Economicamente (rino.coach)

Ciao, sono Rino. Creo video per aiutarti a raggiugere prima la serenità finanziaria e dopo la libertà finanziaria. Perché penso che ognuno di noi possa scegliere quando ritirarsi dal mondo del lavoro senza aspettare la veneranda età di 70 anni per andare in pensione. Con questo non voglio dire che dobbiamo smettere di lavorare a 40 o piuttosto a 50 anni e non voler far nulla, anzi al contrario. Penso che quando qualcuno smetta di lavorare per soldi, inizi a fare qualcosa di produttivo per gli altri ed il guadagnare denaro sarà solamente una naturale conseguenza.
Buon viaggio verso la tua serenità finanziaria o devo dire buon viaggio verso la tua migliore versione di te!

Per richieste commerciali e collaborazioni potete scrivermi a 📩 rino@ik.me

QUESTO CANALE È A SCOPO STRETTAMENTE INFORMATIVO E NON OFFRE CONSULENZA FINANZIARIA DI ALCUN TIPO, IN QUANTO L'AUTORE NON È UN CONSULENTE FINANZIARIO. I VIDEO DEL CANALE YOUTUBE SONO OPINIONI PERSONALI DELL’AUTORE.


Economicamente (rino.coach)

A 23 anni lavoravo tutto il giorno e studiavo di sera.
A 48 faccio la stessa cosa. Lavoro in ufficio, studio psicologia all'università e scrivo ogni settimana su Substack.

Qualcuno mi chiede: "Ma chi te lo fa fare?"

La risposta è semplice. Nessuno mi aspetta a domicilio con la carriera che voglio. Devo andarmela a prendere da solo.

I video sono in pausa perché la coperta è corta e ho scelto da che lato tirarla. Ma su Substack scrivo ogni giorno, note brevi su mente, lavoro e soldi.
Se stai aspettando che qualcuno si occupi della tua crescita professionale, smetti di aspettare. Link: economicamente.substack.com/

Inizia adesso, con quello che hai, anche se sembra poco.
Un carissimo saluto
Rino

2 weeks ago | [YT] | 11

Economicamente (rino.coach)

Nessuno ti ha detto che puoi fare più di una cosa nella vita.

C'è una convinzione che molti si portano dietro fin da quando erano giovani e che nessuno ha mai messo in discussione seriamente.

Quella per cui nella vita si sceglie una cosa, si diventa bravi in quella cosa, e si fa quella cosa per il resto della carriera. Come se l'identità professionale fosse un vestito che indossi una volta sola e non puoi più cambiare, pena la confusione generale di chi ti sta intorno.

Il problema è che le persone cambiano. Le passioni cambiano. Il mercato del lavoro cambia. E chi ha deciso a vent'anni cosa avrebbe fatto per sempre spesso si ritrova a quarantacinque con la sensazione di aver vissuto la carriera di qualcun altro.

La verità è che puoi fare più di una cosa nella vita. Puoi cambiare direzione a metà strada. Puoi costruire una seconda competenza senza buttare via la prima. Puoi essere il ragioniere che diventa coach, il farmacista che diventa scrittore, l'impiegato che costruisce qualcosa di suo nel tempo che gli rimane dopo il lavoro.

Non si chiama incoerenza. Si chiama evoluzione.

Le persone che ti guardano storto quando cambi direzione sono spesso quelle che non hanno mai avuto il coraggio di farlo loro. E la loro opinione, per quanto rumorosa possa esserlo, non vale più di quello che senti tu quando ci pensi da solo in silenzio.

E tu, c'è una direzione che vorresti prendere ma che non hai ancora preso perché ti sembra troppo tardi o troppo diversa da quello che hai fatto finora? Scrivimelo nei commenti, ti risponderò con una domanda che faccio nelle mie sessioni di coaching.

1 month ago | [YT] | 4

Economicamente (rino.coach)

Smetti di fare quello che sai fare. Inizia a fare quello che potresti imparare.

C'è una trappola molto diffusa nel mondo del lavoro e si chiama competenza confortante.

Funziona così: nel corso degli anni diventi bravo in qualcosa, quella cosa ti riesce bene, gli altri te la riconoscono, e allora continui a farla… sempre quella e sempre allo stesso modo. Perché funziona, perché è sicura, perché sai già come va a finire e come funziona.

Il problema è che rimanere sempre dentro quello che già sai fare ti mette al riparo dagli errori, ma ti mette anche al riparo dalla crescita. E nel lungo periodo, una persona che smette di imparare smette anche di crescere, sia professionalmente che economicamente.

