Svolgo la professione di counselor filosofico. Aiuto le persone a conoscersi e vivere liberamente divulgando il sapere e le pratiche della filosofia mistica. Pubblico tre rubriche settimanali sui miei canali social, tengo incontri personali di counseling filosofico e conferenze. Nel 2018, ho pubblicato il libro: "Il virus benefico. Aprirsi la strada per la libertà e la verità in un mondo di sopraffazioni e menzogne." Per incontri di counseling filosofico individuali o di coppia (in studio oppure online), conferenze, incontri nelle scuole con classi, team insegnanti e studenti, o per qualsiasi altra informazione potete contattarmi via mail all'indirizzo: dadrimblog@gmail.com Per biografia e CV visita il mio sito: www.dadrim.org
Pierluigi Dadrim Peruffo
In questo video cercheremo di comprendere che cosa sia davvero il pensiero critico e come possa svilupparsi in modo autentico. Scopriremo che non nasce dall'accumulare opinioni o informazioni, ma dal silenzio della mente, dall'osservazione attenta e dalla capacità di vedere i fatti senza deformarli con pregiudizi, paure e desideri. Solo una mente che sa osservare con lucidità può avvicinarsi alla verità e vivere con maggiore libertà.
https://youtu.be/y2jf27kO4vA?is=44W_m...
4 days ago (edited) | [YT] | 6
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Sotto il mio ultimo video, in cui osservavo come molte delle principali aziende che sviluppano intelligenza artificiale stiano assumendo filosofi per migliorare la capacità di ragionamento dei loro sistemi e ridurre gli errori (le cosiddette "allucinazioni"), mi sembrava piuttosto evidente che non stessi facendo un'apologia dell'intelligenza artificiale.
Il punto era esattamente l'opposto: evidenziare il paradosso di una società che riscopre il valore del pensiero filosofico quando deve istruire una macchina, dopo averlo progressivamente marginalizzato nell'educazione dei propri giovani. Filosofia e, spesso, anche psicologia vengono considerate discipline di serie B rispetto a materie ritenute più "utili" o prestigiose, come fisica, medicina o, in certi periodi storici, perfino la virologia.
Che una parte dei commenti sia completamente fuori fuoco rispetto al contenuto del video non mi sorprende più. È un fenomeno al quale mi sono ormai abituato: io parlo di banane e qualcuno mi risponde illustrandomi le abitudini riproduttive delle scimmie.
Al di là di questa nota di colore, vorrei porre una domanda molto semplice a chi conserva ancora una certa capacità di analisi e di discernimento: avete mai provato a confrontare il livello argomentativo di un'intelligenza artificiale ben progettata con quello espresso, mediamente, nelle discussioni pubbliche o sui social?
La risposta, per quanto possa risultare scomoda, è sotto gli occhi di tutti. Ed è proprio questo il dato più inquietante: non tanto ciò che stanno diventando le macchine, quanto ciò che stiamo smettendo di essere noi.
Buona giornata a tutti,
Pier
1 week ago | [YT] | 133
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Diesel e benzina alle stelle!
Prosegue la follia. Mentre i media stordiscono le persone con la storia della bodycam dei poliziotti, con l'autopsia dell'uomo deceduto durante l'arresto, con il caso del gioielliere, con Pirlo "putiniano" che non può guidare la Nazionale, con la terza ondata di calore destinata a essere "la più letale di sempre" e con altre vicende di rilevanza globale, anzi intergalattica — tanto che ormai sembrano interessare perfino i Grigi e gli alieni cavalletta — benzina e diesel sono arrivati a sfiorare i 2,30 euro al litro.
Questo sì che è letale. Sempre più amici e conoscenti mi raccontano di essere ormai al limite, considerando che non pochi percorrono anche oltre ottanta chilometri al giorno per andare a lavorare, guadagnando, quando va bene, 1.500 euro al mese. E la botta la sente anche il sottoscritto, altro che le temperature.
Come se non bastasse, è stata persino prorogata fino al 6 agosto la disciplina fiscale sul gasolio. Una misura che, più che una soluzione strutturale, suona come l'ennesimo intervento tampone, destinato a rinviare il problema invece di affrontarlo. Un copione che, al di là delle appartenenze politiche, sembra ripetersi puntualmente: destra e sinistra così lontane nella superficie del dibattito, così vicine nella profondità delle scelte.
