Svolgo la professione di counselor filosofico. Aiuto le persone a conoscersi e vivere liberamente divulgando il sapere e le pratiche della filosofia mistica. Pubblico tre rubriche settimanali sui miei canali social, tengo incontri personali di counseling filosofico e conferenze. Nel 2018, ho pubblicato il libro: "Il virus benefico. Aprirsi la strada per la libertà e la verità in un mondo di sopraffazioni e menzogne." Per incontri di counseling filosofico individuali o di coppia (in studio oppure online), conferenze, incontri nelle scuole con classi, team insegnanti e studenti, o per qualsiasi altra informazione potete contattarmi via mail all'indirizzo: dadrimblog@gmail.com Per biografia e CV visita il mio sito: www.dadrim.org
Pierluigi Dadrim Peruffo
Abbiamo davvero combinato un bel pasticcio un po’ su tutto. Persino fare gli auguri per la festa della donna, oggi, è diventato un campo minato.
Se li fai, per alcune persone è offensivo, perché sostengono che dovrebbe essere una giornata unicamente dedicata alla memoria, alla celebrazione e alla pianificazione della lotta per la libertà e i diritti delle donne. Fiori e auguri trasformerebbero tutto ciò in una delle tante feste del capitalismo. E dove c’è capitalismo, come disse una giornalista, c’è sempre anche l’ombra dell’uomo bianco, maschilista e patriarcale. Ve la ricordate?
Per altre persone, invece, si tratta semplicemente di una tradizione superata, roba da boomer.
Per qualcun altro, al contrario, non fare gli auguri è segno di maleducazione, con il rischio di guadagnarsi comunque qualche etichetta poco lusinghiera.
In ogni caso, miei cari, e soprattutto carissime, è evidente che stiamo attraversando una fase di grande frammentazione e confusione. Una fase che potrebbe rivelarsi anche straordinariamente feconda, tanto per le donne quanto per gli uomini, ma che risulta spesso avvelenata da ideologie rigide e da intenzioni non sempre benevole. A ben vedere, molti di noi finiscono per subirla, spesso senza nemmeno accorgersene, anziché usarla come occasione per una profonda riflessione e per un’apertura del cuore e della mente.
In mezzo a tutte queste sensibilità, interpretazioni e confusioni, a mio avviso esiste un’unica cosa capace di farci fare un salto oltre l’ostacolo: l’affetto, quello vero, quello sincero, intriso di rispetto e consapevolezza.
Quando esiste questo affetto autentico e maturo, parole e gesti non diventano mai un problema. Un augurio non pesa, non offende, non divide. Ricorda semplicemente che, quasi sempre, è meglio un augurio e un fiore in più che una parola e un gesto in meno.
In fondo, quando tra esseri umani esistono rispetto, cura e riconoscimento reciproco, ogni giorno diventa già una piccola festa da celebrare, un tempo in cui sostenerci e guidarci a vicenda nel cammino della vita. Quando invece tutto questo manca, magari soffocato da troppi pensieri e rancori, anche la festa più bella rischia di essere percepita come fastidiosa, perché la vita stessa appare come una continua battaglia.
Per tutto questo auguro a tutte le donne, ma altrettanto agli uomini, di maturare e vivere questo affetto.
Quindi, buona festa della donna a tutti noi.
Un caro abbraccio,
Pier🌼
#festadelladonna
#8marzo
#rispetto
#affetto
#relazioniumane
2 days ago | [YT] | 222
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Stiamo assistendo a una escalation dei conflitti globali senza precedenti, con massacri di civili, in particolare di bambini. Ho visto immagini terrificanti di Trump che prega con una cricca di invasati invocando Dio e Gesù affinché guidino le loro armi alla vittoria; in un altro video il ministro della guerra, sempre statunitense, appare rapito in uno stato delirante di fanatismo religioso mentre invoca Dio e blatera di Gesù come protezione della loro guerra santa.
Su Israele caliamo un velo pietoso, perché da due anni sciocca il mondo con affermazioni apocalittico-messianiche. Sono senza parole. Questi i Vangeli li hanno letti alla rovescia.
Sembra di essere in una sorta di paleolitico dell’intelletto, una Idiocracy all’ennesima potenza, ma con armi e tecnologie venute dal futuro.
