incontro reale che tutto torna vero, semplice, umano.
Perché la distanza crea degli dei…
ma è la vicinanza che crea la connessione.

Grazie a... Eleonora, Elisabetta, Adalgisa, Emanuela, Giorgia, Gionata, Giovanna, Fabiola, Gianni, Vera e Ilina per il bel fine settimana trascorso insieme ❤️

2 days ago | [YT] | 30

Life Coaching

In un mondo di finzione, cerchiamo autenticità

Mi sono reso conto che l’intelligenza artificiale ha prodotto in me soprattutto scetticismo.

Oggi, quando vedo un contenuto online — una foto, un video, una persona inserita in un certo contesto — faccio molta più fatica a prenderlo per valido così com’è. Non parto più dal presupposto che sia reale, spontaneo, autentico.

Perché so che, tecnicamente, tutto può essere falsificato: immagini, volti, situazioni, perfino esperienze di vita.

E questa consapevolezza cambia il modo in cui mi relaziono ai contenuti.

Mi porta a fidarmi molto meno di chi compare dal nulla o di fonti che non hanno una storia riconoscibile. Al contrario, tendo ad affidarmi a persone che nel tempo hanno costruito una propria autorevolezza — non solo per ciò che pubblicano oggi, ma per il percorso che hanno dimostrato negli anni.

In un certo senso è un effetto paradossale.

Più il mondo digitale si riempie di finzione perfetta, più cresce il bisogno di autenticità.
Più diventa facile costruire immagini credibili, più diventa preziosa la credibilità reale.

Alla fine, l’AI non ha cambiato solo i contenuti che vedo — ha cambiato il filtro con cui li guardo: mi ha reso più dubbioso, ma anche più attento a riconoscere ciò che percepisco come autentico.

5 days ago | [YT] | 36

Life Coaching

Da artisti a prodotti

Mi è capitato tra le mani il videoclip recente di un cantante dalla lunga traiettoria artistica. È un lavoro legato al suo ultimo album, eppure, nei testi, negli abiti e nelle movenze, tutto appare vecchio, cristallizzato.

Guardarlo mi ha messo addosso un’enorme tristezza: ho avuto la sensazione che avesse smesso di essere un artista per diventare un prodotto.

Mi sono chiesto quando avvenga questa trasformazione. La risposta a cui sono arrivato è questa: succede nel momento in cui tradisci i tuoi valori — gli stessi che hai difeso e cantato nelle tue canzoni. In quell’istante perdi la connessione con il tuo sentire, perché sei costretto a rinnegarlo.

A quel punto non puoi più cantare ciò che ti brucia nel cuore. Per interessi, convenienze o vantaggi personali ti sei venduto, e allora non ti resta che fermare la tua evoluzione umana e professionale, tornando a ripetere modelli che in passato hanno funzionato, ma che ormai sono vuoti.

Vedo molti artisti che, a un certo punto del loro percorso, smettono di cercare e iniziano semplicemente a replicarsi. Ed è lì che diventano prodotti.

2 weeks ago | [YT] | 22

Life Coaching

La pioggia

Sono in treno, diretto in aeroporto. La giornata è grigia, umida, piovosa. In poche parole: una giornata bellissima.
E non lo dico con ironia, ma con un amore autentico per questo momento e per questo clima.

Mi capita spesso di parlare con persone che amano solo le giornate di sole, per cui solo quelle meritano di essere definite belle. Piacciono anche a me, certo, ma per ragioni diverse da quelle per cui amo la pioggia.

Le giornate di sole sono esplosive: cariche di energia, entusiasmo, gioia. Quelle come oggi, invece, hanno un altro tipo di bellezza. Portano con sé nostalgia, calma, memoria, introspezione.

Sono le giornate in cui riaffiorano ricordi d’infanzia: i pomeriggi passati in casa a guardare le gocce di pioggia scivolare sui vetri delle finestre in legno; gli inverni trascorsi al bar con gli amici; le ore in cameretta, piegato sui libri, a studiare materie a volte noiose.

Quando piove mi piace uscire, passeggiare con l’ombrello appoggiato sulla spalla e fermarmi a scrivere. Perché non c’è niente che stimoli il dialogo con se stessi quanto una giornata come questa, perché le giornate di pioggia sono poesia.

2 weeks ago | [YT] | 40

Life Coaching

> ✨ **ROMA - Serata Dolce Rivoluzione** ✨

> 📅 *31 gennaio 2026*
> 🕢 *Ore 19:00*
> 📍 *Best Western Plus Hotel Universo – Roma*

Una serata conviviale per conoscersi, cenare insieme e scoprire un nuovo modo di vivere la socialità, in un’atmosfera elegante e rilassata.

👉 *Info e registrazione qui:*
www.eventbrite.es/e/1981483139410?aff=oddtdtcreato…

3 weeks ago | [YT] | 32

Life Coaching

Il mio piccolo grande amore

Ogni tanto finisco nel passato. Molto meno rispetto a qualche anno fa (e non so se sia un bene o un male), ma ci finisco comunque. Quando lo osservo da lì, ho la sensazione di aver avuto una bella vita. Certo, ci sono parentesi che mi sarei risparmiato, ma anche quelle — nel dolore — l’hanno resa più ricca.

In uno di questi viaggi ho ripensato al mio piccolo grande amore. Oggi, guardando quella storia da una distanza di 32 anni, direi che eravamo davvero piccoli: io 16 anni, lei 13. Eppure quello è stato il primo amore. Intenso, autentico, bellissimo.