Attendiamo ora gli ulteriori rincari generalizzati causati dal disastro energetico prodotto da due delle guerre più infami e demenziali della storia recente: quella tra Russia e Ucraina e quella tra Iran e i vari "amici della democrazia". Due guerre che, a mio avviso, avrebbero potuto essere evitate se non fossimo governati da classi dirigenti irresponsabili e asservite a interessi che da questo disastro stanno ottenendo profitti enormi e un controllo sempre più esteso, mentre il conto viene presentato ai cittadini comuni.
Leggo giornali che, anziché dare voce alla disperazione e all'indignazione delle persone ancora sane di mente, dispensano consigli su come risparmiare e pubblicano la mappa delle pompe di benzina meno care, cavalcando l'ormai consolidato assioma secondo cui il bravo cittadino è resiliente, sopporta e non si lamenta.
E ricordate: tutto ciò che accade è fatto per il nostro bene, per la libertà, per la democrazia. E, soprattutto, ricordate che... andrà tutto bene.
Sorprende, ma forse ormai neppure più, il silenzio della politica, dei sindacati e di gran parte delle organizzazioni che dovrebbero difendere il potere d'acquisto dei lavoratori.
A chi mi chiede cosa fare, rispondo anzitutto questo: smettete di credere alla favola del nemico esterno. È proprio quella narrazione che rende accettabile, agli occhi di milioni di persone, una situazione che in condizioni normali sarebbe ritenuta intollerabile. Il nostro avversario più pericoloso non è fuori di noi: siamo noi stessi quando, alla prima fiaba che ci viene raccontata, invece di porre domande chiediamo semplicemente che ci rimbocchino le coperte.
Un caro abbraccio a tutti coloro che cercano ancora di osservare la realtà con occhi liberi e una mente lucida.
Gli altri, mi dispiace... dovranno farsi abbracciare da qualcun altro.
Pier
1 week ago | [YT] | 155
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Viviamo un'epoca di trasformazioni così rapide che definire l'identità culturale persino del nostro territorio è diventato difficile; figuriamoci quella di intere nazioni. Russia, Cina, Stati Uniti, Europa e perfino l'India, con le sue millenarie tradizioni spirituali e filosofiche, stanno cambiando a una velocità che, probabilmente, non ha precedenti nella storia.
Se però c'è un elemento trasversale che noto, è il progressivo aumento del controllo esercitato attraverso l'intelligenza artificiale, i sistemi digitali e la raccolta dei dati, seppur con modalità differenti da Paese a Paese. Accanto a questo vedo crescere forme sempre più evidenti di censura e un progressivo restringimento di quella, pur fragile e imperfetta, libertà democratica che almeno in Europa avevamo forse conosciuto. Ho l'impressione che, su scala globale, ci stiamo lentamente spostando da sistemi politici altamente diversificati verso strutture plutocratiche transnazionali, tra loro profondamente interconnesse (pur restando spesso belligeranti), nelle quali il potere economico e tecnologico finisce per prevalere su quello popolare.
Ma, al di là delle dinamiche politiche, economiche e culturali, continuo a pensare che la radice del problema sia sempre la stessa. Finché l'essere umano non desidererà conoscere realmente se stesso, continuerà a cercare fuori di sé ciò che nessun oggetto, successo, potere o piacere potranno mai offrirgli in modo stabile.
Da questa ricerca cieca e incessante l'ego si espande inevitabilmente nelle sue forme più disarmoniche e illusorie e, con esso, gran parte dei conflitti individuali e collettivi.
Per questo credo che il gesto più educativo e più amorevole che possiamo compiere verso le nuove generazioni sia anzitutto liberare noi stessi. Non possiamo pretendere di trasmettere equilibrio, pace e autenticità se siamo i primi a vivere nella paura, nell'avidità, nella competizione e nella continua ricerca di conferme esterne. I giovani imparano molto più da ciò che siamo che da ciò che diciamo.
