Svolgo la professione di counselor filosofico. Aiuto le persone a conoscersi e vivere liberamente divulgando il sapere e le pratiche della filosofia mistica. Pubblico tre rubriche settimanali sui miei canali social, tengo incontri personali di counseling filosofico e conferenze. Nel 2018, ho pubblicato il libro: "Il virus benefico. Aprirsi la strada per la libertà e la verità in un mondo di sopraffazioni e menzogne." Per incontri di counseling filosofico individuali o di coppia (in studio oppure online), conferenze, incontri nelle scuole con classi, team insegnanti e studenti, o per qualsiasi altra informazione potete contattarmi via mail all'indirizzo: dadrimblog@gmail.com Per biografia e CV visita il mio sito: www.dadrim.org
Pierluigi Dadrim Peruffo
Pensate che tempo incredibile stiamo vivendo. Là fuori possiamo avere praticamente tutto, trovare tutto, ad eccezione di una cosa. Una cosa non può esserci data dall'esterno, ed è la cosa che ci permette di cercare, vedere, scegliere e prendere ciò di cui abbiamo bisogno. Cosa sarà mai questa cosa?
Quando ero giovane ricordo che ho letteralmente sfondato le palle per anni a tutti coloro che ritenevo potessero indicarmi qualcosa. Se vagamente sentivo che potevano sapere, vedere o aver vissuto qualcosa più di me, ovviamente a me utile, chiedevo, richiedevo, meditavo e ritornavo. Ero disposto a pagare ogni cifra che riuscissi a permettermi, ad attendere, a fare figure di merda, ad essere anche trattato male. Se sentivo che qualcosa mi chiamava in un luogo o verso una persona mi buttavo totalmente.
Ovviamente questo implicava che non avessi un secondo da perdere in luoghi o con persone che non ritenevo potessero aiutarmi o da cui poter imparare, ed altrettanto non sprecavo le opportunità che mi venivano date, anzi, mi sentivo immensamente grato a chi mi dedicava il suo tempo, perché se la mia ricerca era preziosa, come poteva non esserlo ancora di più il tempo di chi la alimentava?
È l'urgenza di vita, la sete di verità, la consapevolezza dell'istante che non ti verrà mai restituito che accende la coscienza, le domande, i dialoghi, i libri, le persone, le situazioni che trovi, le parole che pronunci, le domande che poni. Ricordo che un tempo ero pieno di domande urgenti, a volte persino disperate, ed ero disperato nel bisogno di ottenere risposte.
Sapete ciò che maggiormente ha placato questa mia disperazione? La disperazione stessa, l'intensità della domanda. L'intensità e l'onestà ti fanno trovare le cose e le persone, e poi ti fanno andare oltre, dove trovi te stesso, perché nessuna cosa o persona appagherà mai l'intensità del tuo cercare quando è totale. Solo tu puoi farlo quando vieni portato oltre la necessità stessa di domandare e ricercare.
A un certo punto senti che devi solo lasciar andare tutto, permettere al fondale del tuo fiume interiore di sedimentare dopo aver tanto smosso e intorpidito le acque. Ma per arrivare a questo prima devi bruciare d'amore per la verità, per la tua stessa vita che sai essere anche morte e mistero. Se non cogli questo i libri sono milioni, ma quale scegliere se non stai nemmeno scrivendo e leggendo il tuo libro interiore?
Un abbraccio,
Pier
#dialogofilosofico
#ricercainteriore
#consapevolezza
#setediverità
#coscienza
#dadrim
5 days ago | [YT] | 375
View 26 replies
Pierluigi Dadrim Peruffo
Carissimi,
vi ripropongo questa comunicazione perché nella mail precedente era presente un errore, proprio nella parte più importante.
Con grande piacere vi comunico che terrò un incontro in presenza a Sovico (Monza e Brianza) il 18 aprile 2026 alle ore 16.00.
Se desiderate partecipare, vi chiedo gentilmente di inviarmi una mail a info@dadrim.org, specificando il numero di partecipanti.