Ora che ho 48 anni e posso osservarlo dalla giusta prospettiva, posso dirlo con serenità: è stato un regalo. Eravamo le persone giuste, nel momento giusto. Due adolescenti — poco più, poco meno — che stavano semplicemente sperimentando.

Ogni tanto mi capita di ripassare nei luoghi che hanno segnato quella fase della mia vita, e li guardo sempre con grande dolcezza. Una panchina, un giardinetto pubblico, un bar, una piazza. È incredibile come certi posti conservino una memoria: la mia.
A ognuno associo un ricordo, un’emozione bellissima.

Dovete sapere che ho una pessima memoria. Ma ci sono momenti che vivo con un’intensità tale da non poterli dimenticare. Direi che la mia è una sorta di memoria emotiva (non so se questa definizione esista davvero, ma nel dubbio potete dire che me la sono inventata io).

Avrei tanti aneddoti da raccontare sul mio piccolo grande amore, ma il post diventerebbe troppo lungo e rischierei di annoiarvi. Così preferisco condividere un solo momento, una scena che in quegli anni mi ha regalato una grande verità.

Agosto 1994. In un minuscolo paesino del centro Italia ci siamo solo io e lei. Fa caldo. Nessun amico nei dintorni. Solo noi… e un biliardino. Passiamo il pomeriggio a giocare, a ridere.
In quella calda giornata d’estate ho capito una cosa semplice e potentissima: per essere felici basta davvero poco.

Dedicato a lei
e a tutti i piccoli grandi amori della vostra vita.

3 weeks ago (edited) | [YT] | 60

Life Coaching

Si è appena concluso qui a Roma un fine settimana interamente dedicato al public speaking: intenso, divertente e ricco di energia. Un grazie di cuore a Virginia, Paola, Linda, Lucia, Ilaria, Simona, Gaia e Dzenita per averlo reso speciale con la loro partecipazione e il loro entusiasmo.

Il prossimo corso è in programma per i giorni 11 e 12 aprile.
Vi aspetto!

1 month ago | [YT] | 65

Life Coaching

IL MONDO DEI CORSI

C’è una cosa che nel mondo dei corsi, dei coach e dei percorsi di crescita si dice poco.

Molti di questi percorsi non servono a trasformare davvero una persona.
Servono a prepararla a diventare qualcosa dentro lo stesso sistema.

Trasformare davvero una persona è difficile.
È lento.
È confuso.
Non è economicamente scalabile.

Una vera trasformazione:
- ti fa perdere certezze
- mette in crisi l’immagine che hai di te
- non promette risultati chiari

Ed è proprio per questo che non si vende bene.

Formare futuri coach, invece, è molto più semplice.

Ha un linguaggio preciso.
Ha tappe chiare.
Ha un’identità finale.

Alla fine non sei “una persona cambiata” ma sei qualcuno: coach, operatore, facilitatore.

E questo rassicura.

Molte persone, in fondo, non cercano un cambiamento reale.
Cercano senso.

Vogliono sentirsi in cammino.
Vogliono appartenere a un gruppo.
Vogliono una storia da raccontare su di sé.

Diventare “qualcuno che aiuta gli altri” dà dignità, valore, riconoscimento.
Ma non è detto che dia libertà.

La trasformazione vera è silenziosa.
Non ti dà un titolo.
Non ti rende interessante.
Spesso non ti rende neanche più sicuro.

Ti rende più essenziale.
Meno attaccato a un ruolo.
Meno bisognoso di spiegarti.

Forse la domanda giusta non è:
“Questo percorso funziona?”

Ma un’altra, più semplice e più onesta:
"Mi sta aiutando a vivere meglio…
o mi sta solo dando un’identità più accettabile?"

1 month ago | [YT] | 23

Life Coaching

L’università della vita

Il 15 giugno 2020, senza saperlo, mi sono iscritto all’università più esigente che esista: quella della vita.
Non c’erano aule, né programmi, né docenti riconoscibili. Solo giorni da attraversare e lezioni che arrivavano quando meno me le aspettavo.

I primi anni ho pensato di aver capito molto seguendo questi corsi. Poi, il 1° ottobre 2024, ho scoperto di non aver capito tutto. Quella data non ha rappresentato un punto di arrivo, ma l’inizio di una specializzazione. Più silenziosa. Più dura. Più vera.

Non ho mai avuto una buona memoria. E forse questo è stato un dono.
Non potendo tenere tutto a mente, ho da sempre dovuto imparare con il corpo, con il tempo, con le cadute. Le cose non le ricordo: le divento. Solo così riesco a portarle nella mia quotidianità, a usarle, a condividerle.

L’università della vita non insegna teorie. Ti mette alla prova.
Ti fa ripetere gli esami finché non sei pronto davvero.

Siamo entrati da poco nel 2026 e questi ultimi esami sono stati durissimi. Alcuni li ho falliti, altri li sto ancora sostenendo. A volte mi chiedo perché tutto questo. Poi arriva la risposta che sento più vera: perché un giorno potrei essere pronto ad aiutare qualcuno che sta attraversando ciò che io ho già attraversato.

E nei momenti di sconforto mi aggrappo a un pensiero semplice:
che tutto quello che sto imparando possa servire anche a essere un padre migliore per i miei figli.

Dedicato a tutti coloro che riconoscono nelle difficoltà l'iscrizione a questa facoltà.

Vi voglio bene ❤️

1 month ago | [YT] | 41

Life Coaching

👉 Se queste parole ti risuonano, è il momento di viverle.
Momentum – 31 gennaio, Roma
coach.agostiniriccardo.com/momentum.html

1 month ago | [YT] | 170