IL DUNGEON DI DOUGLAS - Storia, Cultura e Immaginario del Gioco di Ruolo
Un progetto di divulgazione culturale dedicato alla storia dei giochi di ruolo, dei boardgame fantasy e delle loro radici letterarie. Un viaggio tra mondi, autori e opere che hanno plasmato l’immaginario fantastico contemporaneo.
Nel canale troverete:
- Storia e genealogia dei GdR (D&D, BECMI, AD&D, Call of Cthulhu, Rolemaster)
- Ritratti di autori e pionieri (Gygax, Arneson, Livingstone, Petersen)
- Recensioni di moduli classici e testi fondamentali
- Legami con la letteratura fantastica (Tolkien, Howard, Lovecraft)
- Il fenomeno GdR in Italia: editoria e cultura ludica
Un punto d'incontro tra passione e ricerca, per chi vede nel gioco non solo intrattenimento, ma arte, linguaggio e memoria culturale.
📚 Un progetto di Fabio Bernieri (Douglas Mortimer)
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Il Dungeon di Douglas
Per la serie dalla mia collezione... oggi vi presento "Tre cuori e tre leoni" di Poul Anderson, nella seconda edizione italiana (ottobre 1979) pubblicata da Editrice Nord per la Fantacollana, volume n. 29, con traduzione di Roberta Rambelli e la celebre copertina di Frank Frazetta.
La prima edizione italiana del romanzo risale invece al 1971, quando fu pubblicato da La Tribuna nella collana «Galassia», sempre nella versione di Rambelli.
Originariamente uscito nel 1961 (a sua volta ampliamento di un racconto apparso nel 1953), "Three Hearts and Three Lions" è uno dei testi cardine del fantasy moderno. Il protagonista, Holger Carlsen, ingegnere danese arruolato nella Resistenza durante la Seconda guerra mondiale, viene ferito in uno scontro a fuoco e si risveglia in un universo parallelo dove le leggende della mitologia nordica, dell’epica carolingia e dell’immaginario arturiano sono reali.
In questo mondo, diviso tra le forze della Legge e quelle del Caos, Holger scopre di essere il cavaliere dall’insegna dei “tre cuori e tre leoni” e di essere legato, in una vita dimenticata, alla figura ambigua di Morgan le Fay.
La sua influenza sul gioco di ruolo è nota e ampiamente documentata: "Tre cuori e tre leoni" è una delle principali fonti letterarie di Dungeons & Dragons, in particolare per il sistema originario degli allineamenti (Legge vs Caos),.
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1 month ago | [YT] | 184
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Il Dungeon di Douglas
1 month ago | [YT] | 113
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Il Dungeon di Douglas
Per la serie dalla mia collezione... oggi vi presento "Star Wars - The Roleplaying Game", il gioco di ruolo pubblicato dalla West End Games nel 1987 e scritto da Greg Costikyan: il primo GdR ufficiale ambientato nella “galassia lontana lontana”.
Si tratta di un manuale in copertina rigida, in formato grande, che codifica per la prima volta l’universo di Guerre Stellari in termini di regole, archetipi di personaggio e struttura di campagna.
Il sistema di gioco utilizza il celebre D6 System, evoluzione di quello già sperimentato da West End Games con il GdR di Ghostbusters: una manciata di dadi a sei facce, attributi e abilità espressi in “pool” di dadi, tiri rapidi e risoluzioni cinematiche pensate per imitare il ritmo dei film.
Oltre alle regole, il manuale e i suoi numerosi supplementi hanno avuto un ruolo decisivo nella costruzione del cosiddetto Expanded Universe: molte specie aliene, nomi di pianeti, dettagli di navi e organizzazioni compaiono per la prima volta proprio nei libri della WEG. Lucasfilm arrivò persino a fornire a Timothy Zahn una cassetta di questi volumi da usare come base per la Trilogia di Thrawn, riconoscendo di fatto l’autorevolezza del lavoro svolto dal team di gioco.