Chiedo per un amico: il Papa c’è ancora in Vaticano? Perché non ho più sentito nemmeno un fiato.
#ConflittiGlobali
#FanatismoReligioso
#IpocrisiaOccidentale
#CiviltàInCrisi
#PaleoliticoDellIntelletto
3 days ago | [YT] | 299
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Sono felice di presentarvi e proporvi la partecipazione al Gruppo Nisarga, un progetto dedicato a tutte le persone che sentono il bisogno di approfondire il cammino di crescita e consapevolezza che stiamo portando avanti insieme, e a tutti coloro che nel tempo hanno tratto qualcosa di significativo dal mio lavoro attraverso i social e gli incontri di counseling, sia personali sia di gruppo. Con alcuni di voi questo viaggio dura ormai da molti anni, e proprio da questo rapporto è nata l’idea di creare uno spazio più raccolto e partecipato.
Ho deciso quindi di dare vita a un gruppo privato, che ho chiamato Gruppo Nisarga, dedicato a chi sostiene o desidera sostenere il mio lavoro attraverso un contributo mensile. L’intento è creare uno spazio nel quale poter dialogare direttamente attraverso una chat che seguirò con particolare attenzione. Gli argomenti che emergeranno lì mi aiuteranno a orientare i temi che approfondiremo in una diretta settimanale di circa un’ora e mezza, durante la quale potrete intervenire anche in audio e, se lo desiderate, in video. Il giorno e l’orario della diretta li decideremo insieme.
L’idea è quella di creare un vero e proprio spazio di counseling filosofico di gruppo, nel quale affrontare le principali sfide che incontriamo nella vita quotidiana, sia sul piano interiore e relazionale, sia sul piano più ampio della vita sociale, dando così vita a un luogo intimo, familiare e orientato alla crescita reciproca.
Tutti gli incontri resteranno privati e visibili esclusivamente agli iscritti, in modo da garantire la massima libertà di espressione. Per questo progetto ho scelto Telegram, perché è una piattaforma semplice, gratuita e accessibile a tutti. Per chi non la conoscesse mi renderò personalmente disponibile ad accompagnarvi nei primi passi.
Chi desidera partecipare può scrivere all’indirizzo gruppo.nisarga(chiocciola)gmail.com, indicando il valore del sostegno mensile che offre o desidera offrire, il metodo di pagamento utilizzato e il nome con cui risulta il pagamento, poiché a volte può essere diverso dal nome con cui poi ci si presenta.
Per questi primi tre mesi di progetto il valore del contributo mensile lo decidete voi. Il metodo più indicato è il bonifico bancario continuativo, in alternativa è possibile utilizzare PayPal, oppure Postepay, anche se in questo caso il pagamento deve essere effettuato manualmente ogni mese.
Una volta ricevuta la vostra mail, verrete inseriti nella newsletter del gruppo e, quando tutto sarà pronto per iniziare, vi invierò le informazioni operative per accedere. Indicativamente l’intenzione è di partire a metà mese e proseguire fino a fine giugno. In base ai riscontri ottenuti, a giugno valuterò come proseguire e se apportare eventuali modifiche al progetto.
Ho scelto di chiamare questo spazio Nisarga perché in sanscrito questa parola significa essenza, natura, ciò che è spontaneo e autentico, ed è proprio questo lo spirito con cui desidero dare vita a questa nuova avventura. Sono convinto che, con persone realmente motivate, questo gruppo possa diventare una piccola comunità capace di offrire sostegno reciproco, relazioni significative e un lavoro sincero su di sé.
Naturalmente tutto ciò che condivido sui social e sul sito resterà esattamente com’è ora, libero e gratuito per tutti. Con il tempo ho però compreso che, per andare davvero più in profondità, è necessario anche creare uno spazio più protetto, una soglia che soltanto chi è realmente motivato sente il desiderio di attraversare.
