______________________________ IL RECINTO SENZA CANCELLO
Sono appena rientrato a casa, dopo dieci giorni in giro per l'Italia e circa 4.000 chilometri percorsi.
Sono stanchissimo, ma felice. Felice di aver incontrato alcune delle persone che ogni giorno mi regalano un like, un commento o semplicemente qualche minuto del loro tempo per ascoltare i miei video.
È stato emozionante dare un volto e una voce a ognuno di voi. E, per una volta, è stato bello essere io quello che ascolta e voi quelli che parlano.
Grazie a Cristina, Valeria, Alessandro, Luca, Marcella, Alessandro, Monica, Antonietta e Massimo, che hanno reso possibili questi incontri e le inaugurazioni dei nostri luoghi di condivisione Dolce Rivoluzione.
Le vostre storie mi hanno emozionato e mi hanno ricordato quanto sia importante essere coerenti con ciò che sentiamo dentro.
È questa la responsabilità che avverto: continuare a fare ciò che faccio spinto da quella forma di amore che mi ha portato fin qui.
Ma vorrei dirvi una cosa: se le mie parole vi sono arrivate dentro, è perché hanno incontrato qualcosa che era già dentro di voi.
Io non ho la verità. Condivido ciò che sono e ciò che sto imparando nel mio percorso di vita. Se qualcosa vi risuona, prendetelo e fatelo vostro. Se non vi convince, lasciatelo andare.
Perché non siamo venuti al mondo per diventare copie gli uni degli altri.
Mi piace immaginare ognuno di noi come un campo delimitato da un recinto. Dentro ci sono le nostre esperienze, le convinzioni, le paure e i valori.
Con il tempo possiamo ampliare quel campo, piantare nuovi semi e scoprire fiori che prima non conoscevamo.
Ma per farlo dobbiamo essere disposti a uscire dalle nostre certezze e ad accogliere ciò che è diverso da noi.
Io vorrei che il cancello del mio campo rimanesse aperto. Che chiunque possa entrare, raccogliere un seme che lo ispira e portarlo nel proprio terreno, per coltivarlo a modo suo.
Senza sentirsi obbligato a pensarla come me. Senza dover rinunciare a una parte di sé per sentirsi accolto. E magari, un giorno, sarà proprio lui a invitarmi nel suo campo, permettendomi di scoprire qualcosa che ancora non conosco.
È questo il tipo di incontro in cui credo. Ed è ciò che vorrei custodire nei luoghi che stiamo creando insieme.
Non voglio che le persone diventino come me. Vorrei che, incontrandomi, trovassero qualcosa che le aiuti a diventare sempre più se stesse.
Perché possiamo ispirarci senza imitarci, volerci bene senza somigliarci e camminare insieme senza percorrere necessariamente la stessa strada.
Il mio campo ha un cancello aperto, non perché io sappia tutto, ma perché so che ogni incontro può insegnarmi qualcosa.
Se troverai qualcosa nel mio campo che ti aiuterà a far fiorire il tuo, sarò felice. Ma non voglio che tu resti per me. Voglio che tu sia libero di andare, portando con te ciò che senti tuo.
Ci ispiriamo, ma non ci uniformiamo. Forse è proprio questa la forma più bella di libertà che possiamo regalarci a vicenda.