Le competenze che hai adesso valgono oggi. Tra cinque anni, in un mercato del lavoro che cambia a una velocità che nessuno aveva previsto, alcune di quelle competenze potrebbero valere molto meno o non valere più nulla. Perché si tratta di attività che stanno lentamente sparendo.

Non ti sto dicendo di buttare via quello che hai costruito in tutti questi anni. Ti sto dicendo di aggiungerci qualcosa di nuovo, anche piccolo, ma nuovo. Una cosa che non sai ancora fare e che vorresti imparare. Una competenza che ti apre una porta che adesso è chiusa.

Io lo sto facendo studiando psicologia a 47 anni, mentre la gente mi ha visto prima come quello che faceva i cartoni, poi come ragioniere, poi come impiegato di una azienda farmaceutica. Ma a distanza di anni, ora so dove voglio andare, e so che ogni cosa che imparo mi avvicina un passo in più verso quella direzione.

E tu, c'è qualcosa che vorresti imparare ma continui a rimandare perché non sai da dove iniziare? Scrivimelo nei commenti, ti risponderò con una domanda che faccio nelle mie sessioni di coaching.

1 month ago | [YT] | 12

Economicamente (rino.coach)

Stai cercando quello che ti manca. E intanto non vedi quello che hai già.

C'è un meccanismo che il cervello umano fa in modo automatico e che nessuno ti insegna a riconoscere.

Si chiama bias di negatività, e funziona così: il cervello registra e ricorda i problemi, le mancanze e le cose che non vanno con un’intensità molto maggiore rispetto a quelle che vanno bene. Non perché tu sia pessimista, ma perché il cervello è stato progettato per individuare i pericoli, non per godere dei momenti belli… purtroppo!

Il risultato è che passi la giornata con la testa puntata su quello che non hai ancora, su quello che è andato storto, su quello che manca per sentirti finalmente a posto. E tutto quello che funziona, tutto quello che hai già costruito, tutto quello che hai già superato, rimane sullo sfondo, invisibile, dato per scontato.

Non si tratta di diventare positivi a tutti i costi, di quelli che sorridono sempre e dicono che va tutto bene anche quando non è vero, che fanno venire voglia di scappare dalla stanza.

Si tratta di allenare lo sguardo a vedere anche quello che c'è e non solo quello che manca.

Non è semplice gratitudine, ma di avere maggiore cura a quelle cose che magari diamo per scontato. E le cose che diamo per scontato sono le più importanti. Cerca di capire cosa è andato bene e lascia stare ciò che è andato male. Qualcosa che oggi è andato bene, anche piccola, anche banale. Una conversazione che ti ha fatto sentire capito, un problema che hai risolto, un momento in cui ti sei sentito te stesso.

Il cervello impara a cercare quello che gli chiedi di cercare. Se gli chiedi i problemi, trova problemi. Se gli chiedi le cose buone, inizia a trovarle anche nei giorni difficili.

E tu, riesci a ricordare una cosa che oggi è andata bene, anche piccola? Scrivimelo nei commenti, ti risponderò con una domanda che faccio nelle mie sessioni di coaching.

1 month ago | [YT] | 13

Economicamente (rino.coach)

Non è il lavoro che ti stanca, ma è il fare un lavoro che non ti appartiene.

Ci sono persone che lavorano dodici ore al giorno e arrivano la sera con la voglia ancora di lavorare.

E poi ci sono persone che lavorano otto ore, fanno le pause (come la pausa pranzo), escono in orario, e arrivano la sera svuotate come se avessero scalato una montagna.

La differenza non è la quantità di lavoro, ma è il significato che quel lavoro ha per loro.

Quando fai qualcosa che senti tuo, che rispecchia i tuoi valori, che ti fa sentire utile in un modo che ha senso per te, la stanchezza è diversa. È una stanchezza sana che ti fa stare tranquillo, non quella pesante che a prima mattina ti fa svegliare già stanco.

Quando invece vai a lavorare solo perché bisogna andare, il corpo lo sa e lo sa prima della testa. Infatti, inizia a mandare segnali come quello della domenica sera. In quel momento inizi a pensare al lunedì mattina e arrivato al lunedì mattina hai la voglia costante di arrivare al venerdì sera come se fosse un traguardo da raggiungere ogni settimana.

Non devi per forza cambiare tutto adesso. Ma potresti iniziare a chiederti: c'è almeno una parte di quello che faccio ogni giorno che sento mia? E se non c'è, cosa potrei fare per trovarla o magari costruirla?