Sul piano del game design, Star Wars – The Roleplaying Game è considerato un classico: nel 1987 vinse l’Origins Award per le migliori regole di gioco di ruolo e il Gamers’ Choice Award come miglior GdR di fantascienza, e nel 2018 è stato riproposto in una sontuosa edizione celebrativa per il 30° anniversario.
Una nota per la storia del GdR in Italia: la seconda edizione del gioco, pubblicata nel 1992, verrà poi tradotta e distribuita nel nostro Paese da Stratelibri nel 1993 con il titolo "Guerre stellari – Il gioco di ruolo", diventando per molti giocatori italiani la porta d’accesso ufficiale al lato ruolistico della saga.
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1 month ago | [YT] | 142
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Il Dungeon di Douglas
Per la serie dalla mia collezione... oggi vi presento "Tolkien. Il creatore della Terra di Mezzo" di Catherine McIlwaine, nell’edizione italiana Mondadori (collana Oscar Draghi, 2020), tradotta da Stefano Giorgianni e pubblicata in grande formato a colori.
Si tratta della versione italiana del catalogo ufficiale della mostra Tolkien: Maker of Middle-earth allestita alla Bodleian Library di Oxford, che ha riunito materiali provenienti dagli archivi della biblioteca, dalla Marquette University e da collezioni private della famiglia Tolkien.
Il volume raccoglie lettere, appunti, manoscritti, bozze dattiloscritte, fotografie, mappe, acquerelli e illustrazioni in gran parte inediti o difficilmente accessibili, mostrando Tolkien non solo come scrittore e filologo, ma anche come raffinato artista e creatore di immagini.
Curatrice dell’Archivio Tolkien alla Bodleian, McIlwaine accompagna ogni documento con note puntuali sul contesto, la datazione e la funzione nel lavoro dell’autore, facendo di questo libro non un semplice art book, ma uno strumento quasi “critico” per comprendere come testi, lingue inventate e immagini si siano sviluppati in parallelo nel corso di decenni. Non a caso l’opera, nella sua edizione originale, è stata accolta come una delle sintesi più autorevoli sull’immaginario visivo e materiale di Tolkien.
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1 month ago | [YT] | 168
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Per la serie dalla mia collezione... oggi vi presento "Blackmoor Foundations. History, Maps, and Lore: 1971 to 1985", curato da Griffith M. Morgan III e pubblicato da The Fellowship of the Thing. nel 2024.
Il libro è, a oggi, la più ampia raccolta di “ephemera” dei primi anni di Blackmoor: mappe, schizzi cartografici, appunti di arbitraggio, cronache di campagna, bollettini come la Blackmoor Gazette and Rumor Monger e i celebri “sagas” provenienti dalla collezione Fletcher, che mostrano come il mondo di gioco sia cresciuto da poche note e una mappa rudimentale fino a diventare un ambiente complesso, condiviso da più arbitri e popolato da centinaia di personaggi giocanti.
Ogni nucleo di documenti è accompagnato da un commento dettagliato di Morgan che ne chiarisce il contesto storico, le implicazioni di design e la stratificazione del lore.
Attraverso questi materiali emerge con evidenza come la sua campagna, avviata nel 1971, abbia inaugurato un “nuovo modo di giocare” e costituito la prima vera fantasy campaign prima ancora dell’uscita di Dungeons & Dragons.
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1 month ago | [YT] | 89
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Per la serie dalla mia collezione... ecco la prima edizione italiana di "Ars Magica – il gioco di narrazione", traduzione della terza edizione statunitense, pubblicata nei primi anni Novanta dalla Das Production in collaborazione con lo storico negozio-distributore I Giochi dei Grandi.
GiĂ dalla dicitura in copertina si coglie la sua vocazione: non il "solito" gioco di ruolo fantasy ma qualcosa che mette al centro la storia raccontata al tavolo, anticipando molte tendenze narrative che diventeranno dominanti solo anni dopo.