Ora, come giustamente ricorda un antico proverbio, "fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce". Al tempo stesso, non saprei dire con certezza quanti alberi oggi stiano crescendo e quanti, invece, stiano cadendo. So però una cosa per certo: la nostra attenzione dovrebbe essere rivolta soprattutto alla profonda comprensione di noi stessi e, attraverso essa, al riconoscimento della nostra vera natura. Da quella comprensione affiorano spontaneamente la bellezza, la pace e l'armonia, che si irradiano naturalmente anche intorno a noi. È proprio così che il bene si propaga: silenziosamente, come un virus benefico.
Ed è forse questa la forma più autentica di rivoluzione, insieme spirituale e politica, che possiamo ancora realizzare. Perché da anime libere nascono genitori, educatori, insegnanti, politici e legislatori di spessore. Non sono le leggi, per quanto giuste e necessarie, a rendere gli uomini buoni e consapevoli; accade piuttosto il contrario: sono uomini e donne interiormente liberi, consapevoli e amorevoli a creare, rispettare e custodire leggi giuste e, con esse, una società più umana.
Buona domenica a tutti,
Pier
1 week ago | [YT] | 455
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Pierluigi Dadrim Peruffo
La separazione accade prima di tutto dentro di noi, quando il mondo che ci circonda, nei primi anni di vita, ci convince di essere soltanto un corpo che nasce e muore. Questa idea, interiorizzata, genera e rafforza progressivamente un corpo psichico, cioè l'idea di essere questo o quello, di dover raggiungere questo o quello per poter essere qualcuno e meritare amore, rispetto e attenzione.
Genitori identificati propongono, involontariamente, un'idea identificata di noi. Il bambino, non avendo ancora alcuna idea di sé, assorbe ciò che gli viene trasmesso e ci crede. Soprattutto perché tutto gli viene presentato come ovvio, indiscutibile: perché gli adulti lo credono vero o, più spesso, perché lo vivono in modo del tutto meccanico e inconsapevole.
Se almeno ci avessero detto: «Di questa vita non ci abbiamo capito granché. Non credere a nulla: osserva, indaga, verifica tutto con la tua esperienza.» Oppure: «Noi crediamo in questo, ma tu non prendere mai nulla per vero solo perché lo diciamo noi. Guarda sempre con i tuoi occhi, con il tuo cuore e con la tua intelligenza.»
Ti immagini che meraviglia?
Un ambiente interiormente libero insegnerebbe invece che abbiamo un corpo, un nome, delle capacità e delle qualità, ma che non siamo nulla di tutto questo nella nostra essenza. Come essenza siamo pura presenza e consapevolezza, il cui riconoscimento si riflette nella mente come libertà assoluta e gioia non causata.
L'unità va riscoperta prima di tutto in noi stessi. Solo allora si comprende che la nostra essenza è la medesima che, come sostrato, vivifica ogni essere e ogni cosa. È ciò che mostrano l'esempio dell'onda e dell'oceano, oppure quello della centrale elettrica e delle infinite luci della città.
Tutto questo, come dico sempre, è osservabile qui e ora. Non c'è nulla da credere o da teorizzare. Mi osservo e, se in me è ancora presente l'identificazione, vedo quali pensieri su me stesso mi abitano e ai quali continuo a identificarmi, cioè a credere. Vedo come siano proprio queste identificazioni a generare inevitabilmente la sofferenza e comprendo che io non posso essere un'idea di me stesso.
Quando cadono tutte le idee di me, cadono tutte le paure e, soprattutto, cade la paura fondamentale: l'idea della morte.
Buona riunificazione a tutti,
Pier 🤗🙏
2 weeks ago | [YT] | 141
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Perché io sono io, tu sei tu, lui è lui?
Non c'è dubbio che, nell'esperienza, esista una sensazione di essere "questo io". Io sento di essere qui, in questo corpo. Vedo Francesca, Luca e Giovanna davanti a me e presumo che ciascuno di loro provi la medesima sensazione di essere "io".
La domanda allora scende ancora più in profondità: perché questa sensazione di essere "io" è qui e non là? È una domanda che, a mio avviso, la mente non può risolvere. Se prendiamo sul serio l'analogia del sogno fatta nel mio ultimo video, ogni personaggio potrebbe dire: "Io sono io". Eppure, durante il sogno, l'esperienza si svolge sempre da un unico punto di vista. Perché proprio quello? La mente non trova una spiegazione. Può costruire teorie, ma restano ipotesi metafisiche. Io proporrei di spostare completamente il fuoco dell'indagine. Prima di chiederci perché questa prospettiva e non un'altra, chiediamoci: chi è il soggetto che rivendica quella prospettiva?
