LA CASE Books, digital publisher since 2010. LA CASE Books was founded in Los Angeles in 2010 as an editorial project between Italy and the United States.
Both from Padua, Italy, Jacopo Pezzan and Giacomo Brunoro met at the high school in the early 90s. A friendship that over the years has turned into a business that in 2020 has reached the important milestone of the first 10 years of activity. At the beginning of 2010 Pezzan, who had moved to Los Angeles, understood that the digital is disruptive to publishing market. So when in Italy it was not possible to buy ebooks on iTunes, and Kindle Store was active only in the United States, LA CASE Books began to publish ebooks and audiobooks on the international market.
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Garlasco, «Stasi non era sulla scena del crimine»: i pm pronti a scoprire le carte dell'indagine. (Cesare Giuzzi per il Corriere della Sera)
L’inchiesta dei pm pavesi è ancorata al solo Andrea Sempio.
Nella ricostruzione dei magistrati e dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano non sono emersi elementi che collocherebbero sulla scena del delitto Alberto Stasi. E anzi ne sarebbero stati trovati diversi in contrasto con quelli riportati nelle sentenze di condanna. Un quadro che aprirebbe la strada a una richiesta di revisione che potrebbe partire su input degli stessi pm pavesi.
L’inchiesta dei pm pavesi è ancorata al solo Andrea Sempio. Gli investigatori hanno concluso le attività di indagine con il deposito dell’informativa finale redatta dai carabinieri della squadra Omicidi e delle ultime consulenze tecniche. Quella medico-legale affidata a Cristina Cattaneo avrebbe riportato l’orario del delitto sul solco della prima ipotesi del medico legale Marco Ballardini: tra le 10.30 e le 12 con maggiore «centratura» tra le 11 e le 11.30.
Tra gli ultimi accertamenti anche quelli del professor Carlo Previderé a cui la procura ha chiesto di rianalizzare tutte le tracce genetiche ripartendo dai dati grezzi consegnati dalla perita Denise Albani. Tra questi il caso del materiale biologico trovato sui pedali della bici di Stasi, uno dei sette elementi su cui s’è fondata la sua condanna e, all’epoca, il fermo (poi non convalidato dal gip Stefano Vitelli). Il valore del campione sui pedali è risultato identico (ai decimali) di quello riscontrato sul cucchiaino usato dalla vittima per la colazione (reperto 29). L’analisi della Bpa e della scena del crimine avrebbe escluso l’uso del lavabo del bagno al piano terra da parte del killer. Approfondimenti anche su alcune impronte simili alle Lacoste che indossava Stasi quel giorno che smentirebbero la tesi dei giudici secondo cui l’ex fidanzato non sarebbe mai entrato in casa quella mattina.
13 hours ago | [YT] | 0
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Garlasco, l’orma e il dna sul pedale: così la procura chiederà la revisione della condanna a Stasi. Nel faldone pavese sono in arrivo l’informativa finale dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e gli indizi e i riscontri accumulati da Arma e Gdf nel filone parallelo aperto a Brescia sulla presunta corruzione del magistrato in pensione Mario Venditti.
Massimo Pisa per Repubblica.
C’è la consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che porterebbe all’utilizzo di più armi e a un’ora della morte posticipata rispetto all’unica finestra (tra le 9.12 e le 9.35 del 13 agosto 2007) in cui Stasi non aveva alibi. Ci sono gli approfondimenti del colonnello Gianpaolo Iuliano del Ris di Roma sulla natura dell’impronta 33, quella impressa sul muro sopra al cadavere e attribuita dagli inquirenti a Sempio, e le analisi del collega Andrea Berti del Ris di Cagliari su alcune impronte insanguinate fotografate all’epoca sul pavimento della villetta di via Pascoli: almeno una, con forma a V, rimanderebbe alla suola delle Lacoste del condannato, dando forza alla sua versione di “scopritore” del corpo. E da ultimo, l’approfondimento del genetista Carlo Previderé su presunte anomalie delle prime analisi.
Una, in particolare, porterebbe a una rivoluzione copernicana: la coincidenza, ritenuta «scientificamente quasi impossibile» da fonti investigative, tra la quantità di dna rilevata su un pedale della bici Umberto Dei di Stasi (2,78 nanogrammi) e lo stesso valore dato dal reperto 29, il cucchiaino lasciato sul divano. Una sovrapposizione che, se dimostrata, demolirebbe un altro dei sette pilastri della condanna, il più controverso: la tesi dello scambio dei pedali tra quella bicicletta bordeaux e l’analoga due ruote nera custodita nell’officina di papà Nicola Stasi. Il “pacchetto” è quasi completo. Raccolte le ultime testimonianze, giungerà la sospirata chiusura indagini e il deposito degli atti. L’ora X attesa fin dalla riapertura del caso.
13 hours ago | [YT] | 4
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Troppo depresso per sostenere un processo ma non per concedere un’intervista in esclusiva al Corriere dell sera… che strano!
#felicemaniero #maladelbrenta #truecrime
1 week ago | [YT] | 6
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Il tramonto di Felice Maniero. Rientro in Veneto in RSA per la forte depressione.
#felicemaniero #truecrime
1 week ago | [YT] | 12
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Morto Pattarello, boss della Mala del Brenta. Era stato luogotenente di Felice Mnaiero.
#truecrime #maladelbrenta
1 week ago | [YT] | 7
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Ancora polemiche sulla figura di Giampaolo Manca: tu cosa ne pensi?
#giampaolomanca #maladelbrenta #veneto #polemiche
2 weeks ago | [YT] | 2
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Felice Maniero «vittima di una forte depressione. Su di lui pesa il distacco dalla famiglia e dalla figlia Anita». Saltano due processi all’ex boss
di Giacomo Costa
Felice Maniero «vittima di una forte depressione. Su di lui pesa il distacco dalla famiglia e dalla figlia Anita». Saltano due processi all’ex boss. Due dei quattro processi che vedono protagonista Felice Maniero sono stati rinviati a luglio: il legale Rolando Iorio, che difende l’ex boss della Mala del Brenta, aveva fatto richiesta di sospendere i procedimenti alla luce delle condizioni mediche del suo assistito, gravemente depresso.
#truecrime #felicemaniero
2 weeks ago | [YT] | 6
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Appuntamento da non perdere martedì prossimo in streaming!
2 weeks ago | [YT] | 0
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RIP Chuck Norris
1 month ago | [YT] | 34
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Oggi sul Gazzettino trovate questa bella intervista a Andrea Bordin, che con noi ha pubblicato CLOSE PROTECTION. Bordin, che lavora come International Security Manager all’Ambasciata Europea di Beirut, ha raccontato la sua testimonianza sulla difficile situazione nella capitale del Libano sotto i bombardamenti.
#closeprotection #beirut #rassegnastampa #libano
1 month ago | [YT] | 4
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