Riassumendo brevemente: se già sostenete il mio lavoro e desiderate partecipare al Gruppo Nisarga, scrivetemi a gruppo.nisarga(chiocciola)gmail.com indicando il metodo con cui state sostenendo il progetto e il nome con cui risulta il pagamento. Se invece desiderate iniziare ora a partecipare, potete attivare un contributo mensile e poi inviarmi una mail con i vostri dati. Tutte le informazioni sui metodi di sostegno sono alla pagina Sostienimi del mio sito, in descrizione e alla fine dei miei video sui vari canali social (YouTube, Facebook, Telegram...).
Per qualsiasi domanda potete scrivermi direttamente alla mail gruppo.nisarga(chiocciola)gmail.com.
Quando il gruppo sarà pronto, vi invierò tutte le informazioni per accedere e iniziare insieme questa nuova esperienza.
Con affetto e gratitudine,
Pier
#GruppoNisarga #CounselingFilosofico #CrescitaInteriore #Consapevolezza #LavoroSuDiSe #RicercaInteriore #Spiritualità
5 days ago | [YT] | 56
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Per trovare pace ed equilibrio…
La prima e più importante cosa da fare non è tanto che qualcuno ci dica perché proviamo un certo disagio interiore. La cosa davvero preziosa è imparare come comprendere, osservare e attraversare le nostre ombre interiori.
Infatti, quando comprendiamo la disposizione che permette alla nostra coscienza di comprendere pienamente le cose, non abbiamo più bisogno di guide esterne che ci dicano continuamente cosa fare, quali problemi abbiamo, che ci analizzano, che ci diano tecniche, pastiglie o ci vendano intrattenimenti e illusioni varie, perché diventiamo più lucidi dentro, pertanto diventiamo autonomi.
È così che la paura perde forza, perché gran parte dei nostri problemi nasce proprio dal fatto che non sappiamo come stare davanti a ciò che proviamo e alle sfide della vita. In realtà nulla temiamo e ci danneggia più della nostra ignoranza e della nostra dipendenza, ma paradossalmente il più delle volte cerchiamo di risolverle percorrendo proprio le direzioni che finiscono per acutizzarle ancora di più.
Il secondo punto importante riguarda il contesto in cui viviamo. È vero che la società appare sempre più instabile e questo pesa su molti di noi. Tuttavia più impariamo a rimanere nel presente, ricordando che siamo qui solo di passaggio, più tutte le cose tornano ad occupare il posto che spetta loro in una corretta gerarchia di valore e realtà, riportando ciò che è essenziale e vitale ad abitare il nostro cuore.
La vita diventa allora un’occasione per comprendere, amare e donare ciò che possiamo, sapendo che a un certo punto tutti ripartiremo.
Pertanto possiamo dire che il cammino si riassume in poche cose essenziali:
1. Comprendere come comprendere.
2. Restare nel presente.
3. Ricordare la morte.
4. Vivere il tempo che abbiamo per amare e donare.
Alla fine conta solo questo: comprendere la vita mentre accade e onorare con amore il tempo che ci è dato.
Buona giornata e un abbraccio a tutti,
Pier
#consapevolezza
#lavorointeriore
#filosofiaesistenziale
#presenza
#crescitainteriore
#dadrim
1 week ago | [YT] | 219
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Iran, USA e la fine dell’illusione occidentale.
Quel che sta accadendo in Medio Oriente dopo l’attacco subito dall’Iran sta scatenando nelle persone molteplici reazioni che, se osservate con l’intento di comprenderci un po’ di più, possono insegnarci molto. La prima cosa che possiamo notare è il livello di sogno, viziato e ignorante, in cui molti occidentali vivono.
Si vedono persone evidentemente in preda al panico registrare video dai loro appartamenti lussuosi, con alle spalle le skyline scintillanti di Dubai, Abu Dhabi o Doha, mentre chiedono aiuto a non si sa bene quali autorità. «Come è possibile?», si domandano scioccati.
La domanda che invece mi pongo io è un’altra: come è stato possibile credere sino ad ora, sino a quando non vedi una bomba cadere a qualche centinaio di metri da te, che l’orrore che da decenni avanza e si espande non avrebbe finito per coinvolgere sempre più anche noi?
Eppure accade, soprattutto quando ci si sente degli eletti, protetti, immuni dal male perché appartenenti al bene, nonostante non si abbia nemmeno più un vago concetto di Dio o di sacralità a cui appellarsi davvero, ma unicamente l’idea di un sistema tecnologico, ludico ed economico che è dalla tua parte. Roba da morir dal ridere, se non ci fosse da piangere.