Il 5 ottobre insieme a Massimo abbiamo inaugurato il club Dolce Rivoluzione di Pistoia. Se volete partecipare ai prossimi appuntamenti potete mettervi in contatto con lui. Lo trovate qui 👉 www.dolcerivoluzione.com/club-attivi.html
Il 4 ottobre insieme ad Antonietta abbiamo inaugurato il club Dolce Rivoluzione di Montecatini Terme. Se volete partecipare ai prossimi appuntamenti potete mettervi in contatto con lei. La trovate qui 👉 www.dolcerivoluzione.com/club-attivi.html
Il 3 ottobre insieme a Monica e Alessandro abbiamo inaugurato il club Dolce Rivoluzione di Milano. Se volete partecipare ai prossimi appuntamenti potete mettervi in contatto con loro. Li trovate qui 👉 www.dolcerivoluzione.com/club-attivi.html
Il 2 ottobre insieme a Marcella abbiamo inaugurato il club Dolce Rivoluzione di Verona. Se volete partecipare ai prossimi appuntamenti potete mettervi in contatto con lei. La trovate qui 👉 www.dolcerivoluzione.com/club-attivi.html
Il 1 ottobre abbiamo inaugurato il club Dolce Rivoluzione di Rimini. Per partecipare ai prossimi incontri contatta Alessandro e Luca 👉 www.dolcerivoluzione.com/club-attivi.html#/
Il 29 settembre insieme a Cristina abbiamo inaugurato il Club Dolce Rivoluzione di Potenza. Per partecipare ai prossimi incontri potete contattarla cliccando su questo link www.dolcerivoluzione.com/club-attivi.html
Erano giorni che volevo farlo. Aprire il computer, sedermi e mettermi a scrivere. Lo faccio un po' per me e un po' per il piacere di condividere tutto questo con voi. Siete i miei coach, la mia terapia.
In questo spazio posso permettermi di raccontarvi cose che difficilmente avrebbero senso dentro uno dei miei video, dove le persone arrivano cercando un consiglio, una risposta, uno spunto. Qui, invece, siete voi a venire un po' più vicino.
E forse, se avete scelto di essere qui, in quest'area riservata, è anche perché avete voglia di sapere qualcosa in più di me. Non soltanto del coach, ma dell'uomo che c'è dall'altra parte dello schermo. E allora oggi voglio farvi entrare un po' nel mio mondo.
Yesterday Sapete perché ho scelto questo titolo?
Perché forse, più di ogni altra cosa, in questo periodo ho nostalgia di un ieri che non ho mai vissuto. Non è nostalgia del passato in senso stretto. Come potrei averla, se quegli anni non li ho mai conosciuti? È piuttosto nostalgia di un'idea. Di un tempo che ho imparato a conoscere attraverso i film, le canzoni, le fotografie. Un tempo che probabilmente non è mai stato esattamente come lo immagino, ma che nella mia testa ha il sapore di qualcosa di più lento, più ingenuo, più romantico.
E forse è proprio per questo che, quando mi fermo a guardare il mondo in cui viviamo oggi, sento il bisogno di tornare lì. La velocità. La ferocia di questo periodo storico. Gli interessi personali che spesso sembrano avere la meglio sui valori, sui sentimenti, sulla gentilezza.
E allora sapete cosa faccio? La cosa forse vi farà sorridere. Cerco online vecchi film romantici degli anni '80 che raccontano gli anni '60.
Titoli come Sapore di mare, Sapore di mare 2 – Un anno dopo e poi Yesterday. Vacanze al mare. Sono film un po' ingenui, a volte persino un po' scadenti. Storie che oggi possono far sorridere, con attori ancora alle prime armi, dialoghi improbabili e scene che non stanno proprio in piedi. Eppure io me li guardo. E mi emoziono.
Forse perché, dentro quelle storie, ritrovo qualcosa che sento mio. Un'epoca che probabilmente non è mai stata così perfetta come viene raccontata, ma nella quale mi piace riconoscermi.
Un tempo in cui tutto sembra più semplice.
Le persone si incontrano, si cercano, si perdono. Una canzone può dire quello che non riusciamo a dire a parole. Un incontro può ancora sembrare capace di cambiare una vita.
Forse è questo che cerco negli anni '60, almeno nell'immaginario che ne ho costruito. La rinascita. La voglia di vivere. La speranza. L'umanità E anche quel romanticismo un po' stucchevole che oggi può sembrare fuori moda, ma che io trovo ancora meraviglioso.
Forse perché abbiamo imparato a proteggerci così tanto dai sentimenti che, qualche volta, finiamo per non viverli più.