L’incontro si terrà presso la sala civica della Scuola Elementare Don Milani, in Viale Brianza 16, a Sovico (Monza e Brianza).
Il tema che affronteremo sarà:
Potere e amore. Dalla fragilità dell’io moderno a una coscienza radicata nell’amore.
Interverranno il dottor Roberto Redaelli, presidente dell’associazione culturale-scientifica “Nuova Urania”, e il sottoscritto.
L’evento è gratuito e aperto a tutti.
Per ulteriori informazioni sugli eventi associativi è possibile rivolgersi alla segreteria dell’associazione “Nuova Urania”, con sede in Piazza E. Frette 1, a Sovico (Monza e Brianza), oppure contattare i numeri: 347 1559845, 349 0877679, 335 6380787.
1 week ago | [YT] | 35
View 0 replies
Pierluigi Dadrim Peruffo
I dolorosi fatti che continuano a susseguirsi ci spingono facilmente nella preoccupazione per il futuro, alimentando una mente che per natura tende ad anticipare e proteggere. Quando questa funzione prende il sopravvento sotto la pressione delle difficoltà, il pensiero smette di essere utile e diventa fonte di paura e disorientamento. Il nostro compito è pertanto quello di riportarci, ogni volta che ce ne ricordiamo, nel presente, l’unico tempo e luogo in cui comprensione e azione possono generare una vita piena e reale. La soglia della presenza è il silenzio, l’ascolto e la contemplazione del bello e del bene. La soglia dell’alienazione è il rimuginare, l’intrattenimento e l’animosità. Va poi detto che il futuro nasce proprio da ciò che viviamo ora. Se ci perdiamo in un cupo domani immaginato, il presente si svuota e il futuro, conseguentemente e beffardamente, diviene esattamente ciò che temevamo.
#consapevolezza
#presenza
#risvegliospirituale
#crescitaInteriore
#dadrim
1 week ago | [YT] | 136
View 9 replies
Pierluigi Dadrim Peruffo
Questo mondo, almeno per il livello di coscienza medio che manifesta oggi, è come una sorta di comunità per adolescenti con disturbi comportamentali gravissimi, e tutti noi ci siamo dentro. Se iniziamo a sentirci sempre più immersi in una specie di manicomio, non dovremmo sentirci abbattuti, anzi dovremmo gioirne: significa infatti che stiamo guarendo.
Seguiamo quindi la nostra terapia dell’anima sino alla fine, rivolgiamo alle persone che ci stanno accanto il massimo bene e la massima cura, e lasciamo andare tutto il resto. Perché, se iniziamo ad angustiarci troppo per le condizioni in cui versano molti dei nostri compagni di comunità, o, peggio ancora, per le condizioni di una nebulosa idea di mondo, finiremo per avere delle ricadute pesanti.
Ognuno è responsabile del proprio percorso, è qui per imparare ad amare e liberarsi da ogni forma di dipendenza e condizionamento, e ha un tempo limitato, non dimentichiamolo mai.
Un caro saluto a tutti,
Pier
#Consapevolezza
#CrescitaInteriore
#Risveglio
#Psicologia
#Spiritualità
2 weeks ago | [YT] | 261
View 9 replies
Pierluigi Dadrim Peruffo
Un amico mi ha mandato questa immagine. Direi che andrebbe fatta girare tra tutti quelli che continuano a sparare a zero sui giovani, perché il mondo in cui oggi si trovano a vivere non l’hanno creato loro, ma gli adulti. Proprio quelli che magari ora sono in pensione, con la pancia e il cane da portare a passeggio dalla mattina alla sera, e che parlano delle nuove generazioni con tono di continuo disprezzo.
In quell’elenco, tuttavia, manca ancora qualcosa. Manca una vita trascorsa dentro una sequenza quasi continua di emergenze, in cui ti viene ripetuto che l’umanità è sull’orlo dell’estinzione per un virus mortale, mentre tu magari stai facendo le elementari o frequentando le superiori. Così l’infanzia o l’adolescenza finiscono per essere attraversate da un clima di paura permanente.
