Permanecer em Deus

"Permanecei em Mim, e eu permanecerei em vós. Como o ramo não pode dar fruto por si mesmo, se não permanecer na videira, assim também vós não podeis dar fruto se não permanecerdes em mim" (Jo 15, 4).
Nesse canal , abordaremos vida dos santos, Liturgia, meditaçoes bibicas, curiosidades relacionadas a fé entre outros.


Permanecer em Deus

Meditazione per la XXIV Domenica del Tempo Ordinario
(Siracide 27,30–28,7 /Salmo 102 (103) / Romani 14,7-9 / Matteo 18,21-35)


La misericordia e il perdono dovrebbero essere al centro della vita cristiana. Eppure, come ci ricorda sapientemente la Prima Lettura di oggi, spesso custodiamo il nostro rancore, alimentiamo la nostra ira e rifiutiamo di usare misericordia verso coloro che ci hanno fatto del male. Anche Gesù, nel Vangelo di oggi, ci mette di fronte a una situazione estremamente concreta attraverso il racconto del servo malvagio che si rifiuta di condonare il debito a un suo compagno, nonostante il suo stesso debito sia stato appena cancellato dal padrone.

Non può essere così nel Regno di Dio, nella Chiesa. Nell’Antico Testamento, il numero sette è frequentemente associato alla misericordia e al perdono dei peccati. Il giusto pecca sette volte al giorno; e per l’espiazione dei peccati si compie una aspersione del sangue per sette volte (cfr. Proverbi 24,16; Levitico 16). Ma oggi Gesù dice a Pietro che non dobbiamo perdonare sette volte, bensì settanta volte sette. Vale a dire: sempre.

Siamo chiamati a essere misericordiosi come è misericordioso il Padre nostro che è nei cieli (cfr. Luca 6,36; Matteo 5,48). Ma perché? Perché Gesù ci avverte ripetutamente che non possiamo aspettarci il perdono delle nostre colpe se non siamo disposti a perdonare le colpe che gli altri hanno commesso contro di noi.

Perché, come ci ricorda san Paolo nella Lettera di oggi, noi apparteniamo al Signore.
Ciascuno di noi è stato riscattato dal sangue di Cristo, versato per noi sulla Croce (cfr. Apocalisse 5,9). Come cantiamo nel Salmo di oggi, benché per i nostri peccati meritassimo la morte, il Signore non ci tratta secondo le nostre colpe e non ci ripaga secondo i nostri peccati. La misericordia e il perdono che offriamo agli altri dovrebbero essere l’espressione sincera e riconoscente della misericordia e del perdono che noi stessi abbiamo ricevuto da Dio.

Per questo dovremmo ricordarci della nostra fine, mettere da parte le nostre inimicizie e smettere di giudicare gli altri. Sappiamo che un giorno compariremo davanti al tribunale di Dio e dovremo rendere conto di ciò che abbiamo fatto della vita nuova che Cristo ci ha donato (cfr. Romani 14,10.12).

Perciò perdoniamoci gli uni gli altri con tutto il cuore, impariamo a sopportare e a non tenere conto delle reciproche mancanze, e attendiamo con fiducia la corona della sua bontà e della sua misericordia.

11 hours ago | [YT] | 3

Permanecer em Deus

Meditazione per la XXII Domenica del Tempo Ordinario
(Ger 20,7-9 / Sal 62 (63) / Rm 12,1-2 / Mt 16,21-27)

La Prima Lettura di oggi ci presenta il profeta Geremia in un momento di debolezza. Il suo intimo lamento contiene alcune delle espressioni di dubbio più forti che si possano trovare nella Bibbia. Seguendo la chiamata di Dio, egli si sente abbandonato. Predicare la Sua Parola gli ha procurato soltanto derisione e disprezzo.

Ma Dio non inganna, e Geremia lo sa. Dio mette alla prova il giusto (cfr. Geremia 20,11-12) ed educa i suoi figli attraverso le sofferenze e le prove (cfr. Ebrei 12,5-7).

Ciò che Geremia impara è quanto Gesù afferma esplicitamente nel Vangelo di oggi. Seguirlo significa prendere la propria croce, rinnegare se stessi — le proprie priorità, preferenze e comodità. Significa essere disposti a rinunciare a tutto, persino alla propria vita, per amore del suo Vangelo. Come afferma Paolo nell'Epistola di oggi, dobbiamo unirci alla Passione di Cristo e offrire i nostri corpi — tutto ciò che siamo — come sacrificio vivente a Dio.

