Economicamente (rino.coach)

Ciao, sono Rino. Creo video per aiutarti a raggiugere prima la serenità finanziaria e dopo la libertà finanziaria. Perché penso che ognuno di noi possa scegliere quando ritirarsi dal mondo del lavoro senza aspettare la veneranda età di 70 anni per andare in pensione. Con questo non voglio dire che dobbiamo smettere di lavorare a 40 o piuttosto a 50 anni e non voler far nulla, anzi al contrario. Penso che quando qualcuno smetta di lavorare per soldi, inizi a fare qualcosa di produttivo per gli altri ed il guadagnare denaro sarà solamente una naturale conseguenza.
Buon viaggio verso la tua serenità finanziaria o devo dire buon viaggio verso la tua migliore versione di te!

Per richieste commerciali e collaborazioni potete scrivermi a 📩 rino@ik.me

QUESTO CANALE È A SCOPO STRETTAMENTE INFORMATIVO E NON OFFRE CONSULENZA FINANZIARIA DI ALCUN TIPO, IN QUANTO L'AUTORE NON È UN CONSULENTE FINANZIARIO. I VIDEO DEL CANALE YOUTUBE SONO OPINIONI PERSONALI DELL’AUTORE.


Economicamente (rino.coach)

Non è il lavoro che ti stanca, ma è il fare un lavoro che non ti appartiene.

Ci sono persone che lavorano dodici ore al giorno e arrivano la sera con la voglia ancora di lavorare.

E poi ci sono persone che lavorano otto ore, fanno le pause (come la pausa pranzo), escono in orario, e arrivano la sera svuotate come se avessero scalato una montagna.

La differenza non è la quantità di lavoro, ma è il significato che quel lavoro ha per loro.

Quando fai qualcosa che senti tuo, che rispecchia i tuoi valori, che ti fa sentire utile in un modo che ha senso per te, la stanchezza è diversa. È una stanchezza sana che ti fa stare tranquillo, non quella pesante che a prima mattina ti fa svegliare già stanco.

Quando invece vai a lavorare solo perché bisogna andare, il corpo lo sa e lo sa prima della testa. Infatti, inizia a mandare segnali come quello della domenica sera. In quel momento inizi a pensare al lunedì mattina e arrivato al lunedì mattina hai la voglia costante di arrivare al venerdì sera come se fosse un traguardo da raggiungere ogni settimana.

Non devi per forza cambiare tutto adesso. Ma potresti iniziare a chiederti: c'è almeno una parte di quello che faccio ogni giorno che sento mia? E se non c'è, cosa potrei fare per trovarla o magari costruirla?

E tu, alla fine della giornata ti senti stanco in modo sano oppure stanco in modo vuoto? Scrivimelo nei commenti, ti risponderò con una domanda che faccio nelle mie sessioni di coaching.

3 days ago | [YT] | 10

Economicamente (rino.coach)

Le domande che ti fai determinano la vita che costruisci.

C'è una cosa che facciamo tutti automaticamente, centinaia di volte al giorno, senza accorgercene.

Ci facciamo delle domande.

Il problema è che la maggior parte delle domande che ci facciamo sono domande sbagliate. "Perché non riesco mai a cambiare?" "Perché capitano tutte a me?" "Perché gli altri ce la fanno e io no?"

Il cervello è una macchina che risponde alle domande che gli fai. Se gli chiedi perché non riesci, trova tutte le prove che confermano che non riesci. Se gli chiedi perché sei sempre sfortunato, trova tutte le prove della tua sfortuna.

Non perché sia il cervello sia stupido. Perché è molto bravo a fare quello che gli chiedi.

Prova a cambiare la domanda. Non "perché non riesco?" ma "cosa posso fare diversamente questa volta?" Non "perché sono sempre senza soldi?" ma "dove posso trovare un margine che non ho ancora considerato?"

Stessa situazione, domande diverse e quindi direzione completamente diversa.

Le domande di qualità producono risposte di qualità. È uno dei principi fondamentali del coaching, ed è anche una delle cose più semplici e più rivoluzionarie che puoi iniziare a fare da oggi, senza spendere un euro e senza aspettare il momento giusto.

E tu, qual è la domanda che ti fai più spesso su te stesso e che forse ti sta portando nella direzione sbagliata? Scrivimelo nei commenti, ti risponderò con una domanda che faccio nelle mie sessioni di coaching.

4 days ago | [YT] | 6

Economicamente (rino.coach)

Le domande che ti fai determinano la vita che costruisci.