E così ci si illude di essere al sicuro sotto la tutela di speculatori finanziari multimiliardari che si autodefiniscono filantropi, o di potenti e regnanti che nel tempo libero inseguono piaceri e privilegi immondi. Quanto è profondo il sonno di molti! Eppure l’alba, prima o poi, arriva per tutti, anche se a molti appare inizialmente come un vero e proprio cadere e spegnersi del sole.
Vedo poi quelli che “vibrano alto”, coloro che devono sempre essere positivi, altrimenti sembrerebbero poco “guri” illuminati, e invitano a non temere nulla perché la vibrazione del cosmo si starebbe elevando. Curioso questo cosmo: vai a chiedere a tutte quelle madri che hanno visto morire i loro bambini sotto le bombe come vibra il cosmo. Anche qui vediamo all’opera il vizio e l’ignoranza di questo nostro Occidente alienato, che ha trasformato persino la spiritualità in un discount: tutte le balle che vuoi a metà prezzo.
Ci sono poi i sostenitori del Giano bifronte Bibi-Trump, che festeggiano perché tutto starebbe andando per il meglio e il bene starebbe finalmente trionfando sul male. E ci sono gli oppositori dello stesso Giano bifronte, pronti a lodare qualunque governo purché non sia allineato a quella parte, dimenticando che il potere, in ogni luogo e in ogni tempo, tende a fare soprattutto i propri interessi, spesso a discapito delle masse.
Non mancano poi le coscienze candide, quelle che vedono governanti cattivi e popoli innocenti, come se le società fossero composte da anime pure vittime di pochi malvagi.
Miei carissimi amici e compagni di viaggio, pensando al dolore e all’angoscia che tempi come questi inevitabilmente generano nelle nostre coscienze, desidero rimarcare ciò che, dal mio punto di vista, realmente può donarci la forza e la serenità per vivere pienamente.
Alla domanda che so tormentare molto di voi, «Questo nostro povero mondo troverà mai pace? Verrà mai il tempo della giustizia per i popoli?», rispondo ancora una volta facendoci notare che l’unica persona che possiamo rendere libera, amorevole e consapevole siamo noi stessi, e lo possiamo fare unicamente grazie alla comprensione della natura più profonda della nostra coscienza. Vivendo liberi da odio e paura influenzeremo inevitabilmente chi ci sta accanto e, per quanto possibile, anche il mondo.
Il risultato è pertanto duplice: viviamo interiormente più liberi e sempre più in pace, e portiamo un po’ di questa condizione anche fuori di noi. Se mettiamo il mondo al primo posto, aspettando un cambiamento collettivo prima di iniziare da noi stessi, finiamo per essere risucchiati dalle logiche del conflitto e della disperazione, dimenticando oltretutto che siamo qui di passaggio. Questo mondo è una scuola dell’anima, ma caduti nell’inconsapevolezza profonda molti lo scambiano per il luogo dove rimarranno per sempre, finendo paradossalmente per perdere le loro stesse brevi vite nel tentativo di renderlo come lo vorrebbero. Fate l’opposto: donategli il meglio di voi stessi sapendo che lo lascerete ad altri.
Oltretutto, un cambiamento collettivo forse verrà, ma potrebbero volerci secoli, forse millenni. La storia mostra che la coscienza collettiva evolve lentamente, e non è scritto da nessuna parte che il destino dell’umanità sia necessariamente una pace armoniosa piuttosto che un possibile declino o persino l’estinzione.
Solo la nostra anima è sotto la nostra reale responsabilità, e solo nel presente possiamo agire.
Infine, siamo davvero certi che il potere sia sempre cattivo e le masse sempre buone? Siamo sicuri che la maggior parte delle persone sia così diversa dai leader che la rappresentano?
Ormai siamo grandi, smettiamola di credere alle fiabe.