Magari, se vi va, mettetela in sottofondo mentre mi leggete. È la stessa musica che mi sta accompagnando mentre vi scrivo e che, in questi giorni, è diventata quasi la colonna sonora delle mie sere.
Prima di cena prendevo il computer e salivo in terrazza. Lontano da tutti. Mi sedevo, cercavo un po' di silenzio e mi prendevo quel momento soltanto per me. Poi aprivo il computer e mettevo play. E per un po' lasciavo fuori tutto il resto.
Il rumore, le cose da fare, le persone, le preoccupazioni. C'erano la terrazza, la musica e quelle immagini di un tempo che non ho mai vissuto. E mi piaceva stare lì. Senza dover fare niente.
Forse è questo che volevo condividere con voi stasera. Non una riflessione. Non un insegnamento. Solo un piccolo pezzo di me. Una di quelle cose che non racconterei in un video, ma che forse meritano di essere raccontate qui.
Se vi va, mettete la musica. E per qualche minuto viaggiamo insieme.
So che l’amore non può essere riassunto in un’immagine.
So anche che ogni madre, così come ogni essere umano, ha le proprie contraddizioni e un modo di dimostrare ciò che prova che non è sempre lineare. A volte è complesso, a volte persino difficile da comprendere.
Eppure ci sono momenti che mi toccano il cuore e mi fanno pensare proprio a questo: l’amore di una madre — e naturalmente anche quello di un padre — non si ferma.
Ho due figli, un maschio e una femmina, di 9 anni. Questo significa che mi trovo spesso in mezzo a bambini, genitori e situazioni che, probabilmente, qualche anno fa avrei osservato molto meno.
Qualche giorno fa mi sono trovato davanti a una scena semplicissima.
Sotto il sole battente, un bambino stava parlando con un amico. Accanto a lui c’era sua madre, impegnata a conversare con altri genitori.
A un certo punto, senza interrompere la conversazione, si è avvicinata al figlio e gli ha messo la crema solare su un braccio.
Un gesto di pochi secondi.
Eppure mi sono fermato a guardarlo.
Pensavo a come, anche mentre parlava con altre persone, una parte della sua attenzione fosse comunque lì. Su quel bambino.
Come se una madre potesse continuare a fare quello che sta facendo e, contemporaneamente, avere un piccolo spazio della mente sempre occupato da una domanda:
“Di cosa potrebbe avere bisogno mio figlio?”
E questa cosa la noto anche nella mia compagna.
La borsa con cui esce non è semplicemente una borsa.
È preparata per ogni possibile evenienza: qualcosa che potrebbe servire a Santiago, qualcosa che potrebbe servire a Stella, qualcosa che magari non servirà mai, ma che è meglio avere.
E forse mi sorprende proprio questo modo di vivere l’amore per un figlio perché è diverso dal mio.
Io probabilmente penso più al momento in cui qualcosa accade.
Lei, invece, sembra vivere già qualche passo più avanti.
Forse la storia del multitasking non è poi così lontana dalla realtà. 🙂
O forse è semplicemente uno dei tanti modi in cui l’amore si manifesta.
Non sempre con grandi gesti.
A volte basta una mano che mette la crema solare su un braccio, mentre dall'altra parte continua una conversazione.
E in quel gesto apparentemente distratto c'è, forse, tutta l'attenzione del mondo.
Life Coaching
______________________________
IL RECINTO SENZA CANCELLO
Sono appena rientrato a casa, dopo dieci giorni in giro per l'Italia e circa 4.000 chilometri percorsi.
Sono stanchissimo, ma felice.
Felice di aver incontrato alcune delle persone che ogni giorno mi regalano un like, un commento o semplicemente qualche minuto del loro tempo per ascoltare i miei video.
È stato emozionante dare un volto e una voce a ognuno di voi. E, per una volta, è stato bello essere io quello che ascolta e voi quelli che parlano.