C'è una cosa che facciamo tutti automaticamente, centinaia di volte al giorno, senza accorgercene.

Ci facciamo delle domande.

Il problema è che la maggior parte delle domande che ci facciamo sono domande sbagliate. "Perché non riesco mai a cambiare?" "Perché capitano tutte a me?" "Perché gli altri ce la fanno e io no?"

Il cervello è una macchina che risponde alle domande che gli fai. Se gli chiedi perché non riesci, trova tutte le prove che confermano che non riesci. Se gli chiedi perché sei sempre sfortunato, trova tutte le prove della tua sfortuna.

Non perché sia il cervello sia stupido. Perché è molto bravo a fare quello che gli chiedi.

Prova a cambiare la domanda. Non "perché non riesco?" ma "cosa posso fare diversamente questa volta?" Non "perché sono sempre senza soldi?" ma "dove posso trovare un margine che non ho ancora considerato?"

Stessa situazione, domande diverse e quindi direzione completamente diversa.

Le domande di qualità producono risposte di qualità. È uno dei principi fondamentali del coaching, ed è anche una delle cose più semplici e più rivoluzionarie che puoi iniziare a fare da oggi, senza spendere un euro e senza aspettare il momento giusto.

E tu, qual è la domanda che ti fai più spesso su te stesso e che forse ti sta portando nella direzione sbagliata? Scrivimelo nei commenti, ti risponderò con una domanda che faccio nelle mie sessioni di coaching.

4 days ago | [YT] | 2

Economicamente (rino.coach)

Il fondo di emergenza non è una scelta da ricchi. È una scelta da persone consapevoli.

C'è una domanda che faccio spesso ai miei coachee quando parliamo di soldi.

"Se domani mattina perdessi il lavoro, per quanti mesi riesci a coprire le spese necessarie?"

La risposta più comune che ricevo è un silenzio imbarazzato, seguito da "dipende" che nella maggior parte dei casi significa "un paio di mesi", ma spesso è anche meno.

Il fondo di emergenza è quella somma di denaro che bisogna mettere da parte non per le vacanze, non per un acquisto importante, ma proprio per quelle situazioni che non ti aspetti e che la vita ti manda senza preavviso, del tipo: una spesa medica improvvisa, una riparazione urgente dell’auto, un periodo senza lavoro.

La regola generale dice tre o sei mesi di spese necessarie. Ma se quella cifra ti sembra irraggiungibile adesso, inizia con un obiettivo più piccolo, magari mettendo da parte solamente mille euro, anche accumulati in un anno accantonando ottanta euro al mese.

Non si tratta di avere tanti soldi. Si tratta di costruire un cuscinetto che ti permette di affrontare quei momenti difficili senza dover prendere decisioni sbagliate mentre sei sotto pressione (come il dover fare un prestito a tassi indecenti o vendere qualcosa che non vorresti vendere).

La serenità finanziaria non arriva da uno stipendio più alto. Arriva dal sapere che, nel caso in cui dovesse succedere qualcosa, hai almeno un piccolo paracadute.

E tu, hai un fondo di emergenza oppure questa è una di quelle cose che rimandi al mese del mai e al giorno del poi? Scrivimelo nei commenti, ti risponderò con una domanda che faccio nelle mie sessioni di coaching.

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5 days ago | [YT] | 8

Economicamente (rino.coach)

Il perfezionismo non è un pregio. È una paura travestita bene.

Quante volte hai sentito qualcuno dire "io sono un perfezionista" come se fosse una qualità di cui andare fieri (di solito lo dicono anche nei colloqui di lavoro, come se fosse un pregio).

Il perfezionismo in realtà non ha niente a che fare con la qualità del lavoro che fai. Ha, più che altro, a che fare con la paura di essere giudicato, con il terrore che quello che produci non sia abbastanza e quindi, per essere sicuro, non lo finisci mai, non lo pubblichi mai, non lo mandi mai.

Ricorda: nella vita si può sempre fare di meglio, ma questa non deve essere una scusa per prendersi del tempo aggiuntivo.

Il perfezionista non è qualcuno che vuole fare le cose benissimo. È qualcuno che preferisce non finire piuttosto che rischiare di non essere all'altezza delle aspettative, che potrebbero essere proprie o degli altri.

Il risultato è a conti fatti un paradosso, in nome della perfezione non si combina nulla di concreto, mentre chi accetta di fare le cose abbastanza bene va avanti, impara, migliora e nel frattempo costruisce qualcosa di reale.