Ora, a distanza di pochi anni, ci ritroviamo di nuovo con lo spettro di una possibile guerra nucleare e con leader che parlano di guerre sante con la stessa lucidità di un gruppo di Neanderthal in delirio.
Forse, prima di continuare a giudicare i giovani dall’alto in basso, sarebbe il caso di fermarsi un momento davanti allo specchio.
Buona settimana a tutti,
Pier
#Giovani
#NuoveGenerazioni
#Responsabilità
#GuardiamociAlloSpecchio
#MondoCheLasciamo
3 weeks ago | [YT] | 213
View 24 replies
Pierluigi Dadrim Peruffo
Scusate se ritorno su alcune cose, ma il degrado di questi tempi, e in particolare di questi giorni, me lo impone.
Sempre parlando di democrazia, ieri non ho menzionato il contributo dato alle democrazie moderne dall’Impero romano, non certo per la sua irrilevanza, bensì perché Roma non ha mai prodotto una democrazia nel senso attuale del termine. La sua fu prima una repubblica aristocratica, nella quale il potere era largamente nelle mani delle élite senatorie, e in seguito un impero monarchico, pur sempre sostenuto da una poderosa elaborazione giuridica.
L’esperienza di Roma, soprattutto quella maturata nel lungo periodo dell’Impero, ha lasciato in eredità qualcosa di inestimabile valore, vale a dire una concezione della società fondata sulla centralità del diritto. Senza quella elaborazione giuridica, che per secoli ha plasmato la cultura politica e istituzionale europea, sarebbe difficile persino immaginare lo stato di diritto sul quale le democrazie moderne pretendono di fondarsi.
A questo si è poi intrecciato un altro contributo che non possiamo dimenticare, quello del cristianesimo, che ha introdotto nella storia l’idea della dignità intrinseca della persona umana e dell’uguaglianza spirituale universale degli esseri umani davanti a Dio e, pertanto, anche gli uni davanti agli altri.
Nel corso dei secoli, proprio dall’incontro tra il diritto romano e questa visione della persona, insieme a tutto ciò che ieri abbiamo ricordato dell’antica Grecia e della sua filosofia, si è formata la matrice più profonda della civiltà europea.
Uno dei più grandi contributi, a mio avviso, dell’esperienza giuridica maturata nel mondo romano è l’idea che la società debba essere regolata da un sistema giuridico impersonale, non dal capriccio di governi, monarchi o del più forte. Questo è, almeno in linea teorica, il seme dello stato di diritto. Cicerone infatti scrisse queste famose parole: “Siamo servi delle leggi per poter essere liberi.”
Un’intuizione che, se guardiamo alla storia del pensiero occidentale, si trova già nelle parole e nel sacrificio estremo di Socrate, il quale, condannato a morte dal tribunale di Atene con una sentenza che egli stesso riteneva ingiusta, rifiutò comunque di fuggire quando gli amici gli offrirono la possibilità di salvarsi.
Nel dialogo denominato Critone, Platone lo fa parlare come se fossero le leggi stesse della città a rivolgersi a lui, ricordandogli che una comunità non può sopravvivere se ogni cittadino si arroga il diritto di violare le sentenze quando non gli piacciono.
Per questo Socrate accettò la condanna, sostenendo che rispondere a un’ingiustizia con un’altra ingiustizia avrebbe distrutto il fondamento stesso della vita civile.
Naturalmente, se le leggi diventano strumenti interpretabili dal potere a suo comodo e non difese in alcun modo, in primis dagli stessi cittadini, si torna rapidamente non alla condizione di servi, che sarebbe già qualcosa, ma a quella di schiavi, o alla legge della giungla, che sembra la versione più accreditata attualmente.
L’intuizione ciceroniana oggi, quanto più viene rivendicata a parole dai nostri leader politici, tanto più viene sistematicamente tradita nei fatti. Avete presente l’idea di un mondo e di un ordine internazionale fondato sulle regole?