E tu, alla fine della giornata ti senti stanco in modo sano oppure stanco in modo vuoto? Scrivimelo nei commenti, ti risponderò con una domanda che faccio nelle mie sessioni di coaching.

1 month ago | [YT] | 11

Economicamente (rino.coach)

Le domande che ti fai determinano la vita che costruisci.

C'è una cosa che facciamo tutti automaticamente, centinaia di volte al giorno, senza accorgercene.

Ci facciamo delle domande.

Il problema è che la maggior parte delle domande che ci facciamo sono domande sbagliate. "Perché non riesco mai a cambiare?" "Perché capitano tutte a me?" "Perché gli altri ce la fanno e io no?"

Il cervello è una macchina che risponde alle domande che gli fai. Se gli chiedi perché non riesci, trova tutte le prove che confermano che non riesci. Se gli chiedi perché sei sempre sfortunato, trova tutte le prove della tua sfortuna.

Non perché sia il cervello sia stupido. Perché è molto bravo a fare quello che gli chiedi.

Prova a cambiare la domanda. Non "perché non riesco?" ma "cosa posso fare diversamente questa volta?" Non "perché sono sempre senza soldi?" ma "dove posso trovare un margine che non ho ancora considerato?"

Stessa situazione, domande diverse e quindi direzione completamente diversa.

Le domande di qualità producono risposte di qualità. È uno dei principi fondamentali del coaching, ed è anche una delle cose più semplici e più rivoluzionarie che puoi iniziare a fare da oggi, senza spendere un euro e senza aspettare il momento giusto.

E tu, qual è la domanda che ti fai più spesso su te stesso e che forse ti sta portando nella direzione sbagliata? Scrivimelo nei commenti, ti risponderò con una domanda che faccio nelle mie sessioni di coaching.

1 month ago | [YT] | 6

Economicamente (rino.coach)

Le domande che ti fai determinano la vita che costruisci.

C'è una cosa che facciamo tutti automaticamente, centinaia di volte al giorno, senza accorgercene.

Ci facciamo delle domande.

Il problema è che la maggior parte delle domande che ci facciamo sono domande sbagliate. "Perché non riesco mai a cambiare?" "Perché capitano tutte a me?" "Perché gli altri ce la fanno e io no?"

Il cervello è una macchina che risponde alle domande che gli fai. Se gli chiedi perché non riesci, trova tutte le prove che confermano che non riesci. Se gli chiedi perché sei sempre sfortunato, trova tutte le prove della tua sfortuna.

Non perché sia il cervello sia stupido. Perché è molto bravo a fare quello che gli chiedi.

Prova a cambiare la domanda. Non "perché non riesco?" ma "cosa posso fare diversamente questa volta?" Non "perché sono sempre senza soldi?" ma "dove posso trovare un margine che non ho ancora considerato?"

Stessa situazione, domande diverse e quindi direzione completamente diversa.

Le domande di qualità producono risposte di qualità. È uno dei principi fondamentali del coaching, ed è anche una delle cose più semplici e più rivoluzionarie che puoi iniziare a fare da oggi, senza spendere un euro e senza aspettare il momento giusto.

E tu, qual è la domanda che ti fai più spesso su te stesso e che forse ti sta portando nella direzione sbagliata? Scrivimelo nei commenti, ti risponderò con una domanda che faccio nelle mie sessioni di coaching.

1 month ago | [YT] | 2

Economicamente (rino.coach)

Il fondo di emergenza non è una scelta da ricchi. È una scelta da persone consapevoli.

C'è una domanda che faccio spesso ai miei coachee quando parliamo di soldi.

"Se domani mattina perdessi il lavoro, per quanti mesi riesci a coprire le spese necessarie?"

La risposta più comune che ricevo è un silenzio imbarazzato, seguito da "dipende" che nella maggior parte dei casi significa "un paio di mesi", ma spesso è anche meno.

Il fondo di emergenza è quella somma di denaro che bisogna mettere da parte non per le vacanze, non per un acquisto importante, ma proprio per quelle situazioni che non ti aspetti e che la vita ti manda senza preavviso, del tipo: una spesa medica improvvisa, una riparazione urgente dell’auto, un periodo senza lavoro.

La regola generale dice tre o sei mesi di spese necessarie. Ma se quella cifra ti sembra irraggiungibile adesso, inizia con un obiettivo più piccolo, magari mettendo da parte solamente mille euro, anche accumulati in un anno accantonando ottanta euro al mese.