Grazie a Cristina, Valeria, Alessandro, Luca, Marcella, Alessandro, Monica, Antonietta e Massimo, che hanno reso possibili questi incontri e le inaugurazioni dei nostri luoghi di condivisione Dolce Rivoluzione.
Le vostre storie mi hanno emozionato e mi hanno ricordato quanto sia importante essere coerenti con ciò che sentiamo dentro.
È questa la responsabilità che avverto: continuare a fare ciò che faccio spinto da quella forma di amore che mi ha portato fin qui.
Ma vorrei dirvi una cosa: se le mie parole vi sono arrivate dentro, è perché hanno incontrato qualcosa che era già dentro di voi.
Io non ho la verità. Condivido ciò che sono e ciò che sto imparando nel mio percorso di vita. Se qualcosa vi risuona, prendetelo e fatelo vostro. Se non vi convince, lasciatelo andare.
Perché non siamo venuti al mondo per diventare copie gli uni degli altri.
Mi piace immaginare ognuno di noi come un campo delimitato da un recinto. Dentro ci sono le nostre esperienze, le convinzioni, le paure e i valori.
Con il tempo possiamo ampliare quel campo, piantare nuovi semi e scoprire fiori che prima non conoscevamo.
Ma per farlo dobbiamo essere disposti a uscire dalle nostre certezze e ad accogliere ciò che è diverso da noi.
Io vorrei che il cancello del mio campo rimanesse aperto.
Che chiunque possa entrare, raccogliere un seme che lo ispira e portarlo nel proprio terreno, per coltivarlo a modo suo.
Senza sentirsi obbligato a pensarla come me. Senza dover rinunciare a una parte di sé per sentirsi accolto.
E magari, un giorno, sarà proprio lui a invitarmi nel suo campo, permettendomi di scoprire qualcosa che ancora non conosco.
È questo il tipo di incontro in cui credo. Ed è ciò che vorrei custodire nei luoghi che stiamo creando insieme.
Non voglio che le persone diventino come me. Vorrei che, incontrandomi, trovassero qualcosa che le aiuti a diventare sempre più se stesse.
Perché possiamo ispirarci senza imitarci, volerci bene senza somigliarci e camminare insieme senza percorrere necessariamente la stessa strada.
Il mio campo ha un cancello aperto, non perché io sappia tutto, ma perché so che ogni incontro può insegnarmi qualcosa.
Se troverai qualcosa nel mio campo che ti aiuterà a far fiorire il tuo, sarò felice.
Ma non voglio che tu resti per me. Voglio che tu sia libero di andare, portando con te ciò che senti tuo.
Ci ispiriamo, ma non ci uniformiamo.
Forse è proprio questa la forma più bella di libertà che possiamo regalarci a vicenda.
5 days ago |[YT] | 14
View 2 replies
Life Coaching
Il 5 ottobre insieme a Massimo abbiamo inaugurato il club Dolce Rivoluzione di Pistoia.
Se volete partecipare ai prossimi appuntamenti potete mettervi in contatto con lui. Lo trovate qui 👉 www.dolcerivoluzione.com/club-attivi.html
6 days ago |[YT] | 19
View 0 replies
Life Coaching
Il 4 ottobre insieme ad Antonietta abbiamo inaugurato il club Dolce Rivoluzione di Montecatini Terme.
Se volete partecipare ai prossimi appuntamenti potete mettervi in contatto con lei. La trovate qui 👉 www.dolcerivoluzione.com/club-attivi.html
1 week ago |[YT] | 11
View 0 replies
Life Coaching
Il 3 ottobre insieme a Monica e Alessandro abbiamo inaugurato il club Dolce Rivoluzione di Milano.
Se volete partecipare ai prossimi appuntamenti potete mettervi in contatto con loro. Li trovate qui 👉 www.dolcerivoluzione.com/club-attivi.html
1 week ago (edited) |[YT] | 16
View 1 reply
Life Coaching
Il 2 ottobre insieme a Marcella abbiamo inaugurato il club Dolce Rivoluzione di Verona.