Con la sua Croce, Gesù ci ha mostrato ciò che i sacrifici di animali offerti da Israele erano destinati a insegnare: tutto ciò che possediamo appartiene a Dio e tutto gli è dovuto.

La bontà di Dio vale più della vita stessa, come cantiamo nel Salmo di oggi. L'unico rendimento di grazie che possiamo offrirgli è il nostro culto spirituale, donando la nostra vita al servizio della sua volontà (cfr. Ebrei 10,3-11; Salmo 49 [50],14.23).

Nel Vangelo di oggi, Pietro non ha ancora compreso tutto questo. Come accade a Geremia, anche per Pietro la croce è motivo di scandalo e di inciampo (cfr. 1 Corinzi 1,23). Ed è questa anche la nostra tentazione naturale: rifiutarci di credere che le nostre sofferenze possano avere un posto necessario nel disegno di Dio.

È così che ragionano gli uomini, ci dice oggi Gesù. Ma noi siamo chiamati al rinnovamento della nostra mente: a pensare come pensa Dio e a volere ciò che Egli vuole.

Nella celebrazione dell'Eucaristia, ancora una volta, offriamo noi stessi come un sacrificio di lode, perfetto e gradito a Dio (cfr. Ebrei 13,15). Lo benediciamo vivendo, certi che ritroveremo la nostra vita proprio quando saremo disposti a perderla, e che la nostra anima sarà saziata dalle ricchezze del suo banchetto.

1 week ago | [YT] | 73

Permanecer em Deus

Meditazione per la XXI Domenica del Tempo Ordinario
(Is 22,19-23 / Sal 137 (138) / Rm 11,33-36 / Mt 16,13-20)

«O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio!» esclama Paolo nell’Epistola di oggi. Anche il Salmo odierno riprende questo tono trionfante di gioia e di rendimento di grazie. Perché? Perché nel Vangelo il Padre celeste rivela a Pietro il mistero del suo Regno.

Insieme a Pietro, anche noi gioiamo nel riconoscere che Gesù è il Figlio unto, promesso a Davide, colui del quale era stato profetizzato che avrebbe edificato il tempio di Dio e avrebbe regnato su un Regno eterno (cfr. 2 Samuele 7).

Quella che Gesù chiama «la mia Chiesa» è il Regno promesso al Figlio di Davide (cfr. Isaia 9,1-7). Come ascoltiamo nella Prima Lettura di oggi, Isaia aveva profetizzato che le chiavi del regno di Davide sarebbero state consegnate a un nuovo amministratore, il quale avrebbe governato come un padre per il popolo di Dio.

Gesù, radice e discendenza di Davide, è l’unico a possedere le chiavi del Regno (cfr. Apocalisse 1,18; 3,7; 22,16). Consegnando queste chiavi a Pietro, Gesù compie quella profezia, stabilendo Pietro — e tutti coloro che gli sarebbero succeduti — come santo padre della sua Chiesa.

Anche la sua Chiesa è la nuova casa di Dio, il tempio spirituale fondato sulla «roccia» di Pietro e costruito con le pietre vive costituite dai singoli credenti (cfr. 1 Pietro 2,5).

Abramo era stato chiamato «la roccia» dalla quale erano stati estratti i figli d’Israele (cfr. Isaia 51,1-2). E Pietro diventa la roccia dalla quale Dio suscita nuovi figli di Dio (cfr. Matteo 3,9).

La parola usata da Gesù — «Chiesa» (ekklesia, in greco) — veniva impiegata nella traduzione greca dell’Antico Testamento per indicare l’«assemblea» dei figli di Dio dopo l’Esodo (cfr. Deuteronomio 18,16; 31,30).

La sua Chiesa è l’«assemblea dei primogeniti» (cfr. Ebrei 12,23; Esodo 4,23-24), fondata attraverso l’esodo di Gesù (cfr. Luca 9,31). Come gli Israeliti, anche noi veniamo battezzati nell’acqua, guidati dalla Roccia e nutriti di un cibo spirituale (cfr. 1 Corinzi 10,1-5).

Riuniti attorno al suo altare, alla presenza degli angeli, cantiamo la sua lode e rendiamo grazie al suo santo nome.