Un abbraccio a tutti,
Pier
#Iran
#USA
#Geopolitica
#RisveglioDellaCoscienza
#Occidente
1 week ago | [YT] | 205
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Ho spesso detto che il mondo è impermanente, che le cose percepite appaiono e scompaiono ai sensi. Mi è stato quindi chiesto se la nostra essenza sia permanente. Ora, prima di tutto, quando parlo di coscienza non identificata, ciò che potremmo anche definire la nostra essenza, non intendo qualcosa di astratto, teorico o non verificabile. Non è fuffa spiritualeggiante, ma ciò che vi è di più indubitabile, giacché tutto può essere negato tranne il fatto di essere. Nel momento stesso in cui provassi a negarlo, in realtà lo affermeresti.
Pensateci, non ho detto nulla di astruso, ho semplicemente affermato l’ovvio che spesso diamo per scontato, come l’aria, l’acqua, il cielo e la terra. Tutte cose ovvie, peccato che pochi siano consapevoli della loro natura essenziale e meravigliosa proprio a causa della loro apparente ovvietà. Allo stesso modo noi siamo; questo essere è la cosa più incredibile e meravigliosa, ma essendo più intimo del nostro stesso respiro diviene, in un certo senso, inconscio, scontato. Ce ne ricordiamo solo per contrasto quando arriva la morte e, a volte, iniziamo a chiederci seriamente chi siamo. Dico a volte perché molti, nemmeno prossimi alla morte, indagano se stessi, cercando anche in quel caso ogni possibile forma di distrazione.
Detto ciò, posso dire che, dal mio punto di vista, la nostra essenza è permanente come l’acqua di un fiume. È sempre uguale ma non è mai la stessa. Permanente e impermanente si addicono più alle cose dei sensi, sono contrari coincidenti. Pensi al permanente perché esiste l’impermanente, e viceversa. Proprio per questo la presenza consapevole non è né permanente né impermanente: è non categorizzabile, è vita sempre nuova. Del resto le parole nascono dal mondo sensoriale e per il mondo sensoriale filtrato dalla mente. Perciò, quando si cerca di indicare l’essenziale, si percepisce la loro inadeguatezza e questo, se accade, è un ottimo segnale: significa che stiamo sentendo la limitatezza del pensiero rispetto all’immensità della coscienza.
Un abbraccio a tutti e buon fine settimana,
Pier
#Coscienza
#RisveglioInteriore
#Consapevolezza
#NonDualità
#Spiritualità
1 week ago | [YT] | 210
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Immagina di essere bloccato nel traffico. Sopportare significa stringere il volante, irritarsi e resistere finché la situazione non cambia. Rassegnarsi significa pensare che sia sempre così, chiudendosi nel malumore. Accettare, invece, è riconoscere che in questo momento il traffico esiste e che combatterlo mentalmente non lo farà sparire. Da lì nasce una scelta diversa: respirare, avvisare del ritardo, usare quel tempo in modo più lucido.
Oppure pensa a una critica ricevuta. Sopportarla vuol dire fare finta di nulla mentre dentro cresce la tensione. Rassegnarsi significa sentirsi sbagliati e abbassarsi interiormente. Accettare è ascoltare con calma, vedere ciò che può essere utile e lasciare andare ciò che non lo è, senza perdere dignità né chiarezza.
Anche un semplice mal di testa può mostrare la differenza. Sopportare è irrigidirsi e continuare a combattere il disagio. Rassegnarsi è abbattersi pensando di essere sfortunati. Accettare è riconoscere il proprio stato, rallentare e prendersi cura di sé senza aggiungere resistenza mentale al dolore.
Lo stesso vale quando un progetto non funziona. Sopportare significa forzare con frustrazione. Rassegnarsi significa mollare credendo di non essere capaci. Accettare significa vedere la realtà per ciò che è e, proprio grazie a questa lucidità, cambiare strategia.
In fondo la differenza è semplice. Sopportare è stringere i denti. Rassegnarsi è abbassare le braccia. Accettare è guardare la realtà in faccia e scegliere come muoversi.
L’accettazione non è passività. Non è arrendersi alla vita. È smettere di sprecare energia nel negare ciò che già è, così che quella stessa energia possa tornare disponibile per agire, comprendere e trasformare.
Buona accettazione!