Fatto è meglio di perfetto. Non perché la qualità non conti, ma perché qualcosa di buono che esiste vale infinitamente di più di qualcosa di perfetto che non vedrà mai la luce o che la vedrà in ritardo.

E tu, c'è qualcosa che non hai ancora finito o pubblicato perché non ti sembra ancora abbastanza “perfetto”? Scrivimelo nei commenti ti risponderò con una domanda che faccio nelle mie sessioni di coaching.

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6 days ago | [YT] | 6

Economicamente (rino.coach)

La persona più critica nei tuoi confronti probabilmente sei tu.

Pensa all'ultima volta che hai fatto qualcosa che non è andato come speravi.

Cosa ti sei detto? Scommetto che non sei stato gentile nei tuoi confronti (e scommetto anche che a un amico nella stessa situazione non avresti mai detto quelle cose, nemmeno lontanamente).

Eppure con te stesso vai avanti così, ogni giorno. Una voce in testa che commenta, giudica, ridimensiona. "Non sei abbastanza bravo." "Avresti potuto fare di più." "Gli altri lo avrebbero fatto meglio." "Chi ti credi di essere."

Questa voce non è la verità, ma qualcosa che ti racconti per abitudine. Qualcosa che hai costruito negli anni, mattone dopo mattone, spesso partendo da parole o dovrei dire affermazioni che qualcun altro ti ha detto tanto tempo fa e che hai deciso di tenerti dentro come se fossero tue.

Ma sai quante volte da piccolo mi hanno detto al lavoro che non capivo nulla. Sai quante battute ho dovuto subire da persone più grandi me che mi dicevano “Ma che ne sai tu che non capisci nulla”.

Il dialogo interno è la conversazione più importante della tua vita, perché è quella che non si interrompe mai, spesso nemmeno di notte, nemmeno nei fine settimana e nemmeno quando vai a pranzo dalla suocera.

Inizia a fare attenzione a cosa ti dici quando sbagli, quando hai paura, quando non riesci a fare qualcosa. Spesso basta accorgersene per iniziare a cambiare atteggiamento. Non sei “impedito”, stai solo provando, e mentre provi, sbagliare fa parte del processo… rialzati e riprova perché io lo so che sei un duro (o magari una tipa tosta).

E tu, c'è una frase che ti ripeti spesso su te stesso/a e che, se ci pensi bene, non ti fa bene per niente? Scrivimelo nei commenti, ti risponderò con una domanda che faccio nelle mie sessioni di coaching.

1 week ago | [YT] | 10

Economicamente (rino.coach)

Nessuno ti ha insegnato a scegliere il lavoro giusto. Ti hanno solo detto di trovarne uno.

A scuola ti hanno insegnato la matematica, la storia, forse anche il latino (che ti è servito tantissimo nella vita, ovviamente).

Ma nessuno ti ha mai insegnato a capire cosa vuoi fare davvero, quali sono i tuoi punti di forza, come costruire un percorso professionale che ti rispecchi nei tuoi valori.

Ti hanno detto: studia, prendi il diploma, trova un lavoro stabile e attenzione, non fare il passo più lungo della gamba.

E tu hai fatto tutto quello che ti hanno detto, come la maggior parte delle persone.

Il risultato è che molti arrivano a quarant'anni con un curriculum decente e una sensazione strana dentro… quella di aver seguito le istruzioni di qualcun altro invece di scrivere la propria storia.

Non è colpa tua, il fatto è che non ti hanno dato gli strumenti per fare diversamente.

Ma adesso quegli strumenti puoi cercarteli da solo. Puoi iniziare a chiederti cosa sai fare bene, cosa ti viene naturale, cosa faresti anche se nessuno ti pagasse per farlo (anche se poi è meglio che qualcuno ti paghi, perché le bollette non si pagano da sole).

Non è mai troppo tardi per iniziare a lavorare in modo più consapevole su chi sei e dove vorresti andare o arrivare.

Hai ancora molta strada da fare, quindi sceglila saggiamente!

E tu, hai mai scelto davvero il tuo percorso professionale o hai semplicemente seguito quello che c'era davanti? Scrivimelo nei commenti, ti risponderò con una domanda che faccio nelle mie sessioni di coaching.

1 week ago | [YT] | 4

Economicamente (rino.coach)

Smetti di aspettare di avere voglia. La voglia arriva dopo.

Oggi è già martedì, ma credo che il lunedì mattina è il momento in cui più persone al mondo decidono di cambiare vita o almeno di cambiare qualcosa.