Se volete partecipare ai prossimi appuntamenti potete mettervi in contatto con lei. La trovate qui 👉 www.dolcerivoluzione.com/club-attivi.html
1 week ago |[YT] | 23
View 1 reply
Life Coaching
Il 1 ottobre abbiamo inaugurato il club Dolce Rivoluzione di Rimini. Per partecipare ai prossimi incontri contatta Alessandro e Luca 👉 www.dolcerivoluzione.com/club-attivi.html#/
1 week ago |[YT] | 15
View 0 replies
Life Coaching
Il 30 settembre abbiamo inaugurato il club Dolce Rivoluzione di Chieti. Per partecipare agli incontri contatta Valeria 👉www.dolcerivoluzione.com/club-attivi.html#/
1 week ago |[YT] | 12
View 0 replies
Life Coaching
Il 29 settembre insieme a Cristina abbiamo inaugurato il Club Dolce Rivoluzione di Potenza.
Per partecipare ai prossimi incontri potete contattarla cliccando su questo link www.dolcerivoluzione.com/club-attivi.html
1 week ago |[YT] | 29
View 0 replies
Life Coaching
YESTERDAY
Erano giorni che volevo farlo.
Aprire il computer, sedermi e mettermi a scrivere.
Lo faccio un po' per me e un po' per il piacere di condividere tutto questo con voi.
Siete i miei coach, la mia terapia.
In questo spazio posso permettermi di raccontarvi cose che difficilmente avrebbero senso dentro uno dei miei video, dove le persone arrivano cercando un consiglio, una risposta, uno spunto.
Qui, invece, siete voi a venire un po' più vicino.
E forse, se avete scelto di essere qui, in quest'area riservata, è anche perché avete voglia di sapere qualcosa in più di me. Non soltanto del coach, ma dell'uomo che c'è dall'altra parte dello schermo.
E allora oggi voglio farvi entrare un po' nel mio mondo.
Yesterday
Sapete perché ho scelto questo titolo?
Perché forse, più di ogni altra cosa, in questo periodo ho nostalgia di un ieri che non ho mai vissuto.
Non è nostalgia del passato in senso stretto. Come potrei averla, se quegli anni non li ho mai conosciuti?
È piuttosto nostalgia di un'idea.
Di un tempo che ho imparato a conoscere attraverso i film, le canzoni, le fotografie. Un tempo che probabilmente non è mai stato esattamente come lo immagino, ma che nella mia testa ha il sapore di qualcosa di più lento, più ingenuo, più romantico.
E forse è proprio per questo che, quando mi fermo a guardare il mondo in cui viviamo oggi, sento il bisogno di tornare lì.
La velocità.
La ferocia di questo periodo storico.
Gli interessi personali che spesso sembrano avere la meglio sui valori, sui sentimenti, sulla gentilezza.
E allora sapete cosa faccio?
La cosa forse vi farà sorridere.
Cerco online vecchi film romantici degli anni '80 che raccontano gli anni '60.
Titoli come Sapore di mare, Sapore di mare 2 – Un anno dopo e poi Yesterday. Vacanze al mare.
Sono film un po' ingenui, a volte persino un po' scadenti. Storie che oggi possono far sorridere, con attori ancora alle prime armi, dialoghi improbabili e scene che non stanno proprio in piedi.
Eppure io me li guardo.
E mi emoziono.
Forse perché, dentro quelle storie, ritrovo qualcosa che sento mio.
Un'epoca che probabilmente non è mai stata così perfetta come viene raccontata, ma nella quale mi piace riconoscermi.
Un tempo in cui tutto sembra più semplice.
Le persone si incontrano, si cercano, si perdono.
Una canzone può dire quello che non riusciamo a dire a parole.
Un incontro può ancora sembrare capace di cambiare una vita.
Forse è questo che cerco negli anni '60, almeno nell'immaginario che ne ho costruito.
La rinascita.
La voglia di vivere.
La speranza.