Ambientato nell'Europa Mitica del 1220, Ars Magica immagina un Medioevo in cui il paradigma del tempo è letteralmente vero: fate, santi, demoni e prodigi coesistono con il quotidiano degli uomini.
I giocatori non seguono soltanto le vicende di un singolo “eroe”, ma partecipano a una vera compagnia di maghi: magi, compagni e umili grog che orbitano attorno alla congrega, vero fulcro della campagna. Il sistema magico, fondato sulla combinazione di Tecniche e Forme è pensato per rendere la magia una sorta di “scienza esatta” del soprannaturale.
Dal punto di vista storico dell’hobby, questo volume rappresenta un passaggio cruciale: nato alla fine degli anni Ottanta dalla collaborazione fra Jonathan Tweet e Mark Rein-Hagen, Ars Magica ha contribuito a spostare l’attenzione del gioco verso l’interpretazione, la continuità narrativa e il gioco “a troupe”, influenzando in modo diretto la successiva stagione del World of Darkness e di Vampiri: la Masquerade.
La stessa edizione italiana, curata con attenzione filologica al punto da correggere persino alcuni svarioni di latino presenti nell’originale, è oggi un tassello importante della storia del GdR nel nostro Paese.
#ArsMagica #GiocoDiRuolo #GiocoDiNarrazione #EuropaMitica #GiochiDaCollezione
1 month ago | [YT] | 162
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Il Dungeon di Douglas
Per la serie dalla mia collezione... oggi vi presento "Giocare a dadi col drago. Introduzione ai giochi di ruolo" di Ian Livingstone, nella sua storica edizione italiana Longanesi del 1986, con traduzione di Licia Guadalupi e prefazione di Giampaolo Dossena, pubblicata nella collana “La vostra via. Grandi guide / Manuali Longanesi”.
Il volume è l’edizione italiana di "Dicing with Dragons" (1982), uno dei primi saggi sistematici dedicati a spiegare che cosa siano i giochi di ruolo e come funzionino. Livingstone introduce il lettore nel “nuovo hobby” descrivendone la struttura di base (giocatori, personaggi, master, dadi, campagne), presenta in dettaglio i principali sistemi dell’epoca (da Dungeons & Dragons a RuneQuest, Traveller, Tunnels & Trolls) e offre una rassegna di decine di altri titoli, dagli western ai giochi di spionaggio, dall’horror alla fantascienza.
Accanto alla parte più descrittiva, il libro contiene un’avventura in solitario pensata come dimostrazione pratica, oltre a capitoli dedicati agli accessori, alla pittura delle miniature, al ruolo del master, ai primi giochi al computer e alle forme embrionali di gioco dal vivo che preludono ai futuri LARP.
Nell’edizione italiana questo materiale viene incorniciato da uno sguardo introduttivo di Dossena e si configura, non a torto, come il primo vero saggio in italiano sui giochi di ruolo, un testo che ha contribuito a presentare e legittimare il fenomeno presso il pubblico generalista proprio negli anni in cui il GdR muoveva i suoi primi passi anche nel nostro Paese.
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1 month ago | [YT] | 179
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Il Dungeon di Douglas
Per la serie dalla mia collezione... oggi vi presento "La canzone di Shannara" di Terry Brooks, nella storica edizione italiana Oscar Mondadori per la collana "Oscar Fantasy" (traduzione di Silvia Stefani), che porta in tascabile il terzo volume della trilogia originale di Shannara, The Wishsong of Shannara (1985).
Il romanzo chiude l’arco inaugurato da "La spada di Shannara" e "Le pietre magiche di Shannara": al centro troviamo Brin e Jair Ohmsford, figli di Wil ed Eretria, eredi di una magia elfica che qui assume la forma della “canzone”: un potere vocale ambiguo, capace di creare illusioni o alterare la realtà stessa. Chiamati dal druido Allanon a distruggere l’Ildatch (il libro demoniaco che alimenta eserciti di mostri e magia corrotta) i due fratelli diventano il fulcro di una riflessione sul peso dell’eredità , sul rapporto tra libertà e destino e sui rischi di una magia che seduce almeno quanto salva.