E il lunedì sera è il momento in cui la maggior parte di loro ha già rimandato tutto a settimana prossima (con una piccola eccezione il mercoledì, giusto per sentirsi a posto con la coscienza).

Il problema non è la mancanza di voglia. È che aspettiamo che la voglia arrivi prima di iniziare. Come se ci fosse un interruttore da qualche parte che, quando scatta, ci trasforma in persone motivate, disciplinate e produttive.

Spoiler: quell'interruttore non esiste.

La voglia non precede l'azione... la segue. Prima fai, anche controvoglia, anche male, anche solo per cinque minuti una attività e poi arriva la spinta… non il contrario.

Il tuo cervello è pigro per natura, non per colpa tua, è progettato così per risparmiare energia (un retaggio dell'uomo delle caverne che non aveva bisogno di fare la dichiarazione dei redditi… a proposito è già uscita la precompilata).

Inizia oggi. Non quando ti sentirai pronto. Non quando avrai più tempo. Adesso, con quello che hai, poi si pensa come integrare o come fare il resto quando servirà qualcos’altro.

E tu, c'è qualcosa che stai aspettando di fare da settimane aspettando di avere la voglia giusta? Scrivimelo nei commenti, ti risponderò con una domanda che faccio nelle mie sessioni di coaching.

1 week ago | [YT] | 5

Economicamente (rino.coach)

Guadagnare di più non risolve il problema. Lo sposta.

C'è una convinzione diffusa che funziona più o meno così: quando guadagnerò di più, sistemerò tutto.

Spoiler: i soldi risolvono solo problemi economici (o dovrei dire finanziari)

I debiti, i risparmi, quella sensazione di ansia a fine mese quando guardi il conto e ti ostini a fare i conti al contrario del tipo "se non mangio fuori giovedì, ce la faccio ad arrivare a fine mese".

Il problema è che non funziona così… quasi mai.

Le ricerche lo confermano e la vita reale pure, quando le persone guadagnano di più, le spese crescono di conseguenza. Si chiama inflazione dello stile di vita o effetto Diderot, ed è silenziosa, subdola e molto efficiente nel mangiare qualsiasi aumento tu possa ricevere.

Chi guadagnava 1.500 euro e faceva fatica, quando arriva a 2.000 spesso fa ancora più fatica. Perché spesso acquista una macchina più grande, un televisore più grande, un divano più bello e una connessione internet più veloce.

Ricorda: il punto non è quanto entra, ma è la differenza tra quello che entra e quello che esce (stiamo parlando ancora di soldi chiaramente). Quella differenza si chiama margine, ed è l'unica cosa che conta davvero.

Puoi iniziare a costruire un margine anche adesso, con quello che hai. Non ti serve uno stipendio più alto. Ti serve sapere dove vanno a finire i tuoi soldi ogni mese e decidere dove devono andare, invece di scoprirlo a fine mese.

E tu, sai esattamente dove vanno i tuoi soldi ogni mese o scopri a fine mese che sono finiti da qualche parte senza un motivo chiaro? Scrivimelo nei commenti, ti risponderò con una domanda che faccio nelle mie sessioni di coaching.

1 week ago | [YT] | 5

Economicamente (rino.coach)

Guardare il conto in banca fa paura. Ma non guardarlo fa ancora più male.

C'è una cosa che molte persone evitano con una certa costanza.

Aprire l'app della banca e guardare cosa c'è dentro (non una sbirciatina veloce sperando che i numeri siano diversi da ieri).

Questa non è pigrizia. È che guardare significa fare i conti con la realtà. E la realtà a volte fa paura, soprattutto quando senti che le entrate non bastano mai e non capisci bene perché… ma dove vanno a finire questi benedetti soldi?.

E vuoi sapere qual è la cosa strana? Più eviti di guardare, più la situazione pesa. Cresce nella tua testa, diventa più grande di quello che è, si trasforma in un'ansia che ti accompagna tutto il giorno senza che tu riesca a metterla bene a fuoco.

Il primo passo non è risparmiare di più, non è guadagnare di più. È semplicemente sapere da dove parti… è consapevolezza!

Apri il conto. Guarda cosa entra e cosa esce ogni mese. Scrivi i numeri su un foglio, anche solo una volta, senza giudicarti, senza drammatizzare.

La chiarezza, anche quando fa un po' male, è sempre meglio del buio.
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2 weeks ago | [YT] | 8