Pier
#Accettazione
#Consapevolezza
#CrescitaInteriore
#Psicologia
#RisveglioInteriore
1 week ago | [YT] | 112
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Pierluigi Dadrim Peruffo
A un certo punto del viaggio dentro noi stessi, la mente deve fermarsi. La sua natura è separare, creare un osservatore e qualcosa da osservare, ma finché esiste questa distanza non c’è vera comprensione.
Quando il movimento del divenire si placa e la coscienza rimane semplicemente presente a sé stessa, la percezione si quieta e con essa si pacifica anche la mente.
Lì si scopre che ciò che siamo non può essere conosciuto, né da noi né da altri, perché conoscere significa sempre porsi a distanza da ciò che si osserva.
Quando ogni distanza cade, resta solo l’essere, silenzioso e vivo, che non chiede nulla, ma soltanto di essere vissuto come amore, verità e libertà. Ecco, tu sei quello.
Un caro abbraccio,
Pier
#Consapevolezza
#RisveglioInteriore
#Presenza
#ConoscenzaDiSé
#Essere
2 weeks ago | [YT] | 84
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Un caro ringraziamento a tutti gli amici che hanno partecipato alla bella condivisione di ieri sera a Polegge.
Vi abbraccio con affetto e ci auguro che «l’amor che move il sole e l’altre stelle» possa guidare sempre le nostre vite.
Pier
2 weeks ago | [YT] | 124
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Pierluigi Dadrim Peruffo
Una persona che segue le mie pubblicazioni mi ha scritto dicendo, in sostanza:
«Capisco il valore della pratica interiore, ma ho l’impressione che, mentre il mondo brucia, si rischi di usare la spiritualità come fuga. La storia è cambiata grazie all’indignazione e alla rabbia di chi ha reagito alle ingiustizie. Senza quella forza, molte cose non sarebbero mai cambiate.»
Ora, la rabbia, è vero, muove energia, accende, spinge, rompe l’inerzia. La storia umana è piena di momenti in cui un’indignazione collettiva ha dato inizio a trasformazioni importanti. Il punto, però, non è se la rabbia muova o meno all’azione, quanto piuttosto quale qualità di azione generi. La rabbia tende a polarizzare, a creare un nemico perpetuo e irrimediabile, spesso anche là dove non c’è, e a irrigidire lo sguardo; produce un movimento rapido, spesso cieco. Per questo molte rivoluzioni nate dalla rabbia finiscono per riprodurre le stesse dinamiche che volevano combattere.
La pratica interiore non significa stare sul divano a guardarsi l'ombelico mentre il mondo brucia. Alcuni lo fanno, certo, ma si ingannano. Quando è autentica, è l’esatto contrario: è un lavoro esigente, perché costringe a vedere il conflitto, la paura e il bisogno di un nemico dentro di sé. Ed è proprio lì che cambia la qualità dell’azione, non nella sua assenza, ma nella sua lucidità. Krishnamurti ricordava sempre che non può esistere una trasformazione della società senza una trasformazione della coscienza, poiché la società non è altro che la proiezione delle nostre relazioni interiori.
Non è quindi esatto mettere in opposizione interiorità e azione. La domanda più profonda non è “rabbia o meditazione?”, ma: da quale stato di coscienza nascono le mie azioni, le mie parole, le mie intenzioni? Si può meditare per fuggire, certamente, così come si può lottare mossi dalla rabbia e cercare soltanto uno sfogo o un’identità rigida. A fare la differenza è sempre la qualità interiore. La rabbia dà un’impressione immediata di forza, mentre la chiarezza interiore richiede un coraggio più silenzioso. La rabbia è rapida e spettacolare, soddisfa l'impulso; la consapevolezza è lenta e poco visibile, eppure è quella che dura nel tempo e impedisce al confronto di trasformarsi nell’ennesimo ciclo di violenza.
Pensa a due pugili: uno combatte mosso dalla rabbia, perde lucidità, si espone, spreca energia. L'altro agisce da uno stato di presenza, tecnica e potenza centrata. Uno morde l'orecchio, l'altro vince l'incontro.
#Consapevolezza
#CrescitaInteriore
#PsicologiaUmana
#RisveglioDellaCoscienza
#riflessioniprofonde
2 weeks ago | [YT] | 80
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