L’Occidente, avendo una popolazione che è andata progressivamente dimenticando queste faticose e dolorosissime acquisizioni, costate all’umanità lacrime e sangue per millenni, rischia ora di trovarsi sempre più governato dalla legge del più forte.
Il passato, pertanto, non va cancellato o dimenticato, ma studiato con attenzione per trarne i migliori insegnamenti e provare a superarlo.
Buona domenica a tutti,
Pier
#StatoDiDiritto
#CiviltàOccidentale
#FilosofiaPolitica
#Socrate
#DirittoRomano
3 weeks ago | [YT] | 89
View 5 replies
Pierluigi Dadrim Peruffo
Un piccolo viaggio nella storia della "democrazia"... Dal mio punto di vista, la democrazia che conosciamo oggi non è una semplice eredità di quella greca. L’Atene classica praticava una democrazia diretta, nella quale i cittadini decidevano personalmente nell’assemblea, mentre le nostre sono democrazie rappresentative, nelle quali il potere viene delegato a parlamenti e governi.
Esiste poi un’ulteriore differenza significativa. Ad Atene i cittadini dotati di diritti politici erano soltanto una minoranza della popolazione. Donne, schiavi e stranieri ne erano esclusi; pertanto quella che chiamiamo “democrazia greca” riguardava nei fatti una parte piuttosto limitata degli abitanti.
Le democrazie moderne, in realtà, nascono molto più tardi, tra il XVII e il XVIII secolo, attraverso il costituzionalismo inglese, l’Illuminismo e le rivoluzioni americana e francese. La Grecia antica è stata certamente un riferimento simbolico importante, ma il concetto di democrazia attuale è molto diverso da quello classico e, per alcuni aspetti, appare più maturo; per altri, tuttavia, "rischia" di diventare quasi la negazione di se stesso, annullando nella pratica alcune conquiste che rimangono più cosmetiche che sostanziali. Ad esempio, le donne possono votare. Giustissimo, bellissimo. Peccato che nei fatti il voto di tutti spesso conti zero. Ci compiacciamo quindi della nostra presunta evoluzione quando questa, di fatto, viene disattivata alla fonte.
Vale poi la pena ricordare un episodio capitale del pensiero filosofico-politico della Grecia antica. Socrate fu condannato a morte nel 399 a.C. proprio da un tribunale della democrazia ateniese, attraverso il voto di centinaia di cittadini. L’accusa ufficiale era empietà e corruzione dei giovani, ma il processo avvenne in un clima politico estremamente viziato, dopo la guerra del Peloponneso e dopo la traumatica esperienza del regime oligarchico dei Trenta Tiranni.
Questo episodio colpì profondamente Platone, il più grande allievo di Socrate, che da allora sviluppò una critica ancora più severa alla democrazia del suo tempo. Nei suoi dialoghi egli sostiene che quando il potere viene affidato alla maggioranza senza una reale educazione alla verità e alla giustizia, la politica può facilmente cadere nelle mani dei demagoghi, dei sofisti e della loro retorica. In un simile contesto la folla può essere spinta a decisioni ingiuste, persino contro chi dedica la propria vita alla ricerca della verità.
Per Platone la condanna di Socrate rappresentava proprio la concretizzazione di questo drammatico scenario: un uomo che invitava i cittadini a interrogarsi, a pensare con la propria testa e a mettere in discussione le convinzioni comuni per vivere in modo virtuoso venne eliminato attraverso gli stessi strumenti della democrazia.
La democrazia, a suo avviso, si colloca al penultimo posto tra le forme possibili di governo ed è il preludio della tirannide.
Oggi non soltanto non possediamo più la forma democratica ellenica, ma siamo immersi in una rete di filtri, di suggestioni e di meccanismi di delega e rappresentanza che, se il buon Platone potesse osservarli, probabilmente lo lascerebbero inorridito. Le strutture democratiche contemporanee somigliano spesso più a trappole per topi che ad autentiche forme di partecipazione collettiva alla gestione del potere.
Il termine più appropriato per descrivere molte delle strutture di governo attuali potrebbe quindi essere, senza troppi giri di parole, tirannide.