Non si tratta di avere tanti soldi. Si tratta di costruire un cuscinetto che ti permette di affrontare quei momenti difficili senza dover prendere decisioni sbagliate mentre sei sotto pressione (come il dover fare un prestito a tassi indecenti o vendere qualcosa che non vorresti vendere).

La serenità finanziaria non arriva da uno stipendio più alto. Arriva dal sapere che, nel caso in cui dovesse succedere qualcosa, hai almeno un piccolo paracadute.

E tu, hai un fondo di emergenza oppure questa è una di quelle cose che rimandi al mese del mai e al giorno del poi? Scrivimelo nei commenti, ti risponderò con una domanda che faccio nelle mie sessioni di coaching.

Iscriviti alla newsletter "LA BUSSOLA" di Rino: economicamente.substack.com/

1 month ago | [YT] | 8

Economicamente (rino.coach)

Il perfezionismo non è un pregio. È una paura travestita bene.

Quante volte hai sentito qualcuno dire "io sono un perfezionista" come se fosse una qualità di cui andare fieri (di solito lo dicono anche nei colloqui di lavoro, come se fosse un pregio).

Il perfezionismo in realtà non ha niente a che fare con la qualità del lavoro che fai. Ha, più che altro, a che fare con la paura di essere giudicato, con il terrore che quello che produci non sia abbastanza e quindi, per essere sicuro, non lo finisci mai, non lo pubblichi mai, non lo mandi mai.

Ricorda: nella vita si può sempre fare di meglio, ma questa non deve essere una scusa per prendersi del tempo aggiuntivo.

Il perfezionista non è qualcuno che vuole fare le cose benissimo. È qualcuno che preferisce non finire piuttosto che rischiare di non essere all'altezza delle aspettative, che potrebbero essere proprie o degli altri.

Il risultato è a conti fatti un paradosso, in nome della perfezione non si combina nulla di concreto, mentre chi accetta di fare le cose abbastanza bene va avanti, impara, migliora e nel frattempo costruisce qualcosa di reale.

Fatto è meglio di perfetto. Non perché la qualità non conti, ma perché qualcosa di buono che esiste vale infinitamente di più di qualcosa di perfetto che non vedrà mai la luce o che la vedrà in ritardo.

E tu, c'è qualcosa che non hai ancora finito o pubblicato perché non ti sembra ancora abbastanza “perfetto”? Scrivimelo nei commenti ti risponderò con una domanda che faccio nelle mie sessioni di coaching.

Iscriviti alla newsletter la Bussola di Rino: economicamente.substack.com/

1 month ago | [YT] | 6

Economicamente (rino.coach)

La persona più critica nei tuoi confronti probabilmente sei tu.

Pensa all'ultima volta che hai fatto qualcosa che non è andato come speravi.

Cosa ti sei detto? Scommetto che non sei stato gentile nei tuoi confronti (e scommetto anche che a un amico nella stessa situazione non avresti mai detto quelle cose, nemmeno lontanamente).

Eppure con te stesso vai avanti così, ogni giorno. Una voce in testa che commenta, giudica, ridimensiona. "Non sei abbastanza bravo." "Avresti potuto fare di più." "Gli altri lo avrebbero fatto meglio." "Chi ti credi di essere."

Questa voce non è la verità, ma qualcosa che ti racconti per abitudine. Qualcosa che hai costruito negli anni, mattone dopo mattone, spesso partendo da parole o dovrei dire affermazioni che qualcun altro ti ha detto tanto tempo fa e che hai deciso di tenerti dentro come se fossero tue.

Ma sai quante volte da piccolo mi hanno detto al lavoro che non capivo nulla. Sai quante battute ho dovuto subire da persone più grandi me che mi dicevano “Ma che ne sai tu che non capisci nulla”.

Il dialogo interno è la conversazione più importante della tua vita, perché è quella che non si interrompe mai, spesso nemmeno di notte, nemmeno nei fine settimana e nemmeno quando vai a pranzo dalla suocera.

Inizia a fare attenzione a cosa ti dici quando sbagli, quando hai paura, quando non riesci a fare qualcosa. Spesso basta accorgersene per iniziare a cambiare atteggiamento. Non sei “impedito”, stai solo provando, e mentre provi, sbagliare fa parte del processo… rialzati e riprova perché io lo so che sei un duro (o magari una tipa tosta).

E tu, c'è una frase che ti ripeti spesso su te stesso/a e che, se ci pensi bene, non ti fa bene per niente? Scrivimelo nei commenti, ti risponderò con una domanda che faccio nelle mie sessioni di coaching.

1 month ago | [YT] | 10