C'è infatti un fatto molto curioso. La sensazione "Io sono" è universale. Non dice mai: "Io sono Pierluigi". Dice semplicemente: "Io sono". "Pierluigi", "Francesca", "Luca" sono contenuti che vengono aggiunti successivamente.
Forse la domanda nasce perché confondiamo due livelli: l'"Io sono" puro, identico in ogni esperienza, che possiamo chiamare coscienza universale, e il punto di vista fenomenico, sempre particolare: questo corpo, questa storia, questi ricordi, cioè la coscienza identificata.
È come l'onda che si crede separata. Dice: "Io sono quest'onda". E, dal suo punto di vista, ha ragione. Ma quando si disidentifica e assume il punto di vista dell'oceano, può dire: "Io sono quest'onda, tutte le onde e l'oceano intero."
Da un punto di vista oggettivamente verificabile, il perché l'Assoluto si manifesti come questa prospettiva anziché un'altra non credo sia dimostrabile. Possiamo formulare modelli concettuali, ma nessuno può verificarli.
Se un modello aiuta a sciogliere il nodo dell'identificazione, è utile, ma non per questo è vero. Se invece rafforza l'identificazione, è dannoso, ma non necessariamente falso. Mi torna in mente una splendida risposta di Nisargadatta Maharaj, riportata in Io sono quello. A un visitatore disse: "Ti verranno offerte molte vie di fuga. Valida sarà soltanto quella che ti porterà fuori dalla prigione."
C'è poi un ultimo aspetto che, secondo me, merita attenzione. Quando chiediamo: "Perché io sono questo e non quello?", stiamo ancora assumendo che esistano davvero due soggetti separati. Ma è proprio questa l'ipotesi da indagare.
Siamo certi che esistano due, quattro o miliardi di soggetti distinti? Oppure esiste un'unica coscienza che appare simultaneamente come infiniti centri esperienziali?
Questa, secondo me, è la vera frontiera dell'indagine. Non trovare una spiegazione, ma verificare se l'ipotesi di partenza — che esistano molti "io" realmente separati — sia fondata oppure sia soltanto ciò che l'esperienza immediata suggerisce.
Riprendendo la metafora dell'onda, finché essa vede soltanto se stessa ha ragione a credersi "questa" e non "quella". Ma quando riconosce di essere acqua, quell'idea appare per ciò che è: una prospettiva relativa. Non completamente falsa, perché descrive l'esperienza dell'onda; ma neppure assolutamente vera, perché ciò che l'onda è, in realtà, è l'oceano stesso. In quel riconoscimento la domanda "perché io sono questa onda e non un'altra?" perde spontaneamente significato, perché il soggetto che la pone non è più l'onda, ma l'acqua che è presente in tutte le onde.
Buona giornata a tutti,
Pier
2 weeks ago | [YT] | 72
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Pierluigi Dadrim Peruffo
https://youtu.be/lAKQd7RoaZk?is=HcGds...
2 weeks ago | [YT] | 2
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Storicamente abbiamo assistito prevalentemente a due impostazioni di fronte a ogni problema: repressione o liberalizzazione totale.
Educazione, amore, sensibilità, consapevolezza e prevenzione non c'entrano nulla con il proibire e nemmeno con il legittimare. Proibire o legittimare sono due facce della stessa medaglia: sono risposte che partono dal medesimo livello, quello della mente. Nel pensiero di Eraclito, il mondo dei contrari è il luogo in cui gli opposti finiscono per coincidere. L'amore e la consapevolezza partono da un altro livello, da un'altra dimensione che, per brevità, possiamo definire del cuore o della coscienza integrata. La risposta sta lì: nelle relazioni, nell'educazione familiare, nella scuola... nel cuore di ognuno di noi.
4 weeks ago | [YT] | 129
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Pierluigi Dadrim Peruffo
https://youtu.be/Je7jE24QgZI?is=4kPrz...