Ci muoviamo all’interno di sistemi che presentano caratteristiche sostanzialmente dittatoriali, ma che si camuffano con grande abilità per non far comprendere alle persone che esse non sono realmente liberi cittadini. Non sono nemmeno sudditi nel senso classico del termine; spesso finiscono per vivere come schiavi inconsapevoli.
Si tratta di un artificio estremamente efficace. Quando un individuo sa di essere schiavo tende a cercare una via di emancipazione. Quando invece è convinto di vivere nel migliore dei sistemi possibili finisce per muoversi all’interno di una sorta di stato ipnotico.
A conferma di quanto dico basta osservare come l’alternanza politica raramente produca un reale mutamento delle questioni sostanziali. Le destre fanno per le oligarchie ciò che le sinistre non potrebbero fare, e viceversa. Le promesse elettorali vengono regolarmente contraddette, mentre ai cittadini si suggerisce ogni volta che i fallimenti siano stati il risultato di una classe politica corrotta o incompetente, e non piuttosto l’esito prevedibile di un sistema di potere che continua a perseguire i propri obiettivi servendosi, a turno, della retorica dei partiti apparentemente opposti ma in realtà complementari. È la dinamica che Eraclito riassunse in modo mirabile quando parlò dell’ordine degli opposti.
La possibile via d’uscita mi trova in larga parte concorde con Platone, il quale sosteneva che solo un’autentica educazione alla verità e alle virtù può rendere possibile non tanto un buon governo, quanto una collettività capace di generare classi dirigenti all’altezza del compito di amministrare il potere per il bene della società.
Il problema è che questa educazione non può essere trasmessa come una semplice tecnica, né può essere garantita da una struttura aristocratica del potere come quella ipotizzata da Platone nella Repubblica.
Come ho spesso detto, a mio avviso, questa somma forma di educazione si può soltanto cercare di incarnarla e di comunicarla attraverso l’esempio, per contagio, per amore. Diversamente si ricadrebbe inevitabilmente in qualche nuova espressione di coercizione o di tirannide, esplicita o mascherata.
Possiamo quindi concludere che non soltanto noi oggi non viviamo in una vera democrazia, la quale peraltro non garantirebbe comunque nulla in modo automatico, ma che raramente ci occupiamo anche di coltivare quella maturazione della coscienza senza la quale nessun sistema politico può davvero funzionare.
E questo accade perché troppi di noi continuano a essere convinti di vivere nella migliore delle società possibili e ad accontentarsi di sopravvivere e non di vivere. Non indagano ma si adeguano, ma come disse Socrate: una vita senza esame non è degna d'essere vissuta.
Quindi l’invito rimane sempre il medesimo: sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo e vivi poi come un virus benefico.
Un abbraccio a tutti e buon fine settimana.
Pier
#Democrazia
#Platone
#Socrate
#FilosofiaPolitica
#Coscienza
3 weeks ago | [YT] | 92
View 11 replies
Pierluigi Dadrim Peruffo
L’intelligenza non consiste soltanto nel saper parlare, argomentare o dimostrare di avere ragione, ma anche nel saper vedere le conseguenze delle parole, nel percepire il momento giusto e, a volte, nel comprendere che il silenzio può essere più saggio di qualsiasi discorso.
Molti parlano per bisogno di affermarsi, per difendere un’immagine di sé o per scaricare tensioni interiori. La parola diventa così una reazione, non un’azione consapevole, una scelta sentita. Una persona presente a sé stessa e alla realtà osserva, ascolta e intuisce, comprendendo che non tutto ciò che è vero deve essere detto, che non tutto ciò che si pensa è sempre utile esprimerlo e che spesso il silenzio protegge e fa crescere le relazioni molto più di mille spiegazioni.
Molti credono che il silenzio sia mancanza di coraggio. Al contrario, quando non è il risultato della paura, richiede un’enorme forza interiore, perché significa non cedere all’impulso di dimostrare, ferire o prevalere. Significa scegliere l’amore e la libertà.
