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2 weeks ago | [YT] | 4
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𝐁𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚𝐭𝐨, 𝐬𝐞𝐢 𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐚𝐩𝐨𝐫𝐚𝐥𝐚𝐭𝐨.
17 febbraio 2026 – A Paganico, nella campagna maremmana, l’inchiesta sul caporalato racconta una storia che non si ferma alle paghe da fame o ai turni massacranti: qui, secondo le accuse, un bracciante veniva preso a pugni e calci perché giudicato “troppo lento”.
Un lavoratore pakistano che nel 2022 ha trovato il coraggio di rompere il silenzio e denunciare tutto, portando alla luce un sistema di sfruttamento che ora ha portato sei connazionali davanti al tribunale di Grosseto, rinviati a giudizio dal gup Giuseppe Coniglio con accuse di intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera e, per cinque di loro, anche di lesioni personali.
Il processo si aprirà il 18 maggio e nasce da una querela presentata nel settembre 2022, dopo un’aggressione avvenuta il 29 agosto fuori dall’orario di lavoro, quando l’uomo arrivò al pronto soccorso con trauma cranico, contusione al braccio destro, frattura delle ossa nasali e forti cefalee: 17 giorni di prognosi e un racconto che, tassello dopo tassello, ha fatto emergere un quadro di violenza sistematica.
Nei campi tra Grosseto, Siena e Orbetello i caporali si piazzavano ai lati delle file, urlando insulti, minacce, pressioni continue: niente bagni, niente acqua potabile, nessuna area di ristoro, solo lavoro duro e paura.
I braccianti venivano spostati su furgoni da un fondo all’altro per potature, vendemmie e zappature, controllati a vista e costretti a turni estivi fino a 15 ore al giorno, dalle cinque del mattino alle otto di sera, con una sola ora di pausa, sette giorni su sette, senza riposi, ferie o malattia.
Anche sotto il sole cocente, quando qualcuno accusava colpi di calore, la risposta sarebbe stata sempre la stessa: continuare, sotto minaccia, perché chi protestava rischiava ritorsioni contro i familiari rimasti in Pakistan, con tanto di foto di fucili d’assalto inviate su WhatsApp per rendere la minaccia più credibile.
D’inverno le ore scendevano a otto, ma senza domeniche libere, con paghe in nero di cinque euro l’ora, nessun contratto, nessuna formazione, nessuna visita medica, nessuna assicurazione Inail.
E la vita fuori dai campi non era migliore: i lavoratori venivano ammassati in tre appartamenti gestiti dalla stessa rete di sfruttamento, circa venti persone per alloggio, otto posti letto per stanza, cucina e due bagni in comune.
Affitti di 140-150 euro al mese a testa, senza contratto, tra muffe, cavi elettrici scoperti, termosifoni arrugginiti, riscaldamento guasto, bombole del gas accanto al camino, fino alla dichiarazione di inabitabilità da parte del Comune di Civitella Paganico.
Le indagini, affidate al Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro, hanno ricostruito un meccanismo rodato: reclutamento di connazionali in difficoltà, aziende agricole intestate a prestanome ma gestite di fatto dai caporali, contributi mai versati e società chiuse dopo due anni per sfuggire ai controlli, con cinque lavoratori riconosciuti come parti offese.
Un sistema che, secondo gli investigatori, avrebbe sfruttato braccianti in diverse proprietà dell’Amiata e nei comuni di Cinigiano, Montalcino, Albinia, Gavorrano e Paganico, e che sarebbe rimasto nell’ombra senza la denuncia del primo lavoratore, a cui poi si sono aggiunte le testimonianze dei colleghi.
Una vicenda locale che si inserisce però in un fenomeno ben più ampio: in Italia il caporalato non è più solo una piaga del Sud.
I rapporti sul settore agricolo parlano di almeno 200mila lavoratori irregolari nei campi, circa il 30% della forza lavoro del comparto, con paghe medie annue intorno ai seimila euro e tassi di irregolarità che superano il 23% proprio in agricoltura, dove il lavoro sommerso e le forme di sfruttamento continuano a proliferare nonostante la legge del 2016 contro il caporalato e i controlli più stringenti degli ultimi anni.