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1 month ago | [YT] | 232
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Il Dungeon di Douglas
Per la serie dalla mia collezione... oggi vi presento "Uno Sguardo nel Buio" nella sua edizione italiana E.L. in volume unico, ristampa in formato libro dell’Introduzione all’avventura fantastica originariamente pubblicata in scatola nel 1986 dalle Edizioni EL.
Nato come traduzione del tedesco Das Schwarze Auge (Schmidt Spiele, 1984), ideato da Werner Fuchs e Ulrich Kiesow, Uno Sguardo nel Buio è stato il gioco di ruolo europeo di maggior successo, riuscendo persino a superare Dungeons & Dragons nel mercato di lingua tedesca.
In Italia, grazie alla scelta di proporlo come “introduzione all’avventura fantastica” e al collegamento con le collane di librogame E.Elle, è diventato per un’intera generazione il sistema iniziatico al gioco di ruolo.
Dal punto di vista delle regole, il manuale base propone un sistema a classi e livelli molto semplice, con poche caratteristiche fondamentali (coraggio, forza, fascino, abilitĂ , intelligenza).
Il mondo di gioco (la cosiddetta Atlantide, adattamento italiano del continente di Aventurien sul pianeta Dere/Ethra) intreccia suggestioni europee, nordiche e mediorientali.
Questa edizione in solo libro conserva i contenuti del set base e rappresenta bene la vocazione “pedagogica” del titolo: un ponte fra il linguaggio accessibile dei librogame e la struttura più ampia del gioco di ruolo da tavolo, che ha accompagnato i primi passi di moltissimi giocatori italiani fra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta.
A questo link il video completo sulla mia esperienza con "Uno sguardo nel buio": https://youtu.be/rthjerlasFo
#DallaMiaCollezione #UnoSguardoNelBuio #DasSchwarzeAuge #GiochiDiRuolo #GdRAnni80 #EdizioniEL
1 month ago | [YT] | 120
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Il Dungeon di Douglas
Per la serie dalla mia collezione... oggi vi mostro "I mondi di J.R.R. Tolkien. I luoghi che hanno ispirato la Terra di Mezzo" di John Garth, nell’edizione italiana Mondadori, collana «Oscar Draghi», tradotta da Stefano Giorgianni (208 pagine, 2021).
Il volume è un ampio saggio illustrato che ricostruisce, con metodo quasi filologico, la geografia reale che sta alle spalle della Terra di Mezzo: dall’Inghilterra trasfigurata nella Contea, alle vallate alpine che prefigurano Gran Burrone, fino ai paesaggi segnati dalla Grande Guerra che riecheggiano nelle lande desolate di Mordor.
Il percorso è organizzato per grandi temi : la Contea, i quattro punti cardinali, le coste e i mari, le montagne, i fiumi e i laghi, i boschi, i luoghi di guerra e di industria, mettendo in relazione luoghi concreti, biografia dell’autore e pagine del Legendarium.
Accanto al testo, il libro offre una ricca iconografia: fotografie a colori dei paesaggi odierni, mappe, immagini d’archivio e numerosi disegni di Tolkien stesso, a testimonianza di quanto il suo immaginario nasca da un dialogo continuo fra esperienza vissuta, erudizione accademica e invenzione fantastica.
L’autore, John Garth (già noto per Tolkien and the Great War, premiato con il Mythopoeic Award) è oggi considerato uno dei maggiori studiosi tolkieniani, e in queste pagine combina rigore storico, critica letteraria e gusto per il dettaglio geografico.
#DallaMiaCollezione #JRRTolkien #TerraDiMezzo #JohnGarth #TolkienStudies #LetteraturaFantasy
1 month ago | [YT] | 192
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