Pier
#dadrim
#consapevolezza
#silenzio
#saggezza
#crescitaspirituale
3 weeks ago (edited) | [YT] | 234
View 12 replies
Pierluigi Dadrim Peruffo
Abbiamo davvero combinato un bel pasticcio un po’ su tutto. Persino fare gli auguri per la festa della donna, oggi, è diventato un campo minato.
Se li fai, per alcune persone è offensivo, perché sostengono che dovrebbe essere una giornata unicamente dedicata alla memoria, alla celebrazione e alla pianificazione della lotta per la libertà e i diritti delle donne. Fiori e auguri trasformerebbero tutto ciò in una delle tante feste del capitalismo. E dove c’è capitalismo, come disse una giornalista, c’è sempre anche l’ombra dell’uomo bianco, maschilista e patriarcale. Ve la ricordate?
Per altre persone, invece, si tratta semplicemente di una tradizione superata, roba da boomer.
Per qualcun altro, al contrario, non fare gli auguri è segno di maleducazione, con il rischio di guadagnarsi comunque qualche etichetta poco lusinghiera.
In ogni caso, miei cari, e soprattutto carissime, è evidente che stiamo attraversando una fase di grande frammentazione e confusione. Una fase che potrebbe rivelarsi anche straordinariamente feconda, tanto per le donne quanto per gli uomini, ma che risulta spesso avvelenata da ideologie rigide e da intenzioni non sempre benevole. A ben vedere, molti di noi finiscono per subirla, spesso senza nemmeno accorgersene, anziché usarla come occasione per una profonda riflessione e per un’apertura del cuore e della mente.
In mezzo a tutte queste sensibilità, interpretazioni e confusioni, a mio avviso esiste un’unica cosa capace di farci fare un salto oltre l’ostacolo: l’affetto, quello vero, quello sincero, intriso di rispetto e consapevolezza.
Quando esiste questo affetto autentico e maturo, parole e gesti non diventano mai un problema. Un augurio non pesa, non offende, non divide. Ricorda semplicemente che, quasi sempre, è meglio un augurio e un fiore in più che una parola e un gesto in meno.
In fondo, quando tra esseri umani esistono rispetto, cura e riconoscimento reciproco, ogni giorno diventa già una piccola festa da celebrare, un tempo in cui sostenerci e guidarci a vicenda nel cammino della vita. Quando invece tutto questo manca, magari soffocato da troppi pensieri e rancori, anche la festa più bella rischia di essere percepita come fastidiosa, perché la vita stessa appare come una continua battaglia.
Per tutto questo auguro a tutte le donne, ma altrettanto agli uomini, di maturare e vivere questo affetto.
Quindi, buona festa della donna a tutti noi.
Un caro abbraccio,
Pier🌼
#festadelladonna
#8marzo
#rispetto
#affetto
#relazioniumane
4 weeks ago | [YT] | 241
View 32 replies
Pierluigi Dadrim Peruffo
Stiamo assistendo a una escalation dei conflitti globali senza precedenti, con massacri di civili, in particolare di bambini. Ho visto immagini terrificanti di Trump che prega con una cricca di invasati invocando Dio e Gesù affinché guidino le loro armi alla vittoria; in un altro video il ministro della guerra, sempre statunitense, appare rapito in uno stato delirante di fanatismo religioso mentre invoca Dio e blatera di Gesù come protezione della loro guerra santa.
Su Israele caliamo un velo pietoso, perché da due anni sciocca il mondo con affermazioni apocalittico-messianiche. Sono senza parole. Questi i Vangeli li hanno letti alla rovescia.
Sembra di essere in una sorta di paleolitico dell’intelletto, una Idiocracy all’ennesima potenza, ma con armi e tecnologie venute dal futuro.
Chiedo per un amico: il Papa c’è ancora in Vaticano? Perché non ho più sentito nemmeno un fiato.
#ConflittiGlobali
#FanatismoReligioso
#IpocrisiaOccidentale
#CiviltàInCrisi
#PaleoliticoDellIntelletto
4 weeks ago | [YT] | 305
View 55 replies
Load more