Numeri che raccontano un sistema diffuso, alimentato dalla vulnerabilità dei lavoratori migranti e dalla pressione dei costi lungo la filiera agroalimentare, dove spesso i prodotti d’eccellenza del Made in Italy nascondono storie di reclutamenti illegali, salari da pochi euro l’ora e minacce, come dimostrano diverse inchieste e casi di cronaca degli ultimi anni.
A Grosseto, intanto, il procedimento giudiziario va avanti e, per la prima volta, almeno per questi braccianti, il silenzio si è rotto.
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2 months ago (edited) | [YT] | 5
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𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐨: 𝐢𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐞 "𝐋’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞".
La fiction RAI “L’altro ispettore” ha segnato un momento importante nella narrazione televisiva italiana, portando alla ribalta un tema che spesso rimane relegato a cronache o statistiche: la sicurezza sul lavoro. Il pubblico ha capito chiaramente che non si tratta solo di un argomento tecnico o sindacale, ma di una questione profondamente narrativa, capace di suscitare tensione, empatia e coinvolgimento. Il successo di ascolto e il dibattito che ne è seguito dimostrano che raccontare la sicurezza sul lavoro attraverso una storia funziona, perché rende visibili dinamiche che normalmente restano nell'ombra e permette di riconoscere quanto questi temi siano parte integrante della vita quotidiana di tutti noi. Le storie, in fondo, servono proprio a questo: a comprendere e a cambiare. Se un problema non viene discusso, se non entra nell'immaginario collettivo, è difficile che possa diventare oggetto di consapevolezza diffusa e quindi di trasformazione culturale. “L’altro ispettore” mette in luce come dietro ogni incidente ci siano scelte sbagliate, pressioni economiche, fretta e sottovalutazioni, e come la sicurezza non sia solo un adempimento burocratico da spuntare, ma un impegno costante fatto di decisioni, responsabilità e spesso di conflitti. La serie riesce a sfatare l'idea che la sicurezza sia solo carta, norme o verbali, presentandola invece come un campo vivo, attraversato da tensioni umane, morali e professionali. In questo contesto, è particolarmente significativo il ritratto delle persone che fanno della sicurezza una professione e, spesso, una vera ragione di vita: ispettori, tecnici e funzionari che operano in silenzio, con competenza e determinazione, consapevoli che il loro lavoro può fare la differenza tra la vita e la morte. Il protagonista rappresenta questa dimensione senza cadere in eroismi retorici, rivelando il peso emotivo e umano di un ruolo che richiede rigore, empatia e resistenza. È importante, però, mantenere uno sguardo equilibrato: “L’altro ispettore” è pur sempre una fiction e, come tale, ha i suoi limiti, legati alle esigenze narrative, alla semplificazione di processi complessi e alle inevitabili licenze artistiche. Questi limiti sono stati riconosciuti anche dagli autori, che hanno chiarito che il loro obiettivo non era quello di ricostruire in modo documentaristico la realtà del lavoro ispettivo, ma piuttosto di accendere una luce, stimolare domande e promuovere una maggiore attenzione collettiva su un tema che ci riguarda tutti. È proprio in questo equilibrio tra racconto e realtà che si trova il valore più profondo della serie.
4 months ago | [YT] | 11
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𝐔𝐧 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐨 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐝𝐚 𝐭𝐞. 𝐏𝐫𝐨𝐭𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚, 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐢𝐞𝐧𝐢 𝐥𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐞.
Da più di 80 anni, ANMIL è accanto a chi ha pagato il prezzo più alto dell’insicurezza, con ascolto, tutela legale gratuita e una rete di volontari — spesso essi stessi vittime del lavoro — e di esperti presenti in 106 Sezioni in tutta Italia.
𝐎𝐆𝐆𝐈, 𝐏𝐄𝐑𝐎̀, 𝐀𝐁𝐁𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐁𝐈𝐒𝐎𝐆𝐍𝐎 𝐃𝐈 𝐓𝐄.
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5 months ago (edited) | [YT] | 4
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𝐄𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐌𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐧. 𝟏𝟒𝟕
28 Ottobre 2025
Il Consiglio dei ministri si è riunito martedì 28 ottobre 2025, alle ore 15.38 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano.