L'umanità
E anche quel romanticismo un po' stucchevole che oggi può sembrare fuori moda, ma che io trovo ancora meraviglioso.
Forse perché abbiamo imparato a proteggerci così tanto dai sentimenti che, qualche volta, finiamo per non viverli più.
Così mi sono fatto una playlist.
E oggi voglio condividerla con voi.
Ve la lascio qui:
youtube.com/playlist?list=PLe...
Magari, se vi va, mettetela in sottofondo mentre mi leggete.
È la stessa musica che mi sta accompagnando mentre vi scrivo e che, in questi giorni, è diventata quasi la colonna sonora delle mie sere.
Prima di cena prendevo il computer e salivo in terrazza.
Lontano da tutti.
Mi sedevo, cercavo un po' di silenzio e mi prendevo quel momento soltanto per me.
Poi aprivo il computer e mettevo play.
E per un po' lasciavo fuori tutto il resto.
Il rumore, le cose da fare, le persone, le preoccupazioni.
C'erano la terrazza, la musica e quelle immagini di un tempo che non ho mai vissuto.
E mi piaceva stare lì.
Senza dover fare niente.
Forse è questo che volevo condividere con voi stasera.
Non una riflessione.
Non un insegnamento.
Solo un piccolo pezzo di me.
Una di quelle cose che non racconterei in un video, ma che forse meritano di essere raccontate qui.
Se vi va, mettete la musica.
E per qualche minuto viaggiamo insieme.
Riccardo
2 weeks ago |[YT] | 7
View 0 replies
Life Coaching
L’AMORE DI UNA MADRE
So che l’amore non può essere riassunto in un’immagine.
So anche che ogni madre, così come ogni essere umano, ha le proprie contraddizioni e un modo di dimostrare ciò che prova che non è sempre lineare. A volte è complesso, a volte persino difficile da comprendere.
Eppure ci sono momenti che mi toccano il cuore e mi fanno pensare proprio a questo: l’amore di una madre — e naturalmente anche quello di un padre — non si ferma.
Ho due figli, un maschio e una femmina, di 9 anni. Questo significa che mi trovo spesso in mezzo a bambini, genitori e situazioni che, probabilmente, qualche anno fa avrei osservato molto meno.
Qualche giorno fa mi sono trovato davanti a una scena semplicissima.
Sotto il sole battente, un bambino stava parlando con un amico. Accanto a lui c’era sua madre, impegnata a conversare con altri genitori.
A un certo punto, senza interrompere la conversazione, si è avvicinata al figlio e gli ha messo la crema solare su un braccio.
Un gesto di pochi secondi.
Eppure mi sono fermato a guardarlo.
Pensavo a come, anche mentre parlava con altre persone, una parte della sua attenzione fosse comunque lì. Su quel bambino.
Come se una madre potesse continuare a fare quello che sta facendo e, contemporaneamente, avere un piccolo spazio della mente sempre occupato da una domanda:
“Di cosa potrebbe avere bisogno mio figlio?”
E questa cosa la noto anche nella mia compagna.
La borsa con cui esce non è semplicemente una borsa.
È preparata per ogni possibile evenienza: qualcosa che potrebbe servire a Santiago, qualcosa che potrebbe servire a Stella, qualcosa che magari non servirà mai, ma che è meglio avere.
E forse mi sorprende proprio questo modo di vivere l’amore per un figlio perché è diverso dal mio.
Io probabilmente penso più al momento in cui qualcosa accade.
Lei, invece, sembra vivere già qualche passo più avanti.
Forse la storia del multitasking non è poi così lontana dalla realtà. 🙂
O forse è semplicemente uno dei tanti modi in cui l’amore si manifesta.
Non sempre con grandi gesti.
A volte basta una mano che mette la crema solare su un braccio, mentre dall'altra parte continua una conversazione.
E in quel gesto apparentemente distratto c'è, forse, tutta l'attenzione del mondo.
3 weeks ago (edited) |[YT] | 29
View 2 replies
Load more