1 month ago | [YT] | 5
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Qualche giorno fa ho scritto che i media ci stanno distraendo in ogni modo, probabilmente per distogliere il nostro sguardo dalle pericolosissime politiche belligeranti che ci stanno portando seriamente verso il rischio di un conflitto allargato in Europa e per farci dimenticare il massacro quotidiano di innocenti tra Libano e Palestina.
Il video era molto breve, quindi, per necessità di spazio, ho citato solo questi due aspetti. Altrimenti, per elencare in modo esaustivo tutti i conflitti nei quali, proprio in questo istante, stanno morendo persone innocenti, mi servirebbe un'intera giornata, considerando che nel mondo sono attualmente in corso circa 65 conflitti armati.
Lo stesso vale per tutte le altre vicende indegne che si stanno consumando sotto i nostri occhi. Vicende delle quali, peraltro, ho già parlato in vari video di approfondimento. Ed ecco che alcuni mi hanno subito dato dell'odiatore di ebrei. Vabbè, questa è ormai un'accusa così inflazionata, stupida e ridicola da non meritare nemmeno una risposta. Un parere, semmai, lo possono dare le decine di grandi intellettuali ebrei che, da ogni parte del mondo, condannano apertamente le politiche del governo di Tel Aviv.
Sono stato poi accusato di non parlare dei tanti cristiani che vengono uccisi. Deprimente. Che clima culturalmente povero! Gli innocenti in Libano sono anche cristiani!!!! Oltretutto, gli innocenti sono una categoria che trascende razza, religione e ogni altra etichetta. Possiamo certamente dire che le continue destabilizzazioni del Medio Oriente hanno favorito condizioni di conflitto etnico e religioso che hanno finito per coinvolgere anche le comunità cristiane.
Va però ricordato che le guerre scatenate dagli Stati Uniti durante l'amministrazione Bush a partire dal 2003, insieme all'intervento militare in Libia del 2011 guidato da Francia, Regno Unito e altri Paesi della NATO, sono considerate da numerosi storici e analisti geopolitici tra le principali cause dell'instabilità che, negli anni successivi, ha finito per coinvolgere anche le comunità cristiane.
Mi fa comunque uno strano effetto vedere persone che si indignano per i cristiani uccisi, ma non per le operazioni militari promosse da politici che poi vanno a rendere omaggio ai papi in Vaticano o a farsi vedere ai loro funerali. Operazioni che hanno contribuito alla morte di milioni di innocenti: cristiani, musulmani, ebrei, atei, bambini, donne e uomini.
C'è poi da dire che i cristiani, in particolar modo i cattolici, avrebbero un piccolo quanto potente, anzi potentissimo, Stato come loro rappresentante. Forse bisognerebbe mandare qualche messaggino stizzito da quelle parti, anziché sotto le mie condivisioni, dove, oltretutto, credo di aver parlato più io di Cristo che molti pseudo-cristiani. O no?
Infine, siamo davvero così cristiani da sentire il bisogno di specificare che parliamo anche dei cristiani uccisi, quando affermiamo semplicemente che ogni giorno vengono uccisi degli innocenti? La cosa è preoccupante, perché può significare solo una di queste due cose: o i cristiani non rientrano nella categoria degli innocenti, oppure i cristiani sarebbero una categoria di innocenti più importante degli altri innocenti. Tertium non datur.
Alcuni cristiani sembrano avere uno strano concetto di amore incondizionato, di fraternità universale, di un Padre unico di tutta l'umanità e di misericordia. Ma non devono rammaricarsi troppo, perché sono in buona compagnia di tanti altri ipocriti: musulmani, ebrei, induisti, comunisti, democratici, atei illuminati... Tutti, a parole, pieni d'amore e di alti ideali per l'umanità intera; nei fatti, pronti a mordere alla giugulare non appena gli si pesta, anche per sbaglio, un piede.
Dovremmo allora comprendere che questo è un problema connaturato alla coscienza umana quando vive in uno stato di scissione, e non tanto dell'etichetta che ciascuno si appiccica addosso. L'etichetta è una conseguenza, non la causa. Paradossalmente, proprio comprendendo questo possiamo abbandonare l'ossessione per le categorie che ci dividono e iniziare a risanare la frattura essenziale della coscienza.
Un caro abbraccio a tutti, senza distinzioni.
Pier 🙏
1 month ago | [YT] | 318
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