2 weeks ago | [YT] | 91

Permanecer em Deus

PAURA CRESCENTE
(Meditazione per la XIX Domenica del Tempo Ordinario)
1 Re 19,9. 11–13 / Salmo 85, 9-14 / Romani 9, 1-5 / Matteo 14, 22-33

Come possiamo trovare Dio nelle tempeste e nelle difficoltà della nostra vita, nelle prove che incontriamo nel tentativo di fare la Sua volontà?

Nella Prima Lettura di questa domenica, Dio comanda a Elia di rimanere sul monte e di attendere il suo passaggio. E nel Vangelo, Gesù fa sì che i discepoli attraversino le acque per andargli incontro.

In ogni caso, il Signore si rende presente in mezzo a un tumulto spaventoso: venti impetuosi e onde alte, fuoco e terremoti.

Elia si copre il volto. Forse ricorda Mosè, che incontrò Dio sulla stessa montagna, anch'egli tra fuoco, tuoni e fumo (cfr. Deuteronomio 4,10-15; Esodo 19,17-19). Dio disse a Mosè che nessuno avrebbe potuto vedere il Suo volto e rimanere in vita, e lo protesse nella cavità di una roccia, come protegge Elia in una grotta (cfr. Esodo 33,18-23).

Anche i discepoli sono troppo terrorizzati per guardare il volto di Dio. Il Vangelo di oggi è una rivelazione dell'identità divina di Gesù. Solo Dio cammina sulle creste del mare (cfr. Giobbe 9,8) e domina le acque impetuose (cfr. Salmo 89,9-10). E le parole di rassicurazione che Gesù pronuncia — "Sono io" — sono quelle che Dio usò per rivelarsi a Mosè (cfr. Esodo 3,14; Isaia 43,10).

Anche Pietro è troppo sopraffatto dalla paura per imitare il suo Signore. Le sue paure, gli dice Gesù, sono segno della sua mancanza di fede. E così accade spesso anche a noi. Le nostre paure ci fanno dubitare, ci rendono difficile vedere la Sua gloria che dimora in mezzo a noi.

Eppure, come cantiamo nel Salmo 85, dobbiamo sapere che la Sua salvezza è vicina a coloro che sperano in Lui. Per fede dobbiamo sapere, come afferma Paolo nella lettera ai Romani, che siamo eredi delle promesse fatte ai Suoi figli, Israele.

Dobbiamo confidare che Egli ci sussurri nelle prove della nostra vita, che Colui che ci ha chiamati a seguire le Sue orme, ci salvi ogni volta che cominciamo ad affondare.

1 month ago | [YT] | 5

Permanecer em Deus

Cari amici in Cristo,
oggi celebriamo la vittoria di Cristo sulla morte, una vittoria che apre la strada alla nostra futura risurrezione. E così proclamiamo con audacia le parole del Salmo 118,17: «Non morirò, ma vivrò»!
Ora, insieme a San Paolo, attendiamo quel momento gioioso in cui anche noi “appariremo con lui nella gloria” (Colossesi 3,4). Quindi, rallegriamoci! Perché Cristo è risorto dai morti, sconfiggendo la morte con la morte.
Possa la gioia del Signore risorto riempire i vostri cuori in questa Pasqua.
Cristo è veramente risorto!

5 months ago | [YT] | 109

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✝️VIA CRUCIS BREVE - Tradizionale - https://www.youtube.com/watch?v=RmWPZ...

6 months ago | [YT] | 92

Permanecer em Deus

Nessuna pietra vola, solo lo sguardo di Cristo resta.
La donna si rialza, e con lei rinasce ogni cuore ferito.
Ascolta questa catechesi di Don Luigi Epicoco - https://youtu.be/TF0Xcfoe7AQ

9 months ago | [YT] | 85

Permanecer em Deus

🌹 Ottobre è il mese del Rosario 🌹

La Chiesa ci invita a stringere la corona del Rosario tra le mani e il Vangelo nel cuore.
Ogni Ave Maria è un passo fatto accanto a Maria dentro i misteri della vita di Cristo.

Il Santo Rosario con Padre Pio - Misteri Dolorosi (Martedì e Venerdì) - https://youtu.be/nq73PDtmCCQ -

11 months ago | [YT] | 247

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Quando la croce diventa vita nuova - don Fabio Rosini [Festa dell'Esaltazione della Santa Croce] - https://youtu.be/J7Jd354d-so

11 months ago (edited) | [YT] | 189

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I ‘no’ della vita sono il tuo confine, non il tuo limite - Don Fabio Rosini [XXI Domenica T.O.] - https://youtu.be/nRcRzCZtcwc

1 year ago | [YT] | 110