SICUREZZA SUL LAVORO
Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile (decreto-legge)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone e del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile.
L’intervento mira a un rafforzamento della cultura della sicurezza, all’incremento della prevenzione e alla riduzione degli infortuni in ogni ambito lavorativo.
Incentivi per le imprese virtuose e potenziamento della vigilanza
Le norme incentivano le misure di riduzione degli infortuni sul lavoro e premiano i datori di lavoro virtuosi, potenziando al contempo le attività di vigilanza e l'apparato sanzionatorio.
Tra l’altro, si prevede:
revisione delle aliquote INAIL e contributi agricoli. A partire dal 1° gennaio 2026, si autorizza l'INAIL alla revisione delle aliquote per l'oscillazione in bonus per andamento infortunistico e dei contributi in agricoltura, con l'obiettivo di premiare le imprese che dimostrano un andamento positivo in materia di sicurezza. Sono inoltre introdotte specifiche cause di esclusione dal bonus;
per aderire alla Rete del lavoro agricolo di qualità, le imprese dovranno dimostrare l'assenza di condanne penali o sanzioni amministrative in materia di salute e sicurezza sul lavoro negli ultimi tre anni. A queste imprese virtuose verrà riservata una quota delle risorse programmate dell'INAIL;
subappalto e strumenti digitali. Il decreto orienta l'attività di vigilanza dell'INAIL in modo mirato nei confronti dei datori di lavoro che ricorrono allo strumento del subappalto (pubblico e privato). Contestualmente, vengono introdotte disposizioni specifiche per il badge di cantiere e la patente a crediti, prevedendo la precompilazione della tessera digitale con i dati identificativi dei lavoratori assunti tramite la piattaforma SIISL (Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa). Inoltre, si individueranno gli ulteriori ambiti di attività a rischio più elevato (oltre al settore edile);
potenziamento dell'apparato ispettivo e promozionale. Il testo prevede il potenziamento dell'organico dell'INAIL e del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro.
Formazione, indennizzi e tutela specifica
Il decreto interviene in modo incisivo anche sulla formazione e sulla tutela specifica, prevedendo, tra l’altro:
rafforzamento della formazione per RLS. L'obbligo di aggiornamento periodico dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) viene esteso anche alle imprese con meno di 15 dipendenti, garantendo una formazione costante in tutti gli ambiti lavorativi. Inoltre, si innalza il livello qualitativo degli enti accreditati che erogano la formazione in materia, demandando a un accordo Stato-Regioni l'individuazione di criteri e requisiti di accreditamento;
sicurezza studenti (scuola-lavoro). Si rafforza la tutela assicurativa INAIL per gli studenti impegnati nei percorsi di formazione scuola-lavoro, estendendo la copertura anche agli infortuni occorsi nel tragitto casa-lavoro e viceversa. Si introduce a carico dell'INAIL una borsa di studio per alunni e studenti superstiti di persone decedute per infortuni sul lavoro o malattie professionali;
near miss e prevenzione. Viene promossa l'adozione di linee guida per l'identificazione, il tracciamento e l'analisi dei mancati infortuni (c.d. near miss) da parte delle imprese con più di quindici dipendenti. Strumenti di incentivazione economica e premiale saranno individuati per le imprese che adottano modelli organizzativi avanzati di gestione della sicurezza e di tracciamento dei mancati infortuni;
visite mediche aggiuntive. In relazione alle attività ad alto rischio di infortuni, si introduce una nuova tipologia di visita medica nei confronti del lavoratore qualora vi sia il ragionevole motivo di ritenere che si trovi sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o alcoliche;
destinazione sanzioni. Le risorse introitate dalle ASL a seguito dei provvedimenti sanzionatori saranno utilizzate in via esclusiva per attività di sorveglianza epidemiologica dei rischi, al rafforzamento dei servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (SPRESAL) e ad attività di formazione e aggiornamento professionale.
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6 months ago (edited) | [YT] | 7
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𝐌𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐢𝐧 𝐨𝐜𝐜𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝟕𝟓𝐚 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della 75ª Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, ha inviato al Presidente dell'ANMIL, Antonio Di Bella, il seguente messaggio:
«In Italia, ogni giorno, si continua a perdere la vita sul luogo di lavoro: il numero di decessi e infortuni resta tragicamente alto, anche in raffronto con quello che accade nel resto dell’Unione Europea.
Ciascuna vittima è un volto a cui occorre dare voce. Dietro ognuna ci sono persone, famiglie, storie interrotte che non devono essere dimenticate.
A esse va il nostro pensiero che deve ispirare l’impegno collettivo, affinché dal dolore nasca una nuova consapevolezza: la volontà comune di costruire luoghi di lavoro più sicuri, dove la vita e la dignità di ogni lavoratore siano sempre al primo posto.
La sicurezza sul lavoro è un diritto inalienabile, un investimento sul valore dell’essere umano, sul significato profondo del lavoro e sulla qualità della vita.
Con questo spirito, ricordo le vittime e rinnovo la vicinanza della Repubblica alle loro famiglie.
Nell’esprimere gratitudine all’ANMIL per il suo impegno costante, anche a favore dell’inclusione lavorativa e sociale di chi ha subito un infortunio sul lavoro o una malattia professionale, formulo a tutti i partecipanti i miei più sentiti auguri affinché questa giornata contribuisca a rafforzare una cultura della prevenzione che protegga la vita».
6 months ago (edited) | [YT] | 5
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𝐏𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝟕𝟓ª 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐕𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐈𝐧𝐜𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐋𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 - (𝟏𝟐-𝟏𝟎-𝟐𝟎𝟐𝟓)
6 months ago (edited) | [YT] | 9
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𝐋𝐚 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝐚 𝐏𝐚𝐫𝐦𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝟕𝟓ª 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐕𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐈𝐧𝐜𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐋𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨.
Ricorrerà domenica 12 ottobre la 75esima Giornata Nazionale per le Vittime degli incidenti sul lavoro, un anniversario che affonda le sue radici nella storia della nostra Associazione risalendo al 1950, quando l'allora Comitato Esecutivo di ANMIL deliberò la celebrazione annuale di una Giornata dedicata ai Mutilati del lavoro volta a promuovere la sicurezza in tutti gli ambiti del lavoro.
Bisognerà attendere il 1998 per la sua istituzionalizzazione con direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri e il 2003 per la scelta della seconda domenica di ottobre come data ricorrente delle celebrazioni in tutta Italia.
Quest'anno la cerimonia nazionale avrà luogo a Parma, in concomitanza alle molte celebrazioni regionali e provinciali dislocate sull'intero territorio nazionale che sarà possibile consultare cliccando sulla provincia d'interesse nel menù "Le Sedi" in homepage.
ANMIL invita tutti a prendere parte alla ricorrenza per sugellare con ogni cittadino la battaglia che da oltre 80 anni porta quotidianamente avanti attraverso il confronto con le istituzioni ed una fitta opera di informazione e sensibilizzazione alla cultura della salute e sicurezza sul lavoro in scuole, fabbriche e aziende di tutto il territorio nazionale.
7 months ago | [YT] | 11
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19 settembre 2025 - Oggi la nostra Associazione compie 82 anni.
Un grazie speciale a chi ogni giorno cammina al nostro fianco per difendere la dignità e la salute nei luoghi di lavoro.
7 months ago | [YT] | 8
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COMUNICATO STAMPA
𝐃𝐢 𝐁𝐞𝐥𝐥𝐚 (𝐀𝐍𝐌𝐈𝐋): “𝐂𝐢 𝐚𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐙𝐮𝐩𝐩𝐢. 𝐌𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐩𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐧𝐞𝐟𝐢𝐜𝐢𝐧𝐚”.
Roma, 17 settembre 2025 – “All’indomani dell’accorato e altamente significativo intervento del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, in occasione della presentazione del libro Operaicidio di Marco Patucchi e Bruno Giordano, ci ritroviamo ancora una volta sgomenti davanti al protrarsi quotidiano dell’incessante strage che insanguina i luoghi di lavoro del nostro Paese”. È il commento del Presidente ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del lavoro) Antonio Di Bella sull’ennesimo “martedì nero” segnato da una sequela intollerabile di morti e gravi infortuni sul lavoro.
Per continuare a leggere il comunicato stampa, clicca qui: www.anmil.it/comunicati-stampa/di-bella-anmil-ci-a…
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7 months ago | [YT] | 4
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